Tuesday, December 7, 2021
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Grande successo di “Così parlò Bellavista” al Comunale di Catanzaro

E’ successo che la celebrata frase che introduce all’infinito lo stesso racconto, ha ancora catturato i presenti. Con la storia dello scippo dell’autoradio sventato in mezzo al mercatino. Che Riccardo Pazzaglia nel film Così parlò Bellavista riferiva con enfasi in mezzo a un nugolo di persone con un fazzoletto rosso in mano e un cavalluccio per bambini, rosso, nell’altra, affresco sulla capacità teatrale partenopea di raccontare e fare spettacolo, che contribuì, tra le altre, alla fortuna del film di Luciano De Crescenzo.


di Maria Primerano per il Quotidiano l’Italiano

CATANZARO – Redazione Spettacoli

Scusate, ma che è successo…?

E’ successo che Così parlò Bellavista, tratto dal famoso libro di Luciano De Crescenzo, nella riscrittura e riadattamento per il teatro di Geppy Gleijeses, in veste anche di attore e regista, è andato brillantemente in scena al Teatro Comunale di Catanzaro. Per un pubblico divertito e caloroso che ha tributato alla compagnia i doverosi omaggi e che finalmente ha assistito a una ripresa delle attività culturali dopo il periodo nero imposto dalla pandemia da Covid-19.

Oltre a Geppy Gleijeses nei panni di Bellavista, il composto professore filosofo sempre preso dalle sue meditazioni ma un po’ distratto per ciò che riguarda le faccende di famiglia, in scena l’esuberante Marisa Laurito nelle vesti della moglie del filosofo e, tra gli altri, il classico portiere degli stabili napoletani, interpretato da Benedetto Casillo, nonché spesso figura mitologica metà uomo e metà sedia per la caratteristica di alzarsi il meno possibile ma di sapere in modo divino i fatti di tutti.

E i fatti del condominio, che trasmigrano bellamente dagli appartamenti, alle scale, al cortile del Palazzo Spagnolo, come un fil rouge che viaggia con nonchalance grazie alla bocca di tutti i condomini e li riunisce tutti nella curiosità, nell’ascolto e nelle possibili soluzioni da adottare, riguardano in questo caso proprio il nuovo arrivato, un tipo difficilissimo da accettare per i napoletani: provenienza Milano, beve te e non caffè, mangia panettone e allestisce l’albero di natale al posto del presepe! Ma come si farà mai ad andare d’accordo con un elemento così?

Scusate, ma che è successo…?

E’ successo che i caratteri distintivi della napoletanità nella pièce teatrale ci son tutti.

Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati, scriveva nel suo famoso libro De Crescenzo.

E così ci è sembrato anche nello spettacolo, che altro non è se non un viaggio ironico sentimentale per le vie di Napoli, i suoi palazzi, i cortili, l’anima della sua gente. Sicché, mentre il tassista riscrive le regole dei semafori a suo piacimento, la moglie del filosofo dice la sua per realizzare la conserva di pomodoro, quella del portiere lotta con le faccende domestiche, il giovane architetto senza lavoro apre un negozio ma deve vedersela con la camorra che impone la sua tassa. E poi ci sono i Santi, numi tutelari, da San Gennaro a Sant’Antonio.

Mamma d’o Carmine!

Abbiamo dimenticato il gioco del lotto! Ma no! E non dimentichiamo nemmeno il celeberrimo:

Scusate, ma che è successo…?

E’ successo che la suddetta celebrata frase che introduce all’infinito lo stesso racconto, ha ancora catturato i presenti. Con la storia dello scippo dell’autoradio sventato in mezzo al mercatino. Che Riccardo Pazzaglia nel film Così parlò Bellavista riferiva con enfasi in mezzo a un nugolo di persone con un fazzoletto rosso in mano e un cavalluccio per bambini, rosso, nell’altra, affresco sulla capacità teatrale partenopea di raccontare e fare spettacolo, che contribuì, tra le altre, alla fortuna del film di Luciano De Crescenzo.

Ebbene, ancora al Teatro Comunale, chiunque chiedesse all’attore Scusate, ma che è successo…? si sentiva ripetere il famoso racconto all’infinito.

In tutto lo spettacolo è evidente la filosofia di De Crescenzo:

Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no… A volte penso che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana…

Un gioco delle parti, dunque, a suon di musica del maestro Claudio Mattone, mosso da buoni sentimenti, in primis dall’amicizia e dall’amore, in una società di reciproco, genuino e scambievole soccorso.

Bravissimi tutti.

Scusate, ma che è successo…?

E’ successo che Così parlò Bellavista, tratto dal famoso libro di Luciano De Crescenzo, nella riscrittura e riadattamento per il teatro di Geppy Gleijeses, in veste anche di attore e regista, è andato brillantemente in scena al Teatro Comunale di Catanzaro.

Marisa Laurito, grande mattatrice della serata

Lo spettacolo ha inaugurato la stagione AMA Calabria 2021/2022.

Maria Primerano

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