Friday, September 24, 2021
Quotidiano Nazionale Indipendente


Il Punto sul Girone C della Lega Pro. Son Bari e Catanzaro le uniche big che non perdono terreno e mantengono il passo

L’invito ai tifosi del Catanzaro – che possiamo rivolgere dopo la conclusione della terza giornata del torneo dove i giallorossi sono comunque ad appena due punti dalla capolista “pro tempore” Taranto (e 4 da quella effettiva Monopoli) si configura in un termine chiaro, una parolina magica di otto lettere. Comincia con P e finisce con a: pazienza. Occorre averne tanta per far sì che non venga meno la fiducia e il sostegno necessario a spingere i propri beniamini sempre più in alto. I calciatori di cui è composta la rosa sono tutti di qualità eccellente e Calabro non è uno sprovveduto. Ha fame di vittoria e di gloria. Contestarlo perché il motore non è ancora pronto a ruggire al cento per cento, potrebbe essere un errore imperdonabile e di questi errori nessun tifoso o sportivo ne sente il bisogno!.


di Riccardo Colao (Direttore Quotidiano l’Italiano)

Settembre – Sono il Catanzaro e il Bari le unicche outsider del torneo a non perdere terreno e restare ancorate sulle prime piazze, quelle che contano anche se il campionato sta per esaurire tra una settimana il primo mese di gioco effettivo. Basta dare una occhiata veloce alla classifica per capire come fior di formazioni quali Avellino, Palermo, Foggia e Catania, piazze blasonate con fiori di partecipazioni in serie B e serie A, accreditate come favorite si trovino già in affanno. Il Palermo addirittura ha incassato le tre “pere” consegnate, dallo scoppiettante Taranto che allo Jacovone, punge come una Tarantola, e nel prossimo turno saranno proprio le aquile giallorosse a volare in Trinacria per un duello aereo con i rapaci rosanero. L’augurio sincero è che i calabresi possano “ripijasse” – come dicono qui, nella Capitale d’Italia, infestata da mille problemi. Sarà questo un vero primo effettivo banco di prova per Calabro che ha dimostrato di essere uno stratega,

Col Potenza mirava ai tre punti ma sapeva benissimo che le formazioni come quella lucana danno del filo da torcere e allora ha preferito la tattica dell’orso in letargo. Ha disposto e coperto la sua formazione in modo che nessun potesse capire bene quali fossero le effettive potenzialità ed ha sacrificato un tempo intero (il primo) allo spettacolo e alla velocità.

Poi come fanno i pugili che mirano a far spompare gli avversari, concedendo loro spazio autorizzandoli a menare la danza, al momento in cui gli è parso che Gallo non avesse più fiato per incitare i suoi, ha ordinato al Conte Max Carlini e adepti di arrembare.

Così i pirati di Calabro sono calati come autentici satanassi lanciandosi all’arma bianca per violare la porta difesa dall’ottimo Richard Marcone. E tra salvataggi sulla linea di porta in extremis e occasioni mancate si è consumato un secondo tempo scoppiettante… 45 minuti più recupero dove si è lasciato intendere a chiunque quale “potenza” di fuoco possegga la formazione calabrese.

Poi, come nella canzone degli 883, la dura legge del gol, è stata applicata letteralmente. E le parole della celebre canzone hanno attraversato la mente degli spettatori (non troppi in verità) presenti al Ceravolo (ma è un calo fisiologico in tutti gli stadi per via dei Green Pass e di tutte le cervellotiche richieste del Governo che per favorire i vaccini si è messo a sostenere come Cristo sia morto per un raffreddore e non per crocifissione) e ci è mancato poco che, sulle gradinate “ceravoliane” si cantasse tutti insieme: “È la dura legge del gol … Fai un gran bel gioco però … Se non hai difesa gli altri segnano E poi vincono…. Loro stanno chiusi ma … Alla prima opportunità … Salgon subito e la buttan dentro a noi … La buttan dentro a noi

Che il Catanzaro di Calabro non sia fatto di puro burro è apparso evidente soprattutto dopo l’episodio dello svantaggio che ha premiato in modo eccessivo le velleità del Potenza, che al fischio iniziale avrebbe firmato ad occhi chiusi un pareggino a reti inviolate.

Fatto sta che la rabbia e il coltello coi denti con i quali i “tigrotti” di capitan Calabro hanno reagito è parsa a molti la condotta di Sandokan a Mompracem...

L’arbitro, un modesto cultore del regolamento con aspirazioni a dirigere il traffico, meglio noto come il “ciampiniano“, al secolo Davide Di Marco, dopo una serie di pignolerie che poteva evitare (non si è accorto neanche che i componenti della formazione potentina si divertivano a prenderlo per i fondelli con finti svenimenti e cadute da stuntman), ha intravisto – bontà sua durante una di queste concitate fasi di gioco – un fallo di rigore .

Occasione ghiotta per Cianci che dal dischetto ha salvato, diciamolo francamente, una pretestuosa contestazione che già aleggiava -come un malvagio spiritello – nei riguardi di mister Calabro.

Il bomber Cianci ha sganciato il suo tiro dal dischetto e per Richard Marcone non c’é nulla da fare. Il Catanzaro coglie il pareggio poi si lancia alla rincorsa affannosa del raddoppio ma nemmeno un recupero di ben sei minuti lo aiuta nella fuga per la vittoria

Il torneo di Serie C (soprattutto quello del Girone C) è una miniera di continue sorprese e la vita non è facile per nessuna squadra in queste caverne profonde e oscure. Nemmeno per quelle blasonate che poi – va sottolineato – quando subiscono sconfitte sono sempre le più rumorose. Tuttavia siamo all’inizio del torneo di Lega Pro e il tragitto può assumere correzioni, dunque certi schiaffoni, taluni scivoloni, pareggi imprevisti è preferibile beccarli in viso o annoverarli alle prime battute, perché possono essere salutari e quindi offrire indizi per cercare e trovare soluzioni.

Coraggio  (“il peggio deve ancora venire”, mi suggerisce un “infingardo” collega, giovane praticante da fare invidia anche a me che cominciò a non esserlo più, ma lui è tifosissimo della Roma e ama ribadire “Forza Roma, forza Lupi, son finiti i tempi cupi” mentre per tutti gli altri il futuro potrà apparire meno plumbeo solo facendo incetta di punti).

L’invito ai tifosi del Catanzaro – che possiamo rivolgere dopo la conclusione della terza giornata del torneo dove i giallorossi sono comunque ad appena due punti dalla capolista “pro tempore” Taranto (e 4 da quella effettiva Monopoli) si configura in un termine chiaro, una parolina magica di otto lettere. Comincia con P e finisce con a: pazienza. Occorre averne tanta per far sì che non venga meno la fiducia e il sostegno necessario a spingere i propri beniamini sempre più in alto. I calciatori di cui è composta la rosa sono tutti di qualità eccellente e Calabro non è uno sprovveduto. Ha fame di vittoria e di gloria. Contestarlo perché il motore non è ancora pronto a ruggire al cento per cento, potrebbe essere un errore imperdonabile e di questi errori nessun tifoso o sportivo ne sente il bisogno!.

Riccardo Colao

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