Friday, September 24, 2021
Quotidiano Nazionale Indipendente


Verso la libertà perduta. Il principio della rana bollita a piccoli passi in direzione dei diritti negati

Ovvero una rana si trova in un pentolone pieno di acqua fredda, messo da poco su un fornello. All’inizio, la rana, nuota tranquillamente perché la fiamma è bassa. Pero’ l’acqua, pian piano, si riscalda, con la temperatura che diventa tiepida. Al momento, la rana, non si lamenta, ma quando la temperatura dell’acqua sale, la rana, avverte il disagio ma senza spaventarsi oltre modo. Ma quando la fiamma aumenta, facendo, così, diventare molto più calda l’acqua, la rana trova il tutto molto sgradevole. La rana si è, nel frattempo, indebolita, priva di forze, Allora sopporta, fin quando la temperatura sale ancor di più e lei, senza capacità di reazione, muore.


di Romano Scaramuzzino

(dalla Redazione Bergamasca del Quotidiano l’Italiano)

Se qualche anno fa qualcuno avesse detto che in Italia, paese democratico, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione (“L’Italia è una Repubblica democratica…), nel 2021, per consumare un caffè al tavolo di un bar occorreva un lasciapassare emanato dal governo, ebbene, questo qualcuno sarebbe stato additato come un folle.

Ma alle follie sociali, come ci insegna la Storia, si giunge a piccoli passi.

A fine anno del 2019 (era, esattamente, il 31 dicembre del 2019) la Cina comunicava la diffusione di polmonite atipiche all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Si giunge, poi, alla data del 10 gennaio 2020, allorché, i ricercatori cinesi, parlano di un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus che, il 20 gennaio dello stesso anno, ufficialmente viene dichiarato che si trasmette da uomo a uomo. Si parla, allora, di Covid-19, una nuova e pericolosa malattia virale.

Tutt’ora, l’origine di questa malattia è incerta, ma continuando nella nostra cronologia dei fatti, ricordiamo, che il 23 gennaio del 2020, la Cina inizia il primo lockdown di massa e, in Italia, si registrano, almeno ufficialmente, i primi casi di infezione, esattamente il 20 febbraio dello stesso anno (sempre ufficialmente) si annuncia il primo caso di Covid-19, a Cologno (Lodi).

L’11 marzo del 2020, l’OMS dichiara lo stato di pandemia mentre il 9, dello stesso mese, il premier Conte decide per il lockdown generale per tutto il nostro Paese.

Saranno mesi durissimi, con tanti morti e tante conseguenze sociali e mediche che non stiamo qui, adesso, a raccontare, perché, l’obiettivo di quest’articolo, dopo una dovuta cronistoria, è quello di capire come nell’arco di quasi due anni sia stato possibile arrivare alle normative restrittive attuali.

Perché se capiamo lo smarrimento iniziale, lo sforzo di operatori e la sofferenza di tanti familiari delle vittime di questa malattia, all’epoca dei fatti, è veramente assurdo quello che stiamo vivendo oggi.

Dopo che il 14 dicembre del 2020, viene approvato il primo vaccino contro il Covid-19, il 27 dicembre 2020, si dà il via alla campagna di vaccinazione in tutta Europa, in Italia, in particolare, sarà il 31 dicembre dello stesso anno, ad essere distribuito il vaccino.

Da quel momento in poi sarà un’escalationdi eventi. Il governo Conte si dimette e il 13 febbraio del 2021, si insedia quello di Draghi.

Intanto i vaccini creano divisioni, dopo le prime reazioni avverse in chi è stato inoculato, le opinioni discordanti tra medici e scienziati proprio sui vaccini, il bombardamento mediatico al quale, purtroppo, ancora assistiamo, ai toni, alle parole molto pesanti (a volte violente) da parte di alcuni politici, pseudo medici/scienziati, giornalisti, si arriva, dunque, all’utilizzo del Green Pass.

Un certificato verde, che dal 6 agosto del 2021, viene rilasciato a chi ha fatto anche una sola dose di vaccino e che permette di accedere in tutti i luoghi al chiuso, dove ci si puo’ sedere ad un tavolo.

Green Pass obbligatorio anche per cinema, teatri, fiere, congressi ed altro, fino, notizia di oggi, che dal 10 ottobre prossimo verrà esteso ai lavoratori di altre categorie per ora escluse.

E’ chiaro che, l’intenzione del Green Pass, non è quello di custodire la salute degli italiani, anche perché, i vaccinati, possono infettarsi (anche se viene detto in modo lieve) ma soprattutto, possono infettare. In realtà, il Green Pass è un modo per indurre le persone a vaccinasi. Raggiungendo i perplessi verso questi vaccini.

Un metodo che non ci appare democratico questo, tutt’altro, perché il senso è, se non ti vaccini non hai il Green Pass, quindi, perdi gran parte della tua libertà personale.

Si parla anche di un vaccino obbligatorio per gli italiani, nel futuro, che si sentono sempre di più oppressi ed angosciati.

Molti di loro, si inoculano, detto da loro, proprio per non perdere le loro libertà non perché credono nel valore del vaccino, che sembra essere più sperimentale che altro.

Come si è potuto giungere a tutto questo?

Ci puo’ aiutare nel capirlo, il filosofo americano Noam Chomsky, con il suo principio della rana bollita.

Ovvero una rana si trova in un pentolone pieno di acqua fredda, messo da poco su un fornello. All’inizio, la rana, nuota tranquillamente perché la fiamma è bassa. Pero’ l’acqua, pian piano, si riscalda, con la temperatura che diventa tiepida. Al momento, la rana, non si lamenta, ma quando la temperatura dell’acqua sale, la rana, avverte il disagio ma senza spaventarsi oltre modo. Ma quando la fiamma aumenta, facendo, così, diventare molto più calda l’acqua, la rana trova il tutto molto sgradevole. La rana si è, nel frattempo, indebolita, priva di forze, Allora sopporta, fin quando la temperatura sale ancor di più e lei, senza capacità di reazione, muore.

Il significato è palese. Quando un cambiamento avviene in modo graduale sfugge alla nostra coscienza (così come spiega in un video Luca Mazzucchelli), senza suscitare nessuna reazione.

Se invece, la rana, sarebbe saltata nella pentola, trovando immediatamente l’acqua a temperatura bollente, ne sarebbe uscita con un balzo nell’immediatezza.

Così puo’ capitare all’essere umano. Quando non si ribella prontamente ad abusi, alla fine ci si abitua ad essi, senza reagire.

Ecco, la mia e non solo mia, speranza, è che il popolo italiano prenda coscienza di quello che sta subendo, giusto per non fare la fine della rana di Chomsky.

Romano Scaramuzzino

Comments


Lascia un commento