Friday, October 22, 2021
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L’Associazione Vitambiente è partner di un importante progetto di ricerca. Ecco chi ne fa parte e cosa intende raggiungere

L’Associazione Vitambiente è partner di un importante progetto di ricerca, coordinato dal prof. Raffaele Serra, titolare della cattedra di chirurgia vascolare all’Università Magna Grecia di Catanzaro e Direttore della UOC a direzione universitaria di Chirurgia Vascolare della AOU Mater Domini di Catanzaro.

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Rubriche , at 17/07/2021 Tag:, ,

di Pasquale Talarico (dalla redazione catanzarese)

L’Associazione Vitambiente è partner di un importante progetto di ricerca, coordinato dal prof. Raffaele Serra, titolare della cattedra di chirurgia vascolare all’Università Magna Grecia di Catanzaro e Direttore della UOC a direzione universitaria di Chirurgia Vascolare della AOU Mater Domini di Catanzaro.

Fanno parte della sperimentazione scientifica di questo importante progetto molti enti rappresentati dai seguenti esperti:

Avv. Pietro Marino – Presidente Nazionale Vitambiente – sede amm.va Catanzaro.

Prof. Umberto Marcello Bracale – Professore Ordinario di Chirurgia Vascolare – Università Federico II di Napoli, e Direttore della UO di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell’ AOU Federico II di Napoli.

Prof. Michele Andreucci – Professore Ordinario di Nefrologia – Università Magna Graecia di Catanzaro – Direttore della UOC a direzione universitaria di Nefrologia e Dialisi della AOU Mater Domini di Catanzaro.

Prof. Vincenzo Gasbarro – Professore Associato di Chirurgia Vascolare – Università di Ferrara – e Direttore UOC di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare – Azienda Universitaria S. Anna di Ferrara.

Dott. Salvatore Procopio – Fisico – ARPACAL – Regione Calabria

Dott. Nicola Ielapi – Dottorando di Ricerca in Microbiologia, Malattie Infettive, e Sanità Pubblica, Università la Sapienza di Roma.

Dott. Michele Provenzano – Dottorando di Ricerca in Biomarcatori delle malattie croniche e complesse – Università Magna Graecia di Catanzaro.

Dott. Davide Costa – Sociologo – UMG

Dott. Andrea Abramo – Laureato in Medicina e Chirurgia con tesi sul progetto precedente.

Dott. Luca Raimondo – Infermiere Ospedale Pugliese

Dott. Stefano Candido – Infermiere Ospedale Pugliese

Nicola Giannotta – studente medicina UMG – con tesi sull’attuale progetto

Lwanga Ssempijja – studente medicina – UMG

Nel progetto si andrà a valutare lo stress psicologico auto percepito e l’attività fisica (sedentaria o attiva) in ambienti con diversi tassi di inquinamento in relazione allo sviluppo di arteriopatia periferica degli arti.

Vi sono studi che indicano come l’inquinamento ambientale stimoli negativamente l’attività fisica.

I soggetti arteriopatici hanno un livello di stress percepito più alto (esistono dei questionari per misurarlo).

La riduzione dell’attività fisica e l’aumento dello stress percepito sono già cause riconosciute di generica disfunzione cardiovascolare.

Verrà anche valutata la presenza di malattie renali in relazione all’inquinamento ambientale ed alle arteriopatie, considerando che alcune esperienze fatte dal gruppo di ricerca correlano anche il rene alle arteriopatie.

Andranno quindi selezionati Paesi a basso tasso di inquinamento ed alto tasso per condurre le misurazioni. La prima parte del progetto è stata recentemente pubblicata, da questo gruppo di ricerca, sulla rivista internazionale “Risk Management and Healthcare Policy”, edita da Dove Medical Press, rivista dotata di un fattore di impatto (Impact Factor) di 3.2 che la colloca, nel panorama scientifico internazionale, fra le più prestigiose (ranking Q2) delle riviste che trattano di Gestione e tutela della Salute, Politiche sanitarie e Servizi per la salute. Lo studio pubblicato ha correlato i dati dell’inquinamento ambientale su scala internazionale alla prevalenza mondiale della arteriopatia periferica degli arti inferiori, patologia molto frequente e gravata da numerose complicanze e disabilità con conseguente riduzione della qualità della vita ed anche aumentata mortalità cardiovascolare globale nei pazienti che ne sono affetti. Lo studio epidemiologico ha evidenziato una possibile correlazione fra inquinamento dovuto alle polveri fini di tipo PM10 (ovvero materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri) ed arteriopatie.

La continuazione del progetto avrà come parole chiave quindi: Inquinamento ambientale, Stress Auto percepito, Attività fisica ed Arteriopatie Periferiche.

Correlare l’inquinamento ambientale ad un aumento dello stress percepito, ad una diminuzione dell’attività fisica e quindi alle genesi della arteriopatia sarebbe un progetto ambizioso, che sicuramente questo gruppo di qualificati professionisti e ricercatori porterà ad ottimi risultati.

Pietro Marino e Raffaele Serra

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