Friday, June 18, 2021
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Roma Termini, la più grande stazione ferroviaria italiana. già salotto della Capitale, spegne la sua 70esima candelina

di Mary Maria Mazza Roma Termini, la più grande stazione ferroviaria italiana. già salotto della Capitale, ha compiuto a 70anni­…

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Rubriche , at 27/03/2021 Tag:, ,

di Mary Maria Mazza

Roma Termini, la più grande stazione ferroviaria italiana. già salotto della Capitale, ha compiuto a 70anni­

Quando in una in una Roma, ancora martoriata dalla guerra con le case bombardate nel vicino quartiere San Lorenzo, nella sfavillante e storica piazza Esedra pullulava la incipiente Dolce Vita con l’orchestrina del bar Grande Italia, ma una forza vitale fa rinascere la Capitale agli albori antichi con una straordinaria opera ultra moderna.

 La struttura sicuramente rasenta una fusione tra frammenti di storia per le antiche mura romane che la attraversano diagonalmente, simbolo del passato della città e modernità per gli attuali servizi dell’hub, come negozi e ristoranti. La stazione Termini, uno degli scali più importanti d’Europa per traffico, con i suoi 25,000 mq. di superficie e 32 binari diventa presto simbolo di libertà e di mondanità per i romani e i tantissimi turisti che affollano quotidianamente la città eterna: luogo di abbracci e addii, di valige che vanno e vengono e soprattutto d’incontri.

 In passato il punto d’incontro era sotto la lampada Osram, nello spazio adiacente alla stazione, simbolo iconico di Roma, installata in occasione delle Olimpiadi del 60’ e rimossa dopo vent’anni (ricordata anche in una celebre canzone di Baglioni ( la lampada Osram, di fronte alla stazione, giornali cartoline, le insegne le reclames, la fila di taxì, la calca sopra i tram…), quando l’immensa Piazza dei Cinquecento era così.

 Dopo essere stata ristrutturata in occasione del Giubileo, per accogliere i tantissimi turisti da tutto il mondo, la stazione non è solo un importante riferimento per la presenza di numerosi servizi, quali il Forum Termini, un grande centro commerciale situato al piano terra e nel sottosuolo, ma viene scelta frequentemente come location per organizzare incontri, concerti, mostre, appuntamenti letterari e mondani. Uno dei grandi eventi fu il concerto di Lucio Dalla, quando nel dicembre del 1993 a bordo di un Arlecchino (vecchio treno di quattro vagoni verde argento degli anni settanta) parte da Bologna carico di musicisti, amici, giornalisti e personale delle Ferrovie dello Stato e tra lo stupore dei tanti viaggiatori si esibisce con un cappello da capostazione nella galleria centrale della stazione.

La stazione Termini come Cinecittà, è stata da sempre protagonista di tante scene cinematografiche, il primo ciak fu del registra Pietro Germi nel film “Il cammino della speranza”. Successivamente fu teatro dell’omonimo film “Stazione Termini” diretto dal grande Vittorio De Sica, girato quasi interamente di notte, quando la stazione era chiusa al pubblico. Negli anni ottanta fu protagonista del film “Ginger e Fred” di Federico Fellini, pellicola che premiò Mastroianni con il David di Donatello come migliore attore protagonista.

 Roma è sempre stata legata al mondo della moda, moltissimi dei suoi luoghi sono sempre stati protagonisti delle passerelle, è il 1959 quando la Maison di alta moda Carosa con le sue eleganti indossatrici sfilano negli ambienti della stazione. Dunque non solo tutte le strade portano a Roma, ma anche le rotaie.

STAZIONE TERMINI, UN VIAGGIO NEL PASSATO

Bella funzionale, innovativa, tecnologica e accogliente, questa è la nuova stazione Termini ristrutturata nel 2000 in occasione del Giubileo, ma in realtà fu progettata negli anni trenta del XX secolo dall’architetto Angiolo Mazzoni. Il nome Termini deriva dalla sua vicinanza alle antiche Terme di Diocleziano, ma il quartiere in cui si trova è abbastanza moderno in quanto è nato dopo il 1870, quando Roma è diventata Capitale del Regno d’Italia. La stazione fa parte del rione Esquilino, il nome del rione deriva da quello del colle, uno dei famosi sette colli di Roma. Pur trovandosi nel cuore di Roma nell’ampia Piazza dei Cinquecento (dedicata ai cinquecento soldati italiani caduti nella battaglia di Dogali nel 1887), oggi la zona non è di certo una delle più affascinanti della Capitale, in quanto intasata dal traffico, parcheggi, grandi palazzi e pochissimi spazi verdi. La storia ci ricorda che per circa tre secoli al posto delle rotaie l’area era occupata da una bellissima villa rinascimentale, appartenente al Cardinale Felice Peretti (diventato poi Papa col nome Sisto V) la più grande costruita dentro le mura aureliane. A realizzare questa bellissima struttura con una vastissima area di edifici, giardini, fontane, statue antiche e moderne fu il grande architetto Domenico Fontana. Dopo più di due secoli il marchese Camillo Massimo che precedentemente aveva acquistato la villa, cedette la proprietà alla Chiesa e i Papi decisero di costruire una grande stazione ferroviaria. Iniziarono gli espropri, vennero abbattuti edifici, distrutti giardini e fontane, l’unica sopravvissuta fu la Fontana del Prigione, collocata su Gianicolo. La struttura progettata dall’architetto Salvatore Bianchi, ha uno stile molto elegante con una copertura centrale in ferro e vetro con tante colonne e cornici scolpite. Dopo sessant’anni la struttura verrà abbattuta per essere costruita l’attuale stazione, ma con lo scoppio della seconda guerra mondiale i lavori furono interrotti. Il progetto dell’architetto Mazzoni non è più idoneo per una Capitale che sta sempre di più crescendo. La stazione fu completata con la nuova versione, una pensilina nota a tutti come Dinosauro, poiché ne ricorda uno scheletro stilizzato e considerata uno degli esempi più significativi dell’architettura italiana del Dopoguerra. E’ il 20 dicembre del 1950 quando il Presidente della Repubblica, Luigi Enaudi inaugura il simbolo del Mady in Italy, il motore fondamentale dell’economia nazionale e internazionale.

Dopo quasi cinque anni diventa la prima stazione ferroviaria della Capitale ad avere l’interconnessione con la metropolitana.

Con una cerimonia ufficiale, nel 2006 la stazione Termini è stata dedicata a Papa Giovanni Paolo II.

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