Sunday, June 13, 2021
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Amaro Lucano. Il P.M. chiede per l’ex sindaco di Riace una condanna a 7 anni e 11 mesi di reclusione!

“Il denaro qui è arrivato in quantità ma ai migranti sono finite le briciole”, ha detto il procuratore capo Luigi…

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Politica Italiana Rubriche , at 18/05/2021 Tag:, , , ,

Il denaro qui è arrivato in quantità ma ai migranti sono finite le briciole”, ha detto il procuratore capo Luigi D’Alessio, che demolisce la narrazione legata “all’ideale nobile dell’accoglienza” ma al contrario “alla mala gestione che ha penalizzato proprio i migranti andando a favorire clientele con le associazioni che beneficiavano dei finanziamenti”.

di Furio Squartani (nostro inviato a Reggio Calabria)

E’ proprio il caso di dirlo: Amaro Lucano. Si prospetta per l’ex sindaco di Riace fautore del metodo d’integrazione basato sul business dell’accoglienza una condanna esemplare: il P.M. di Locri ha chiesto che venga applicata la sentenza pesante infliggendo all’ex amministratore comunale 7 anni e 11 mesi di reclusione!.

A Riace comandava Lucano. Era lui il dominus assoluto”, ha declamato il pm nel corso della sua requisitoria, “la vera finalità dei progetti di accoglienza a Riace era creare determinati sistemi clientelari. Lucano ha fatto tutto questo per un tornaconto politico-elettorale e lo si evince da diverse intercettazioni. Contava voti e persone. E chi non garantiva sostegno veniva allontanato”.

Il denaro qui è arrivato in quantità ma ai migranti sono finite le briciole”, ha detto il procuratore capo Luigi D’Alessio, che demolisce la narrazione legata “all’ideale nobile dell’accoglienza” ma al contrario “alla mala gestione che ha penalizzato proprio i migranti andando a favorire clientele con le associazioni che beneficiavano dei finanziamenti”.

Nella requisitoria il pm ha tra le altre cose sostenuto che “è stata smentita la tesi difensiva che parlava di processo ‘politico’”.

La difesa dell’ex sindaco di Riace, con in testa l’avvocato Giuliano Pisapia (ex sindaco di Milano) e Andrea Daqua ha improntato la linea difensiva puntando sul tema politico e non poteva essere altrimenti visto che controbattere le prove portate in giudizio sarebbe stato quanto meno inutile,

Lucano nel dopo requisitoria ha emesso un comunicato in cui si definisce “vittima di un complotto “sovranista”. “La richiesta così alta è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere. Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera. Non è nemmeno un caso che oggi a Riace l’accoglienza ancora resiste e la mission continua senza fondi pubblici e tra mille difficolta. Questa è la risposta più forte. Oggi è stata la giornata della Procura. Ma l’ultimo capitolo – ha terminato Lucano – si deve ancora scrivere”.

Basteranno queste considerazioni che in molti hanno definito “aria fritta” o semplici messaggi a quella parte della magistratura vicina alla sinistra per tentare di spuntarla in primo grado?

Francamente crediamo di no. Ma per Lucano e per chi è garantista giustamente i tempi lunghi della Giustizia possono poi portare a qualsiasi esito finale!

Furio Squartani

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