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Il Delitto Casati Stampa nel ricordo del primo scoop di Brunetto Fantauzzi

wintage Gossip d‘antan Il mio primo gossip: il delitto Casati Stampa Dai ricordi di Brunetto Fantauzzi Da anni l’Italia non…

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Rubriche , at 01/06/2021 Tag:, , ,

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Il mio primo gossip:

il delitto Casati Stampa

Dai ricordi di Brunetto Fantauzzi

Da anni l’Italia non era scossa da un delitto alla marchese de Sade..

Il protagonista fu proprio un marchese, Camillo Casati Stampa, rampollo di una delle più note famiglie nobiliari lombarde. Il nonno era stato Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro della Pubblica Istruzione. Famiglia austera e di specchiata virtù e lustro. Invece Camillo, “Camillino” come lo chiamavamo noi della stampa, era di un’altra tempra. Cinquanta anni fa rappresentava il primo gossip a sfondo di nera a luci rosse.

Era il 30 agosto del 1970 quando un triplice delitto con suicidio aprì immediatamente le cronache post vacanziere. Il delitto Casati Stampa, anche noto come “delitto di via Puccini”, fu un fatto di cronaca nera avvenuto a Roma nell’abitazione di Camillo Casati Stampa di Soncino (nato nel 1927).

Questi uccise la moglie Anna Fallarino (1929) e il di lei giovane amante Massimo Minorenti (1945) per poi suicidarsi dopo avere commesso il duplice delitto. Noi giovanissimi cronisti conoscevamo le storie ambigue, morbose e particolari che circolavano sui due protagonisti e sapevamo che il Marchese fosse geloso, pur nei suoi molteplici vizi, ma nessuno si aspettava che sarebbe mai arrivato a tanto.

Questa la storia, che allora era cronaca.

Camillo ruba la moglie ad un amico, l’ing. Peppino Drommi e la rende prima amante e poi moglie. Fin da subito Camillo rende partecipe la moglie della sua grande passione voyeuristica, spingendola a consumare rapporti sessuali, in sua presenza, con altri uomini pagati per questo. Il marchese non solo assisteva, ma aveva l’abitudine di fotografare quei momenti, per poi lasciare delle annotazioni di quei momenti in un diario che verrà ritrovato e reso pubblico dopo il delitto, così come le numerose foto della moglie. Quando però, in uno di questi giochi erotici, Anna Fallarino conosce il giovane Massimo Minorenti, allora 25enne, le cose cambiano perché la donna, che si sente spesso sola, inizia a provare qualcosa per quel ragazzo più giovane di lei. La relazione tra Anna e Massimo si fa sempre più stretta, tanto che per la prima volta Camillo prova una forte gelosia che lo porta quasi alla follia. L’uomo in un primo tempo pensa al suicidio, poi, però, ci ripensa. Tornato a Roma da una battuta di caccia, sua grande passione, nel nord Italia insieme ai conti Marzotto, dà appuntamento alla moglie e al suo giovane amante per chiarire la situazione.

La vicenda ebbe ampia risonanza, per via dei personaggi coinvolti e per le implicazioni morbose che all’epoca il fatto suscitò: a parte la notorietà dei coniugi (Casati Stampa proveniva da una famiglia che aveva goduto nobiltà e rivendicava il titolo di marchese), Minorenti aveva avuto in precedenza anche una relazione con la ballerina Lola Falana ed aveva conosciuto la Fallarino a un ricevimento, entrando nella rete dei rapporti sessuali cui il marchese spingeva la moglie, rapporti che si verificavano sotto il suo sguardo voyeuristico ma senza la sua partecipazione attiva. «Quest’uomo non solo si compiaceva dei rapporti sessuali della moglie, ma li fotografava, li filmava, li esigeva e li promuoveva in ogni occasione» come disse lo psicoanalista Emilio Servadio a “L’Europeo”. In seguito ai fatti del 30 agosto vennero pubblicate dalla stampa sensazionalistica le 1.500 fotografie in cui Anna era ripresa nuda in pose sexy o normali sulle spiagge private, durante focose ed estemporanee performance con sconosciuti. Le immagini erano conservate dal marito in un libro foderato di raso verde, tenuto sopra la scrivania. Le foto erotiche della marchesa furono pubblicate da diversi giornali: “Men”, “L’Europeo” ed altri fecero a gara a presentarle, unitamente a parti del diario personale del marchese. Io ebbi modo di conoscere il marchese ed Anna nel Natale del 1969 a casa del mio editore, il conte Giovanni Santoro. Ero quasi intimidito non tanto dalla eleganza e bellezza della donna quanto dal modo spregiudicato e disinvolto di Camillo che pensava di ottenere ogni cosa attraverso un sorriso ammiccante della moglie. I marchesi desideravano pubblicare le note delle loro feste. Di questa proposta non se ne fece nulla ma mi rimase impressa una scena della marchesa che era al bagno e inavvedutamente non aveva chiuso la porta.

Brunetto Fantauzzi

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