Friday, January 28, 2022
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Conferenza Nazionale sulla Famiglia, Family Day e Pro Vita & Famiglia: «Governo e Ministero organizzano evento per le famiglie senza le famiglie»

Elena Bonetti, ha pensato bene di escludere dalla Quarta Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si apre oggi a Roma, due delle più significative associazioni familiari, che hanno organizzato i due ultimi “Family Day” di Piazza San Giovanni e del Circo Massimo, portando in piazza milioni di persone


dalla Redazione Romana del Quotidiano l’Italiano

ROMA – «Come già accaduto nel 2017 con la Ministro Boschi, anche oggi la Ministro della Famiglia, Elena Bonetti, ha pensato bene di escludere dalla Quarta Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si apre oggi a Roma, due delle più significative associazioni familiari, che hanno organizzato i due ultimi “Family Day” di Piazza San Giovanni e del Circo Massimo, portando in piazza milioni di persone. Purtroppo si tratta dell’ennesima prova della deriva ideologica del Ministero, pronto a negare la libera espressione a centinaia di migliaia di famiglie italiane». Così, in dichiarazione congiunta, i presidenti del Family Day e di Pro Vita & Famiglia, Gandolfini e Brandi.

«Questo evento è di grande importanza, avendo lo scopo – consolidato da anni – di mettere in dialogo le istituzioni con l’associazionismo, al fine di trovare soluzioni comuni e condivise di fronte agli enormi problemi che gravano sulle spalle delle famiglie, soprattutto in questo momento di emergenza medica, economica e sociale.

Con grande disappunto e amarezza dobbiamo constatare che il Ministero della Famiglia opera un’ingiusta e discriminante selezione fra associazioni portavoce delle esigenze delle famiglie italiane, trascurando realtà associative dotate di grande consenso nella società civile. Un atteggiamento di questo genere o è frutto di inaccettabile superficialità, oppure, peggio, è segno di una volontà discriminante che opera una cernita fra chi è “degno” di essere ascoltato e chi invece deve essere silenziato e allontanato. Una cosa è certa: questo modo di agire non fa il vero bene delle famiglie italiane».

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