Sunday, June 13, 2021
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Jannik Sinner e il mistero insondabile del tennis

JANNIK SINNER E IL MISTERO INSONDABILE DEL TENNIS di Benvenuto Caminiti Il volo d’angelo, che sembrava sfiorare il cielo, di…

By L'Italiano , in Rubriche Sport , at 18/03/2021 Tag:, ,

JANNIK SINNER E IL MISTERO INSONDABILE DEL TENNIS

di Benvenuto Caminiti

Il volo d’angelo, che sembrava sfiorare il cielo, di Jannik Sinner si ferma davanti al muraglia di granito di un russo, fino a ieri un illustre sconosciuto e oggi proiettato verso le vette più eccelse del ranking mondiale dell’ATP: parlo di Aslan Karatsev, moscovita, classe 1993, che fino a due anni fa era il numero 400 del mondo e oggi, dopo averlo battuto ai quarti di Dubay sfiora la trentesima posizione: ad un passo da quella del diciannovenne di San Sandido, n. 30 nel Ranking mondiale ATP.

Per domare un leone come Sinner, Karatsev si è dovuto travestire da Batman e giocare come mai  nella sua carriera ultradecennale: incassato senza batter ciglio il 7/6 al tiebreak  del primo set, a partire dalla prima palla del secondo set, ha ingranato un’altra marcia. Inarrestabile.

E non c’è stato più niente da fare per il nostro supertalento originario di Sesto Pusteria.

Deluso?

Nient’affatto: pretendere di più da un ragazzo di diciannove anni sarebbe poco meno che pretendere la luna… Anche da uno come Jannik, che è un fenomeno puro: tempra d’acciaio,  fisico che sembra scolpito nel bronzo (1.88 x 76), carattere indomito e tetragona voglia di vincere. 

Allievo del maestro Piatti, in un’età in cui fisico e mente sono ancora in piena evoluzione, Jannik, in poco più di un anno,  ha scalato la montagna del ranking mondiale ATP, fino, come già detto, ad approdare al trentesimo posto. E, nella sua straordinaria scalata, ha affrontato e battuto, lui ancora sotto i  50 del ranking, top dieci di collaudata esperienza internazionale come Goffin, a Rotterdam, Tsitsipas, agli Internazionali d’Italia e Zverev,  al Roland Garros.

Ma il tennis non è uno sport  e basta, il tennis è sublime e spietato, ad un tempo; nel tennis, prima che con l’avversario devi fare i conti con te stesso e, solo dopo averli risolti a tuo favore, puoi sperare di battere l’avversario.

Per questo ieri Jannik, sfoderando una prestazione impeccabile, batte il numero 11 Roberto Bautista Agut  e oggi, invece, si ferma davanti ad un numero 41 qualunque, che fino a poco più di un anno fa era quasi un perfetto sconosciuto.

Karatsev, infatti, è sbucato quasi all’improvviso come un campione negli ultimi due tre mesi durante i quali è sembrato degno dei migliori dieci al mondo, potendo contare su tutti colpi vincenti a disposizione di un fuoriclasse: servizio, dritto, rovescio e, soprattutto, una spietata capacità di concentrazione, una sorta di trance metafisico, che lo rende quasi invulnerabile ai colpi, anche i più spietati, dell’avversario.

Questo per dire che oggi Jannik non ha di certo deluso le aspettative, anche se ci stava abituando troppo bene ai suoi “miracoli” in serie, sia sulla terra battuta che sul veloce, come in questo prestigioso Torneo 500 ATP di Dubay.

Jannik ha semplicemente ceduto ad un avversario oggi invincibile, sia sotto il profilo squisitamente tecnico ma anche sotto quello della cattiveria agonistica, dell’esser sempre spasmodicamente in partita, istante per istante, colpo dopo colpo, per quasi tre ore di fila. E senza un attimo di tregua, né fisica né tanto meno mentale, che il tennis non consente a nessuno, fosse anche il numero 1 al mondo.

E il Karatsev di oggi non l’avrebbe battuto nessuno, neanche Djokovic perché questo è il suo momento d’oro, che può durare un… momento o un anno o per tutta la carriera.

Per exploit come quelli di Karatsev e Medvedev ( altro russo risalito di recente alla seconda posizione del ranking mondiale, scalzando la “triade” Djokovic, Nadal, Federer che da oltre dieci anni sembrava inattaccabile) che amiamo definire mistero insondabile il tennis: puoi essere numero 1 al mondo o il numero 100 per dieci anni e poi, all’improvviso, il centesimo gioca e vince da numero 1 e viceversa il numero 1 gioca e perde come fosse il centesimo ranking…

BENVENUTO CAMINITI

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