Tuesday, October 19, 2021
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Chiude, in un crescendo di bellezza, la rassegna “A Palazzo con lo Scrittore” curata e ideata da Raffaele Gaetano avente come tema la Letteratura negli edifici Storici

Con la partecipazione della scrittrice siciliana Catena Fiorello si è chiusa l’edizione 2021. La rassegna, promossa e diretta dal professore Raffaele Gaetano, ha avuto tre incontri, il primo con la prof. Fabiana Cacciapuoti, tra le maggiori studiose di Leopardi, membro del comitato scientifico del Centro Studi Leopardiani di Recanati, il secondo con il grande poeta Giuseppe Conte e l’ultimo con la Scrittrice Catena Fiorello.


di Angelina Esposito Ariganello per il Quotidiano l’Italiano

LAMEZIA TERME – Si è conclusa brillantemente la rassegna A Palazzo con lo scrittore con la partecipazione della scrittrice siciliana Catena Fiorello. La rassegna, promossa e diretta dal professore Raffaele Gaetano, ha avuto tre incontri, il primo con la prof. Fabiana Cacciapuoti, tra le maggiori studiose di Leopardi, membro del comitato scientifico del Centro Studi Leopardiani di Recanati, il secondo con il grande poeta Giuseppe Conte e l’ultimo con la Scrittrice Catena Fiorello.

Catena Fiorello

L’originalità di questa rassegna, che ha coniugato sapientemente Letteratura, Filosofia, Musica e Arte, è stata non solo la presenza di personaggi di elevato spessore culturale, ma anche la bellezza e la maestosità dei luoghi in cui si sono svolti: Palazzo Marasco presso Soveria Mannelli, Villa Cefaly Pandolphi presso Acconia di Curinga e il Seminario Vescovile di Lamezia Terme, dove peraltro fu direttore il critico letterario nicastrese Pietro Ardito e dove compì gli studi di lettere e filologia il filosofo di Sambiase Francesco Fiorentino.

Fabiana Cacciapuoti

Tornando all’incontro con la Fiorello, il responsabile del seminario, Paolo Emanuele, con il suo intervento ha parlato della nascita del seminario accennando alla presenza all’interno dello stesso del Museo di Arte Sacra, della Biblioteca e dell’Archivio Storico, invitando i presenti a una visita, soffermandosi poi sulla ristrutturazione del complesso che ha permesso la realizzazione di un’ampia sala a cinque arcate atta ad accogliere incontri culturali e congressi.

Nel dialogare con Raffaele Gaetano sul suo ultimo libro Amuri, la Fiorello è stata come un fiume in piena, dandosi al pubblico senza filtri e senza riserve. Ampio spazio è stato dedicato anche al suo libro forse più famoso, Picciridda, la picciridda che negli anni ’60 la mamma abbandona perché deve emigrare in Germania per lavorare affidandola alla nonna, portandosi dietro il più piccolo. In un crescendo di emozioni, si chiede cosa accadrà alla picciridda che sa di affrontare rinunce e sacrifici. E qui la scrittrice con un rifermento autobiografico narra della freddezza delle mamme di un tempo che avevano pudore ed erano parche di affetti nei confronti dei figli… e dell’assenza totale dei padri impegnati solo nel lavoro. Ha fatto riferimento anche alle assenze del padre benché durante la sua narrazione lo ricorderà più volte per i consigli ricevuti. In un crescendo rossiniano la Fiorello si è poi soffermata sul film Picciridda, tratto dal suo romanzo, dei bellissimi luoghi della sua Sicilia e di come lei sia diventata scrittrice per caso perché inizialmente faceva l’intervistatrice di personaggi famosi. Ma quelle interviste erano dei racconti e da lì tutto è cominciato.

Raffaele Gaetano e Giuseppe Conte

Catena Fiorello è una scrittrice versatile, spazia da un argomento all’altro, ma le sue attenzioni sono sempre ed unicamente rivolte alle donne, alle loro sofferenze e ai loro dolori e poi… poi ai loro segreti e poi forse solo la scoperta del segreto terribile che aveva distrutto la famiglia, il ritorno al paese dove è vissuta da piccola, il ritorno alle sue origini, l’accettazione del dolore, restituirà la gioia e la serenità alla protagonista di Amuri. Racconta della copertina del libro nella quale è riprodotto un particolare di un quadro dell’artista Roberto di Alicudi perché colpita dall’intensità dell’immagine. In un ovale nero circondato da una cornice azzurra è raffigurata una donna col braccio piegato con un cuore rosso nella mano. Il braccio della donna ha dei fiori rossi con gli steli verdi. Il cuore rappresenta il posto nascosto dove annidano dolori, sofferenze e segreti mentre i fiori rappresentano la rinascita: l’amuri.

Ma non è finita. La Fiorello ha incantato il pubblico parlandoci anche dell’amore che la lega alla sua mamma e di ciò che prova nel vederla invecchiare. Sono sentimenti veri, genuini che abbiamo provato nei confronti delle nostre mamme e noi mamme che siamo nella fase della maturità proviamo nei confronti delle nostre figlie ormai donne.

Insomma, una bella serata che ha visto la presenza di un folto pubblico attento, emozionato e commosso. La scrittrice ha espresso parole di apprezzamento per la bellezza e l’arredamento dell’albergo che l’ha ospitata.

Platee sempre affollate e qualificate alla rassegna “A Palazzo con lo Scrittore”

Un grazie va al professore Raffaele Gaetano che nutre un amore immenso per la sua città e con il suo impegno si fa promotore attivo della crescita culturale della nostra cittadina e un invito a voler riproporre anche quest’anno Il Sabato del Villaggio.

Angelina Esposito Ariganello

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