Saturday, September 25, 2021
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Quattro punti panoramici nel cuore delle Dolomiti da scoprire con Marmolada – Move To The Top

dalla Redazione Turistica del Quotidiano “l’Italiano“ Malga Ciapèla (BL) luglio 2021 – Ogni scorcio della Marmolada (3.343 m) custodisce un patrimonio…


dalla Redazione Turistica del Quotidianol’Italiano

Malga Ciapèla (BL) luglio 2021 – Ogni scorcio della Marmolada (3.343 m) custodisce un patrimonio inestimabile: dalla storia antica dell’evoluzione geologica delle Dolomiti a quella tragica legata alla Grande Guerra che nella prima metà del Novecento ha lasciato tra le sue rocce un’importante eredità. È recandosi in alto su questa montagna, grazie agli impianti Marmolada-Move To The Top, che si possono raggiungere punti panoramici anche insoliti, da cui osservare una particolare vista sulle Dolomiti Patrimonio UNESCO, sui ghiacci perenni, sulle vallate che si estendono a perdita d’occhio verso sud. Alcuni accessibili a chiunque, come la terrazza panoramica di Punta Rocca, raggiungibile comodamente con l’ascensore all’interno dell’omonima stazione di arrivo, altri attraverso percorsi che necessitano di equipaggiamento e attrezzatura adeguata, come le gallerie della Zona Monumentale Sacra. 

La grotta della Madonna

Luogo sacro ma anche suggestivo punto di osservazione è la Grotta della Madonna a Punta Rocca. Dietro la statua della Madonna, Regina delle Dolomiti, consacrata da Papa Giovanni Paolo II nel 1979, c’è una piccola finestra, dalla quale, quando non c’è neve, lo spettacolo che si gode è incredibile. Incorniciata nella roccia, questa finestra dà sul versante Sud della Marmolada con le sue pareti verticali e i suoi strapiombi e poi giù, in lontananza, il Rifugio O. Falier e il centro geografico delle Dolomiti, collocato in Valle Ombretta.

 

Le gallerie della Zona Monumentale Sacra

Nella Zona Monumentale Sacra di Punta Serauta si trovano numerose gallerie dalle quali scorgere panorami inediti, sulle tracce della Grande Guerra. Ogni “finestra” panoramica è una feritoia sulla roccia creata dai soldati che qui combatterono durante la Prima Guerra Mondiale: percorrere questi camminamenti e osservare i panorami che si mostrano dalle gallerie, vere e proprie cornici rocciose, offre anche un suggestivo viaggio nel passato. Tra le gallerie da non perdere: quella che permette di scorgere un particolare panorama sulla cima del Piz Boè, ma anche il punto di osservazione sulla Forcella a Vu e sulle creste della Marmolada (in foto), appena sopra Serauta.

 

Punto panoramico a Serauta

Da Serauta (3.000 m) è possibile osservare uno dei più bei panorami sui Monti Civetta, Pelmo e Antelao, le montagne con la forma più particolare e iconica tra quelle dolomitiche. Uscendo dalla stazione di Serauta, in estate si incontra sulla sinistra un enorme cuore in legno: è proprio in quella direzione, dietro al cuore, che si vedono i monti Civetta, Pelmo e Antelao con le loro particolari pareti di roccia. Il Civetta con la sua verticale “parete delle pareti”, poi il Pelmo, noto anche come “Caregon del Padreterno” per la forma che ricorda una seduta, e infine l’Antelao, la seconda vetta più alta delle Dolomiti dopo la Marmolada.
 

La terrazza panoramica di Punta Rocca

La Terrazza Panoramica di Punta Rocca è l’unico punto da cui si possono osservare tutti i 9 sistemi delle Dolomiti. Dall’orizzonte alla valle: nelle giornate limpide la vista delle montagne si estende a perdita d’occhio, fino alla laguna di Venezia (alcuni dicono di averla notata giù in fondo). Guardando invece verso il basso, si può godere di una vista spettacolare sulla parete sud della Marmolada, praticamente verticale, con i suoi strapiombi di roccia. Uscendo sulla terrazza, da sinistra si possono vedere il Civetta, la Busazza, la Catena San Sebastiano Tamer, la Moiazza, il Pelsa, lo Schiara, il Framont, l’Antelao, le Pale di San Lucano, oltre ai Passi Ombretta e Ombrettola; di fronte invece la vera e propria cima della Marmolada, Punta Penia, poi più in là il Sassolungo, il Boè, la Mesola, il Padon, le Tofane, il Cristallo, Antelao e Pelmo. La vista si perde dal ghiacciaio all’orizzonte, beandosi ogni istante di tutti i piccoli dettagli che si possono notare a occhio nudo.

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