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Genitori vs Influencer, un bel film, da vedere

di Saverio Fontana (dalla redazione catanzarese) “Competitivi ma leali, ecologici e digitali. Tutti uguali ma ognuno a modo suo. I…

By L'Italiano , in Arte Rubriche Spettacolo , at 07/04/2021 Tag:, , ,

di Saverio Fontana (dalla redazione catanzarese)

“Competitivi ma leali, ecologici e digitali. Tutti uguali ma ognuno a modo suo. I piedi per terra, la testa tra le nuvole, i più fighi di tutti”. Sono le ragazze e i ragazzi della Generazione Z, gli adolescenti di oggi.

È a loro che Michela Andreozzi ha voluto dedicare il suo terzo film, Genitori vs Influencer. A loro e allo scontro generazionale con i loro genitori che, per la prima volta nella storia, viene alimentato dalla presenza dei social network.

“Paolo, un professore di filosofia rimasto vedovo in giovane età, si è ritrovato a crescere da solo la figlia Simone, che ha cercato di educare secondo sani principi e in stretta aderenza al proprio modello culturale. Gli anni, però, passano, e arrivata ai 15 anni la ragazza non è più la “cocca di papà”. Paolo cerca di recuperare il rapporto di complicità che c’era con la figlia, che però passa la maggior parte del suo tempo incollata allo smartphone. Quando poi il professore scopre che Simone desidera diventare un’influencer, categoria da lui detestata, si lascia andare a una sfuriata che viene ripresa dalla ragazza e in breve diventa virale. Suscitando la reazione piccata dell’influencer di professione Ele-O-Nora e rendendo suo malgrado Paolo una celebrità sui social”.

La regista è riuscita a mettere in scena un’opera piacevole, adatta ad ogni tipo di pubblico, particolarmente indicata da vedere in famiglia, tutti insieme. Dotata di una grande ironia, trova i suoi punti di forza nei numerosi spunti di riflessione che genera continuamente nello spettatore.

Attraverso il delicato rapporto tra padre, Fabio Volo, e figlia, Ginevra Francesconi, l’Andreozzi mette in evidenza come oggi tanti genitori non riescono a capire il mondo che si cela dietro il telefonino che i loro figli hanno sempre in mano; i pregiudizi che essi nutrono verso quei giovani che “influenzando” le scelte dei loro coetanei riescono a guadagnare tanti soldi, ritenendoli “imbecilli che non sanno fare niente altro nella vita”, fino ad arrivare a pensare che sono “fuffa mischiati con niente”; il loro pensare che sia una dipendenza che i figli hanno, che sulla rete ci sia soltanto “un covo di malati mentali”.

Si crea inevitabilmente una difficoltà di comunicazione e una porta in faccia è l’immagine più frequente che i genitori hanno dei figli.

Entrano così di nascosto nei loro telefonini alla ricerca di eventuali pericoli. Lo fanno perché ritengono un loro dovere vigilare sulla sicurezza dei figli, i quali, invece, vivono questi atti come una violenza, come una totale mancanza di fiducia. Il genitore viene avvertito come un “accollo”, nel linguaggio giovanile uno che ti sta sempre addosso, e per risposta tendono a fare il contrario di quello che gli viene detto.

Il dialogo sembra impossibile ma, grazie ad un espediente, l’Andreozzi ci dimostra che quando le due parti riescono a confrontarsi da una prospettiva diversa, può succedere che ognuno riesca a capire le motivazioni dell’altro e, allora, il miracolo di mettere insieme genitori e figli adolescenti accade.

Uno degli inviti che quest’opera veicola è quello di cercare di capire quali sono le ragioni sociali che spingono questi followers al dissenso e, soprattutto, di stare ad ascoltare i propri figli che “ti portano nel futuro perché loro già ci vivono”.

Non mancano le denunce sull’utilizzo negativo che si può fare dei social, come ai challenge social o al bullismo social, ma vi è anche la dimostrazione di quanto essi, se utilizzati bene, possono essere utili.

Questi e tanti altri spunti stuzzicano lo spettatore con una narrazione sempre fluida ed ironica grazie anche ad una cast di grande qualità.

Ai due bravissimi protagonisti si aggiungono Giulia De Lellis, l’influencer di grande successo Ele-O-Nora, che, insieme a Ginevra Francesconi, riesce a far arrivare il grande fermento che infiamma le anime belle dei nostri giovani; Paola Tiziana Cruciani, Paola Minaccioni, Massimiliano Vado e Nino Frassica, i vicini di casa di Simone che sono per lei una vera e propria famiglia. Il loro essere dei personaggi strani, consente alla narrazione di essere ironica, leggera, ma, anche, di veicolare messaggi importanti; la regista Michela Andreozzi ha interpretato una piccola parte.

Per concludere possiamo sintetizzare il senso del film con una frase che il papà dice a Simone: Siamo noi a dare agli altri il potere di farci male.

Genitori vs Influencer, film Sky Original, trasmesso in prima tv assoluta a Pasqua su Sky, ha totalizzato 604 mila spettatori medi (Sky Cinema Uno + Primissime) e quasi 1 milione di contatti.

Saverio Fontana

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