Tuesday, October 19, 2021
Quotidiano Nazionale Indipendente


Presentato nel Capoluogo di Calabria il numero 15 della rivista “i Catanzaresi”

In distribuzione la rivista storica del capoluogo di regione. A Catanzaro dove come ricorda il proverbio “a vucca è ‘na ricchezza”, campano e si mimetizzano (sissignore) svariati, bizzarri ed egocentrici tipi, tantissimo su di giri e anche su di capoccia, che vagano errabondi alla ricerca di improbabili crediti pubblici. Noi che abbiamo avuto il dispiacere di conoscerli e il piacere di averli subito allontanati, trovandoli esperti nelle “chiacchiere e pinzillacchere” quanto vigliacchi e impotenti autori di minacce velate senza seguito, li classifichiamo nella categoria degli scemi del villaggio: catanzaresi di cui “i Catanzaresi” mai si occuperanno se non per esercitare e distillare su costoro – come meritano – il discreto fascino della presa per i fondelli!


di Riccardo Elia (dalla Redazione Calabrese del Quotidiano l’Italiano)

CATANZARO – La città antica vive ancora. Ritorna prepotentemente alla ribalta, dopo la pausa estiva, l’unica rivista catanzarese che difende l’orgoglio di una città nata all’epoca dei Bizantini, conquistata dai Normanni e cresciuta nei secoli sino a diventare il capoluogo della regione calabrese.

Catanzaro Antica rivive sulle pagine patinate de “i Catanzaresi“, 110 pagine tutte a colori, formato (UNI A 4 cm 21×29,7), dorso brossurato. Tanti servizi e infinite immagini della Catanzaro d’altri tempi, con personaggi, vicende, edifici, cultura, tradizioni dell’urbe nata sui “Tre Colli” che si avvia nel Terzo Millennio all’espansione verso il mare Mediterraneo nei due poli diametralmente opposti che la bagnano: la costa tirrenica e quella jonica.

i Catanzaresi” che è giunta al suo quinto anno di vita, diretta dal giornalista e scrittore Riccardo Colao, nonché direttore del nostro “Quotidiano l’Italiano“, si batte per la difesa della storia e della vitalità di Catanzaro e per fare questo ha nella sua redazione personaggi come il sottoscritto che ben la conoscono e ben la frequentano da decenni.

Nella fattispecie in questo numero desidero segnalare un servizio a mia firma sulla famiglia De Lellis. Una storia incredibile che parte dal Molise, per spingersi fino alle coste statunitensi per poi approdare proprio sul “Triavonà“(così si chiama il colle più alto su cui sorge l’Urbe fondata nel IX secolo dopo Cristo).

Ricordo poi i servizi dedicati alla scomparsa dell’arcivescovo Emerito mons. Cantisani, prelato e uomo di grande cultura e di specifica umanità cristiana (a firma di Franco Cimino), quello sul poeta Achille Curcio, l’album dei ricordi di Luciana De Gaetano che apre ai lettori i ricordi familiari a partire dal 1800 sino all’ultima generazione.

Un eccellente servizio sulle speculazioni edilizie e sui business immobiliari a forma di Beniamo D’errico, docente di urbanistica, ci porta nella Catanzaro degli anni del boom economico quando politici e faccendieri, costruttori e uomini senza scrupoli, disegnarono lo sviluppo urbano della Catanzaro del secondo dopo guerra.

Una particolare immagine ricavata dalla ex Unione Sovietica offre lo spunto di parlare del Partito Comunista Italiano a Catanzaro e di uno dei suoi massimi esponenti, l’on. Politano, ormai scomparso.

L’ammiraglio Pugliese a cui è stato intitolato il lungomare a Lido

Ma sono tante le occasioni per ritornare indietro nel tempo della storia catanzarese: Romano Scaramuzzino, autore catanzarese che vive a Bergamo ci fornisce un bellissimo racconto biografico sul poeta e patriota Domenico Mauro, uomo di profonda anima emozionale, che non mancò di rapportarsi col sommo Dante. Da questo esame scaturisce una più che interessante analisi letteraria che non mancherà di stupire i lettori per le novità che essa offre.

La copertina della rivista “i Catanzaresi” propone una suggestiva immagine di quello che un tempo era chiamato Corso Vittorio Emanuele II con le sue tipiche immagini di una normale giornata. Passa il tram ma le carrozze d’epoca non mancano in mezzo ai capannelli dei passanti vestiti con abiti della fine dell’800. Una “chicca” particolarissima alla quale i lettori de “i Catanzaresi” sono abituati grazie alle tante testimonianze che vengono riportate e scelte dal reparto grafico.

Due altri servizi speciali meritano menzione tra gli altri: quello che viene dedicato ad uno dei Circoli più esclusivi della Catanzaro Bene. Prima “Circolo dei Nobili” e poi “Circolo Unione“, il lettore viene preso per mano e portato a salire “per le antiche scale” sino ai saloni riccamente decorati. Non mancano tra le tante foto che rievocano i fasti del piano nobile di Palazzo Fazzari, quelle dedicate ad alcuni dei protagonisti come il presidente giudice Blasco e il pittore Tony Pileggi. A firmarlo e Rino Rubino, collezionista e autore di importanti saggi sulla Catanzaro d’epoca, nonché Premio Patari 2021.

Franco Delfino collezionista catanzarese, grande esperto di “militaria” che restaura e prepara molte delle scene presenti nelle teche del Museo Militare a Catanzaro

L’altro servizio, curato dal collezionista Franco Delfino, dal titolo “Una notte al Museo” parla delle attività di restauro curate nell’ambito del Museo Militare (MUSMI) dove – grazie all’impegno di esperti locali come pure il generale Moschella – sono state allestite sale di grande attrattiva per chi ama l’arte del recupero di oggetti “militari” ma anche e soprattutto la storia.

Continuando a sfogliare, il n°15 de “i Catanzaresi incontriamo poi un servizio “sull’orrendo foco” che ha devastato la Pineta di Siano. Immagini impressionanti quanto terribilmente crude rendono realisticamente l’infermo di fuoco che si scatenato nel mese di agosto appena lasciato alle spalle.

Anna Veraldi, scrittrice, poetessa e cultrice della catanzaresità propone un servizio sul personaggio Stefano Pugliese, medaglia d’oro al valor militare a cui è stato intestato il grandioso lungomare che si snoda dall’ingresso di Lido sino alla pineta di Giovino.

Ma sono tantissimi gli argomenti, che come di consueto, rendono unica questa rivista che molte altri cittadini di altre provincie vorrebbero poter avere in consultazione. Ci sono le atlete catanzaresi del Liceo scientifico Siciliani degli anni ’70 che si ritrovano dopo mezzo secolo come se nulla fosse accaduto, nella loro giovanile freschezza, si parla di San Vitaliano, del Morzello (quello in pitta è meglio di quello in piatto?, ci si domanda) e ancora delle divise dei vigili urbani che un tempo incutevano rispetto e timore, e ancora della marcia di Ferruzzano curata da Walter Fratto

i genitori del prof. De Lellis e degli altri suoi fratelli in viaggio
durante una crociera transoceanica

Dalla Catanzaro antica, gruppo Facebook che “ama alla follia” e difende la fortuna di essere nati entro i confini della città delle tre V (Vento, Vitaliano e Velluto), diretto da Mario Lamanna e Guanluigi Aloi, ci trasferiamo poi alla Catanzaro dei misteri e per la prima volta varchiamo la soglia di Villa Bisantis, costruita come casa di un nobil signore e trasformata durante l’epoca del fascismo in un “bordello” per “camerati di alto bordo”.

Sono presenti gli autori Gianfranco Simmaco con la sua autobiografia intitolata “1929 volte giallorosso” e Vincenzo Gigliotti con il suo romanzo dal titolo L’anno più bello“. Una menzione d’onore va al collezionista Gioacchino Concolino col suo libro sequel dal titolo “Catanzaro tra storie e ricordi” che è per l’appunto il secondo volume delle sue magiche storie che ama e sa raccontare sulla sua città natia.

La Polizia e la Questura catanzarese sono presenti con i cambi di guardia del questore dirigente neo arrivato dott. Fabio Catalano, che subentra al dott. Alfonso Iadevala, e con le foto della cerimonia di consegna delle medaglie al personale andato in quiescenza al termine della carriera.

Non mancano le rubriche dell’avv. Massimo Gimigliano che, nel “suo studio” rievoca “la prigionia” della sorella in Iran al tempo di Khomeini, quella della criminologia Claudia Ambrosio e del filosofo Pasquale Talarico. A tal proposito unico dei tanti Talarico, (cognome diffusissimo) da noi conosciuti, presenti in città, degno di essere citato almeno in questo numero.

Si concludono infine le puntate dei servizi sul processo per l’assassinio professor Talarico compiuto, materialmente, il 22 marzo del 1968 dalla studentessa Rita Danizio, per il quale fu condannato anche il fidanzatino Antonio Misdea, e quello sull’ultima carica del Savoia Cavalleria nella Seconda Guerra Mondiale , a cui parteciparono alcuni catanzaresi, a firma di Francesco Scerbo.

Non poteva mancare come sempre il saluto a tutti i catanzaresi che ci hanno purtroppo lasciato e tra questi l’architetto Zizzi, il super tifoso Salvatore Mazza, la madre della scrittrice e cardiologa Maria Primerano, signora Flora, e lo “sceriffo” al secolo Antonio Talotta, della vedova di Guglielmo Papaleo, fondatore del Caffè Guglielmo, signora Adalgisa e altri ancora che sono venuti a mancare e per i quali ci uniamo nel ricordo e nella preghiera. Dolce il ricordo della mamma del prof. Franco Cimino, scomparsa anni addietro

il logo della ormai mitica testata giornalistica

Dulcis in fundo due giovani catanzaresi coronano il loro sogno d’amore, dopo venti anni di fidanzamento e un ritardo biennale per colpa del covid: era giusto premiarli con un servizio a loro dedicato: Salvatore Lepera e Tiziana Cesareo: auguri e figli maschi da tutti noi della Redazione.

E come fare a non parlare dei servizi preparati per l’avv. Aldo Costa, direttore del Teatro Politeama Mario Foglietti e Presidente dell’Accademia di Belle Arti, del ricordo del coiffeur Annibale e della sua splendida famiglia curato da Lidia Elia.

Non sono certo o sicuro di aver sviscerato completamente le tante notizie e i molteplici argomenti presenti in questo numero da collezione che potrete leggere subito o anche a distanza visto che “i Catanzaresi” non legano quasi mai la loro periodicità all’attualità spicciola ma mi piace chiudere ricordando l’editoriale del direttore Riccardo Colao. Sintetico ma pungente, com’é nel suo stile, Riccardo esamina quel genere di persone piccine che amano “citarsi addosso” (per usare parole sue) nel far sapere agli altri quanto sarebbero… grandi… A Catanzaro dove come ricorda il proverbio “a vucca è ‘na ricchezza“, campano e si mimetizzano (sissignore!) svariati, bizzarri ed egocentrici tipi, che si sentono su di giri e anche su di capoccia, vaganti errabondi alla ricerca di improbabili crediti pubblici. Noi che abbiamo avuto il dispiacere di conoscerli e il piacere di averli subito allontanati, trovandoli esperti nelle “chiacchiere e pinzillacchere” quanto vigliacchi e impotenti autori di minacce velate senza seguito, li classifichiamo nella categoria degli scemi del villaggio: catanzaresi di cui “i Catanzaresi” mai si occuperanno se non per esercitare e distillare su costoro – come meritano – il discreto fascino della presa per i fondelli!

Non mi resta che suggerirvi di correre in edicola per acquistare la vostra copia de “i Catanzaresi” – nonostante sia stata aumentata anche la tiratura -prima che sia troppo tardi…

Riccardo Elia

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