Saturday, October 16, 2021
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I medici catanzaresi bocciano il ministro Speranza ed esprimo il loro parere contrario al richiamo AstraZeneca

Dal profondo Sud della nostra Italia, precisamente dalla Calabria, veniamo a conoscenza di un messaggio di speranza, che nulla ha che vedere con il cognome del ministro della salute Speranza

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Rubriche , at 14/06/2021 Tag:, ,

     di Romano Scaramuzzino

    

Dal profondo Sud della nostra Italia, precisamente dalla Calabria, veniamo a conoscenza di un messaggio di speranza, che nulla ha che vedere con il cognome del ministro della salute Speranza, il quale, ieri, ha dichiarato, quasi in modo perentorio, che, se il vaccino AstraZeneca è da evitare nell’essere somministrato alle persone di età inferiore ai 60anni, per chi rientra in questa fascia d’età,  avendo già ricevuto la prima dose di AstraZeneca, il suo richiamo puo’ essere effettuato con un vaccino diverso ovvero di tipo mRNA.

Citando, tra l’altro, l’Ema (European Medicines Agency ) ovvero l’Agenzia europea per i medicinali e l’Aifa ( Agenzia italiana del farmaco), il Ministro ha affermato che

Gennaro-De-Nardo – tratto dal sito FIMMG Calabria

“La vaccinazione eterologa è già utilizzata da paesi importanti come la Germania da diverse settimane e i risultati sono incoraggianti. Vi sono alcuni studi che testimoniano come la risposta immunitaria sia addirittura migliore di quella con due dosi dello stesso vaccino…Il Cts ha lavorato molti giorni su come proseguire questa campagna di vaccinazione. Lo ha fatto in stretta connessione con il Ministero della Salute da un lato e con lAifa, in costante raccordo anche con Ema. Le nuove indicazioni che sono state presentate dal Cts, e già state inoltrate alle Regioni, sono state decise allunanimità dopo un confronto importante anche con Aifa, che è stata parte integrante del processo decisionale, con la partecipazione sia del direttore Magrini sia del direttore Palù’’.

L’invito del Ministro alle Regioni è di allinearsi ai piani del governo.

Ma, come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, non tutti (in verità sono poche le voci coraggiose e critiche rispetto a queste dichiarazioni del Ministro, nda) sono d’accordo con le indicazioni di Speranza.

Infatti, il dottore Francesco Esposito, segretario nazionale Federazione italiana sindacale dei medici uniti (Fismu), di Catanzaro, ha affermato che, alludendo anche alla responsabilità dei medici,

Esposito Calabria – sito FISMU

 “Sull’utilizzo di vaccini differenti nutro seri dubbi. Allo stato attuale non ci sono chiare evidenze scientifiche o studi approfonditi in cui si certifica che somministrare mix di più vaccini non comporti poi rischi per il paziente. Io su questo avrei un atteggiamento più prudente perché non si può scherzare sulla pelle della gente. Al di là di quel che si dice chi inocula è il responsabile dell’atto medico”.

A rafforzare la tesi del dottore Esposito, si schiera il dottore Gennaro De Nardo, sempre del capoluogo calabro, segretario provinciale Federazione italiana di medici di medicina generale (Fimmg), che ha detto

A questo punto il Governo dovrebbe mostrare coraggio e sospendere definitivamente l’uso di AstraZeneca senza più indugi e per ogni categoria. E’ pur vero che i rischi connessi all’uso di questo farmaco per la popolazione superiore ai sessant’anni è modesta ma di certo non può escludersi”.

Il dottore Esposito, incalza poi, dicendo che

Noi non facciamo politica, noi facciamo i medici. L’aver consigliato l’uso di AstraZeneca e aver consentito poi alle Regioni di inocularlo ai ventenni e ai trentenni era corroborato da evidenze scientifiche o si tratta di una scelta politica? Il ministero della Salute forse ha abdicato alla sua funzione consentendo al commissario straordinario di gestire anche gli aspetti sanitari della campagna vaccinale quando si sarebbe dovuto occupare unicamente della logistica».

Insomma, sembra chiaro, che, almeno dalla Calabria, e speriamo non solo da questa regione e da questi medici, si sia levato apertamente uno spirito correttamente critico, dettato da una deontologia medica ultimamente, spesso, messa da parte.

 Parlavamo di speranza, all’inizio di questo articolo, la speranza di riscoprire, durante questa vaccinazione di massa, che, innanzitutto, quello che va considerato è il bene del paziente e non altro, quell’altro che sicuramente in buona fede, ha preso in parte il sopravvento su chi di competenza.

 Aumenta, tra l’altro, sempre di più la confusione e la paura in molti dei nostri connazionali che, anche in base alle ultime e drammatiche notizie di cronaca, come la morte della giovane diciottenne Camilla Canepa, si trovano, giustamente, a porsi delle domande alle quali non trovano risposte certe.

Il ministro Roberto Speranza

Legittime, quindi, e apprezzabili per la loro onestà intellettuale, le prese di posizione di questi medici calabresi.

Un contraddittorio, questo, che è sintomo del bene primario di una nazione, come quella italiana, ovvero la democrazia.

Democrazia sancita dall’articolo 1 della nostra Costituzione, che, infatti, recita così: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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