Tuesday, June 15, 2021
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Le donne hanno sostituito e superato gli uomini in tante delle responsabilità e mansioni prima esclusive

di Lorena Fantauzzi Oggi le donne sono toste e dure! È ormai provato che la donna negli ultimi tempi già…

By L'Italiano , in Rubriche , at 13/05/2021 Tag:, , , ,

di Lorena Fantauzzi

Oggi le donne sono toste e dure! È ormai provato che la donna negli ultimi tempi già prima del covid, ha assunto mansioni e responsabilità a volte più gravose degli uomini.

Una donna moderna dopo aver lavorato otto ore al giorno deve gestire la casa, i figli, il marito e, se ne trova il tempo, anche l’amante.

Insomma alla fine della giornata quando va a letto e pensa già di pianificare il giorno successivo, invece beatamente ronfa.

 Quindi la donna ha sostituito e superato l’Uomo in tutto e soprattutto la donna in carriera da filo da torcere al sesso forte.

È pur vero che l’emancipazione femminile ha raggiunto i  massimi livelli stressanti, da eguagliare l’uomo in tutto e per tutto.

Ed è la scienza a rivelarci che proprio le donne manager con alti livelli di testosterone amino il rischio finanziario e accedono a professioni notoriamente riservati al maschio e diventano più simili agli uomini anche nelle faccende pratiche.

Anche se nel ventunesimo secolo, la donna è pericolosamente vista come potenzialmente madre e c’è la tendenza ad emarginare le donne, ma come dicevano in apertura Oggi le donne sono toste e dure! E non cedono.

L’ingresso delle donne nelle attività libero professionali regolamentate risale all’inizio del secolo scorso, ma richiedeva il superamento di ostacoli, anche di carattere giuridico e dovettero passare però parecchi decenni perché il fenomeno diventasse rilevante.

I risultati migliori fu possibile raggiungerli negli studi rispetto agli uomini per una maggiore consapevolezza della parità e l’altrettanta maggiore apertura delle famiglie e della società ad accettare il lavoro della donna fuori dalla famiglia.

E fu cosi numero delle donne iscritte agli Ordini e Collegi professionali cominciarono ad aumentare.

Tra gli anni ’80 ’90 del secolo scorso le donne entrano anche nelle professioni che fino ad allora erano state di quasi esclusivo appannaggio maschile e negli ultimi 20/30 anni in alcune di esse le nuove iscrizioni le vedono addirittura prevalere numericamente sugli uomini.

In alcune professioni la presenza femminile ha quasi raggiunto o superato il 50%: specialmente consulenti del lavoro, psicologi, medici (che nel settembre scorso c’è stato il sorpasso), avvocati, etc.

Nelle professioni tecniche la presenza non è ancora così importante, ma è comunque determinante.

Invece le giornaliste sono solo al 15 %.

Il gap tra lavoro maschile e femminile è ancora una realtà: dai piloti alle babysitter, in molti lavori in cui è più sentito e gli uomini ritengono poco adatti alle donne (e viceversa) e sembrano essere destinati a prolungarsi all’infinito i pregiudizi sul mondo del lavoro: uomini e donne percorreranno due strade professionali distinte per molto tempo ancora, visto che sono duri a morire alcuni luoghi comuni sui due sessi.

Dice bene il sociologo americano M. Kimmel gli uomini sembrano fare ben poco per cambiare le cose: «la società è talmente evoluta, ma le nozioni che abbiamo sui due generi sono culturalmente radicate nella nostra mente e sono le stesse che si tramandano da generazioni».

Basta guardare alcune professioni come l’Ostetrico che per ovvie ragioni siano meno disponili ad una visita del maschio, per cui il 25% delle intervistate dal giornale inglese è quello che lo specialista resta un lavoro strettamente ancorato alla figura femminile.

Oppure il pilota che nonostante soltanto l’8% degli uomini non si fidino di un pilota donna, la maggior parte di loro ha sostenuto che cambierebbe compagnia aerea se il pilota portasse una gonna e non i pantaloni.

Altrettanto per il chirurgo che la maggior parte delle donne non si fiderebbe delle dottoresse in gonnella.

Molto diverso il campo dell’insegnamento. I genitori continuano a vedere questa professione prettamente legata alle donne, poiché secondo l’opinione comune, sarebbero più portate all’insegnamento e più associabili alla figura materna, rassicurante.

Invece alcune professioni come l’elettricista, il meccanico e l’autista continuiamo a vederlo più indicato al maschile. Ma qui giuoca soprattutto il ruolo stereotipato rassicurante.

Come al contrario maggiore sicurezza la offrono le donne per infermiere, terapista, babysitter ed estetista (business che non conosce crisi), perché le ritiene disponibili e predisposte al conforto e quasi empatiche. E qui giuoca il sospettoso ruolo di eventuale avances mai sotterrato.

Ma non sono solo queste le nuove professioni in cui le donne hanno preso il sopravvento. Ce ne sono anche di nuove come le influencer, le web marketing,

le addestratrici di cani lupo e basta vedere nelle innovation profession le start up che consigliano le più svariate e stravaganti lucrose nuove attività.

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