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Catanzaro – Bergamo e il ritorno di quelle domeniche

di Romano Scaramuzzino (dalla redazione bergamasca) Catanzaro – Bergamo e il ritorno di quelle domeniche            Una domenica particolare tra…

By L'Italiano , in Rubriche Sport , at 14/04/2021 Tag:, ,

di Romano Scaramuzzino (dalla redazione bergamasca)

Catanzaro – Bergamo e il ritorno di quelle domeniche

           Una domenica particolare tra ricordi e attualità

Nato e cresciuto a Catanzaro, vivo, però, nella bergamasca da quasi sedici anni, con un cuore diviso tra la mia città natale e quella che mi ospita da tempo.

Gli anni passano e, facendo riferimento alla nota canzone di Lucio Dalla, potrei dire “da quando son partito c’è una grossa novità“.

In realtà, tante novità, ma una principale che ha stravolto le vite di tutti noi.

Un virus, che provoca

La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (SARS-CoV-2) è il nome dato al nuovo coronavirus del 2019. COVID-19 è il nome dato alla malattia associata al virus.

SARS-CoV-2 è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente identificato nell’uomo.

Un virus che, tralasciando le sue origini e correlazioni politiche, sia a livello nazionale che mondiale, ci ha rubato abitudini, vitalità, ordine, oltre che salute, lavoro ed affetti.

Insomma, un consistente attacco alla nostra esistenza.

Ma io sono calabrese e, come direbbe il catanzarese Gaetano Rossi ( abbiamo parlato di lui nel numero 13 della rivista i Catanzaresi, nda)

 Che se gli altri son mar, io sono scoglio

         Di Calabria nativo, e testa dura

Con questo, voglio dire che accetto questa situazione,ma non la voglio subire.

Domenica scorsa, di sera, infatti, mi sono sintonizzato sul canale di BergamoTv, per seguire la cronaca della partita Atalanta- Fiorentina.

L’ho seguita, così come si seguivano, quando ero ragazzo, a Catanzaro, le partite dell’epoca.

Mi sono immedesimato come se la partita fosse stata trasmessa dalla radio (infatti, immagini della stessa non ce n’erano e questo mi ha aiutato ancor di più nel mio proposito).

Chi è della mia generazione, ricorda.

Ricorda, infatti, la nota trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto.

E quelle domeniche catanzaresi, che vanno da quando ero ragazzino ad un’età più adulta.

Quelle domeniche fatte di crocchette di patate, che solo mia nonna Flora sapeva fare.

E che dire delle paste della pasticceria Uno + Uno?

E poi. E poi io c’ero.

C’ero quella domenica, in mezzo ai miei zii, in quello stadio della mia città, pieno di tifosi fino all’inverosimile.

Io c’ero, quella domenica, quando il nostro indimenticabile giocatore calabrese , Angelo Mammì , con un colpo di testa, segnò, addirittura contro la Juventus.

Fu la prima vittoria in serie A, della mia, della nostra squadra.

Angelo Mammì il centravanti catanzarese che con i suoi gol regalò ai giallorossi le vittorie più belle e storiche

Era il 30 gennaio del 1972, avevo undici anni.

Adesso ne ho quasi sessanta e devo fare i conti anche con una società, giustamente, stordita, preoccupata, per questo virus.

Ma non sarei un compaesano del Rossi, se non reagissi a questo stato di cose.

Domenica scorsa, allora, ho voluto vivere una domenica dei vecchi tempi.

Sì, è vero, non ero nella mia città, con quelle persone a me care, con quel clima. Ero e sono in provincia di Bergamo.

Tifo, domenica, quindi, per l’Atalanta, che comincia alla grande, segnando due reti, tutti e due di Zapata.

 La prima grazie a un corner di Malinovskyi (Roksana, la moglie, sarà stata contenta e anche lei, però, su questo giornale online, l’abbiamo citata, nda).

Poi, la Fiorentina, che giocando in casa, recupera con due reti.

Ma alla fine, vince la Dea, con un calcio di rigore.

Sono contento.

E adesso che ci penso bene, anch’io ho vinto.

Recuperando la mia vita, la mia domenica.

Zapata in Fiorentina-Atalanta

Potendo dire, con soddisfazione, che in quel di Valbrembo, provincia di Bergamo, si è disputata una particolare partita, con questo risultato finale:

Romano 1 – Coronavirus 0.

Romano Scaramuzzino

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