Tuesday, October 19, 2021
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“Renzo e Ignazio” – Fra Storia, Fantasia e Nostalgia

“Renzo e Ignazio” è sì un’opera prima ma non solo perché segna l’inizio della una carriera di un nuovo scrittore ma perché “prima” di Enrico nessuno ha scritto la storia ultracentenaria del Palermo facendola amabilmente raccontare dai suoi due presidenti più “importanti”: Renzo Barbera e Ignazio Majo Pagano”. E così, leggendo la STORIA del Palermo, sin da suo primo giorno di vita (1 novembre 1900), le pagine di Enrico, prima dettate da Majo Pagano e poi da Renzo Barbera scivolano via e riscaldano il cuore di chi legge inondandolo di tenerezza e nostalgia.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

Qualche anno fa Pino Romano, un amico conosciuto prima virtualmente tramite Facebook e poi di persona, abbracciandoci allo Stadio come fratelli ritrovati, tifoso più che poeta, e viceversa, mi fece dono di un paio di suoi sonetti che bastava leggerli, anche di volata, perché ti risuonassero musicali  nelle orecchie e nel cuore.

Insomma, quell’incontro fra i sediolini della tribuna fu la consacrazione di un’amicizia vera, quella che con la lontananza si rinsalda anzi che scivolare via come nebbia al sole.

Di recente, sei mesi fa circa, Pino mi ha scritto su messenger allegando un file: “E’ il primo capitolo di un libro che Enrico Buccheri, un mio amico palermitano tifoso rosanero doc, ha scritto sul Palermo. Siccome mi è piaciuto assai, io l’ho incoraggiato a proseguire, ma gli ho anche detto che il mio parere vale assai poco e, invece, il tuo molto: che ne dici di leggerlo e poi scrivergli che te ne pare?”.

Conoscendo il poeta e la sua sensibilità mi prestai di buon grado e lessi il prologo di quello che sarebbe stata la opera prima di Enrico Buccheri: “RENZO e IGNAZIO – Due chiacchiere in attesa della partita (Kemonia Edizioni) e, appena finito di leggere ci rimasi male, come succede solo quando il testo è così bello e attrattivo che vorresti leggere ancora e ancora…

Così scrissi subito a Pino due righe su quanto ero rimasto piacevolmente colpito dall’incipit del libro del suo amico : “ Di’ al tuo amico che quello che ho letto mi è piaciuto molto, e se anche tutto il resto procede sulla stessa falsariga, il libro sarà un successo!”.

Ed eccolo “Renzo e Ignazio”, il libro di Enrico presentato allo Stadio “Renzo Barbera” il 30 settembre scorso in una Sala Stampa gremita di tifosi e giornalisti, da Alessandro Amato, che lo racconta a suo modo, cioè con la sua verve naturale, che è sempre un mix di tecnica e sentimento.

Gli sta a fianco Enrico che è costretto a schiarirsi più volte la voce perché l’emozione lo attanaglia, ma è solo l’abbrivio di un’esperienza nuova, perché poi procede spedito come un treno e le parole gli scivolano via libere e belle: “Amo il Palermo sin dalla prima volta che mio papà mi portò alo Stadio. Fu un colpo di fulmine…”. 

E come gli brillano gli occhi quando sul palco sale il presidente Mirri e i due si abbracciano come vecchi amici: “Enrico – dice il presidente – lo conosco solo tramite questo suo delizioso libro che lo consacra  non solo come tifoso doc ma anche come scrittore!”.

Esagerato?

Non direi proprio, perché “Renzo e Ignazio”  è sì un’opera prima ma non solo perché segna l’inizio della una carriera di un nuovo scrittore ma perché “prima” di Enrico nessuno ha scritto la storia ultracentenaria del Palermo facendola amabilmente raccontare dai suoi due presidenti più “importanti”: Renzo Barbera e Ignazio Majo Pagano”. E sta qui, in un’idea, geniale per quant’è semplice, la “novità” del libro di Buccheri, che immagina – anzi fantastica – che i due, che da tanti anni non sono più di questo mondo, s’incontrino tra le nuvole sovrastanti l’Olimpico di Roma, prima di Palermo-Inter,  finale di Coppa Italia del 29 maggio 2011. E che, in attesa del fischio d’inizio si raccontino l’un l’altro il “pezzo” di storia del Palermo che li riguarda per averli “vissuti”  di persona.

La cover del volume che racconta la storia rosanero con una particolare visione e narrazione

Ne vien fuori un dialogo avvincente, battute rivelatrici del Palermo dell’uno e dell’altro, nostalgia e rimpianti, il tutto rivestito da quella  patina di malinconia che rende tutti i ricordi, quelli belli e quelli brutti, una parte irrinunciabile della vita.

E così, leggendo la STORIA del Palermo, sin da suo primo giorno di vita (1 novembre 1900), le pagine di Enrico, prima dettate da Majo Pagano e poi da Renzo Barbera scivolano via e riscaldano il cuore di chi legge inondandolo di tenerezza e nostalgia.

Enrico ha realizzato un libro delicato e dolce come una carezza e, al contempo, così rigoroso e preciso nei riferimenti storici che m’immagino l’autore impegnato nella ricerca e nella scrittura come un amanuense del trecento… Quelli che scrivevano a mano, con la penna d’oca, e i libri venivano così belli e così colorati da sembrare più che scritti, dipinti.  

Benvenuto Caminiti

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