Friday, October 22, 2021
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La miserabile fine di Beppe Grillo detto il “Beppito inviperito”

L’Editoriale di Riccardo Colao (La stanza del direttore) Avrebbe dovuto rivedersi il marchese del …Grillo (Beppe) prima di diffondere quel…

By L'Italiano , in Corpo Diplomatico Editoriali In Evidenza Politica Italiana Rubriche Spettacolo , at 20/04/2021 Tag:, , , , , ,

L’Editoriale di Riccardo Colao (La stanza del direttore)

Avrebbe dovuto rivedersi il marchese del …Grillo (Beppe) prima di diffondere quel video dove fa la sua brutta figura, in totale confusione emotiva farneticando e approntando la pseudo difesa del degno erede alle prese con l’indagine sul presunto stupro di gruppo indoor… E non era pura mimica oratoria o atteggiamento cabarettistico… Quelle strane espressioni miste a stupore, rabbia e confusione, che lo incitavano a fiammeggiare dalle pupille rincitrullite a lanciare strali contro la Giustizia erano la sintesi di un uomo solo non più al comando ma allo sbando…

Avrebbe dovuto riguardarsi dopo lo stop alla registrazione del filmato e non ritenere “buona la prima”: non una ma cento volte prima di diffondere quel video… “Ma è lui o non è lui” si saran chiesti i tanti “buonuomini” che lo hanno ascoltato nelle piazze per poi votare il suo movimento… Qualcuno sperava si trattasse dell’imitazione finché non hanno confermato: “cerrrto che è lui”… Era proprio lui il “Beppito” inviperito, il capo supremo dei Cinque Stelle che avrebbe dovuto magari farsi assistere dai suoi “consigliori” e non tanto per girarne un altro dove avrebbe potuto esprimere con maggiore pacatezza il suo peana … ma proprio per tenersi lontano dal delicato argomento come lo “stupro”…

Questa volta l’indagato (lui che è un esperto di pubbliche accuse) se l’è ritrovato in casa… Non era nemmeno una sorpresa visto che da un biennio le indagini proseguivano, sia pure a passo di testuggine e con poco clamore di gossip… e il “Beppito” inviperito colto dal raptus di meraviglia perché un “piemme” ha deciso di rinviare a giudizio il suo “piezz’e core” è sbottato come nemmeno Craxi e Berlusconi (tra i suoi peggiori nemici di sempre) avevano mai reagito dopo i linciaggi subiti persino dalle sue aggressioni verbali spacciate per satira politica.

Nella foga della disperata e miserabile “piagnoneria” ha dimenticato come nessuno in Italia possa essere considerato colpevole sino a condanna definitiva passata in giudicato.  Tre gradi di giudizio tengono lontano ancora il figlio da una condanna che se dovesse essergli comminata lo marchierebbe a vita per aver commesso il reato peggiore che possa consumarsi contro una donna: la violenza fisica sessuale!

Il “Beppito” inviperito era furente e si è offerto di essere arrestato al posto del figlio ignorando che in Italia la responsabilità penale è personale e il giudice non può spedire al “gabbio” un altro nelle veci del reo… Il figlio non è confesso ma si trovava con dei …fessi: gli amici che hanno girato un video infame dove, tra culi in mutande e brindisi coi bicchieri colmi di spumeggiante vino francese, inneggiavano all’impresa appena compiuta immortalandola nelle memorie dei cellulari… Per “Beppito”, in fondo, è stata una bravata tra ragazzi che avevano voluto solo “festeggiare” la loro amica improvvisata di una notte di mezz’estate, regalandole una sana serata di sesso conviviale… Niente di più… E quel clip infame è per lui la prova evidente che si è trattato di puro gioco dove quattro bravi ragazzi hanno amoreggiato con una donna incapace di resistere al loro fascino di seduttori  

La sua denuncia è arrivata dopo otto giorni” protestava il guru pentastellato – riferendosi alla presunta vittima del figlio e amici – come se chi subisce violenza sessuale avesse anche l’obbligo di attenersi ad una scadenza improcrastinabile per denunciare gli aggressori… Da ominicchio e quaquaraqua del circo equestre mediatico, ove ha toccato il vertice della satira esprimendo opinioni violente contro i suoi avversari avrebbe dovuto ricordare che in questi ultimi tempi un produttore hollywoodiano ha subito condanne negli Usa (nazione molto più democratica dell’Italia) per aver abusato sessualmente di attrici per anni e anni semplicemente perché molte di loro hanno trovato il coraggio di ribellarsi a distanza di lustri… e non di giorni…

Il “Beppito” inviperito ci ha ricordato quel personaggio omerico di scarsa rilevanza, ma pur sempre deuteragonista, dell’Iliade, opera immortale: Tersite. Tracagnotto e tronfio, di non pregevole aspetto dedito a sbeffeggiare guerrieri di maschia virilità e di belle forme fisiche…insolente e invidioso delle altrui qualità… salvo poi schierarsi dietro di loro in battaglia dove il gioco si faceva più duro.

E a proposito di fisico… quello di Grillo, nel contesto del suo agitarsi strepitando luoghi comuni  è apparso goffo, pesante, ingrassato oltre misura… Quel faccione tondo e rubicondo incorniciato da una massa di capelli bianchi informi, simili alla capigliatura  Medusea, dai cui occhi fiammeggiavano saette di luci sinistre e dalla cui bocca partivano peti come quando “il cul fece trombetta” ha decretato il suicidio politico del suo stesso personaggio nato sul palco dal nulla delle sue invettive contro la classe politica incline a poco produrre nell’interesse del popolo e della nazione ma non per questo meno arrogante e prepotente.

Beppe Grillo detto il “Beppito” (un mix tra Beppe e Benito) ha intrapreso la fase discendente della popolarità acquistata a suon di spot piazzaioli… Nessun altro spettacolo potrà restituirgli ciò che lui stesso è stato capace di distruggere con il video clip del 19 aprile 2021 in così pochi idioti minuti.

Per molti questa data è già una festa della liberazione dal non senso e dalla ignoranza grillina…la liberazione da un personaggio che per i suoi stessi interessi personali è andato contro corrente sin da quando venne allontanato dalla televisione di stato creando non pochi problemi a intere categorie di lavoratori e molte aziende produttrici…

Avrebbe voluto gridarlo a voce alta e chiare note: “Io sono il marchese del Grillo e voi non siete un cazzo” Però glielo si leggeva in faccia che era costretto a parlare in codice verso la casta di potere che ora ha in mano il destino del figliol troppo prodigo e assetato di trofei sessuali e “di notti che dal vino son bagnate”… Il biennio del protettorato pentastellato sul Ministero di Grazia e Giustizia, forse in qualche misura aveva tenuto strette le briglie della già lenta maniera di indagare all’italiana… “Pensionato” colui che decretò la libera uscita dalle patrie galere dei “migliori” boss della criminalità organizzata quel ministero è tornato in mani più sicure… e “Beppito” inviperito ha inveito: “Se fosse stato ritenuto colpevole avreste dovuto arrestarlo mio figlio e non attendere due anni per rinviarlo a giudizio …” e non si è reso conto che anche qui la Magistratura ha avuto certamente un “occhio di riguardo” verso l’erede del casato Grillo visto come tanta gente, spedita in carcere, ritenuta anzitempo colpevole dai pm, sia stata poi riconosciuta innocente nelle more del carcere preventivo…

Insomma …povero diavolo, che pena ci ha fatto … una gaffe dietro l’altra che uno sfogo come quello non avrebbe potuto contenere… perché in fondo Grillo, come tutti padri, come tutte le madri, quando qualcuno tocca i propri figli si estrae la spada … Ci chiediamo allora come avrebbe dovuto reagire il papà, o la mamma, della ragazza violentata… C’è stata maggiore dignità e rispetto verso la magistratura nel loro silenzio che nello strepitio petale del Grillo urlante più che parlante… Questa è la sola verità nel raffronto tra i due stili familiari… Da una parte la rabbia e la foga del Grillo, un marchese che scopre come certi scherzi possa pure subirli oltre che farli agli altri… e di rimpetto il silenzio degli innocenti…

Ovviamente non possiamo condividere la “pazzesca” e miserabile reazione del comico professionista prestato alla politica per carenza di Uomini e per le troppe inutili abbondanze di “ominicchi…mezzi omini… quaquaraqua e piglianculo” nel panorama di governo nazionale

I figli so piez’e core” si è spesso udito assistendo alle commedie di Eduardo Scarpetta e da “Filomena Marturano” in poi, non c’è genitore che non si trovi concorde su tale asserzione…

Non vorremmo però essere nei panni di Grillo con un figlio maschio accusato di violenza sessuale e nemmeno in quelli del padre della vittima di abusi sessuali … Chissà che al termine dei tre gradi di giudizio il “Beppito” Inviperito non scopra che in qualche rarissimo caso i figli (fossero pure quelli propri) possano essere o rivelarsi anche in maniera più specifica autentici “pezzi di merda”.

Che la Giustizia faccia il suo corso e men che meno fosse l’oracolo di Delfi, dia il suo responso veloce ed equo!

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