Wednesday, June 29, 2022
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Lega Pro. Al Barbera, tra Palermo e Bari poco champagne e tanta gassosa

L’avevo detto già due mesi fa – e non ci voleva un sapientone per capirlo – che la promozione diretta può perderla solo il Bari e che le altre, tutte le altre, Palermo compreso, dovranno azzannarsi tra loro per guadagnare le posizioni migliori per i play off.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – Lo dico subito, così mi tolgo il rospo che mi macera dentro: sono un po’ deluso per questo 0-0, che se va bene al Bari non va affatto bene al Palermo.

E sono deluso per un’altra ”faccenda”, questa un po’ più personale: pensavo che la partita potesse essere la partita di Andrea Silipo, finalmente schierato sin dal fischio d’inizio…

Ma non è stato così: Silipo, spesso sballottolaro dai rudi avversari, nel primo tempo ha solo giochicchiato prim’ancora di giocare la palla e, nel secondo tempo, quando il Palermo era in superiorità numerica e, quindi, aveva più spazi e più occasioni di attaccare, Silipo avrebbe dovuto prendere in pugno la situazione e far scattare la scintilla del suo talento con quei colpi che sono nel suo repertorio. Ovvero il dribbling, la capacità di giocare di prima e, soprattutto, i suoi “filtranti”, quelli che mettono a sedere gli avversari e mandano il proprio centravanti solo davanti alla porta avversaria.

E non è successo: evidentemente il ragazzo ha ancora bisogno di crescere come personalità, perché il talento da solo non basta.

Ma dicevo di questo deludente 0-0: il Palermo ha giocato metà partita con l’uomo in più e quale migliore occasione per vincerla la partita, magari di forza se non proprio per qualità tecno-tattiche? Nulla da rimproverare ai rosa per non esserci riusciti, perché la volontà ce l’hanno mesa e pure la rabbia ma, dico io, se non osi anche l’inosabile in superiorità numerica quando mai più potrai farlo? E’ vero, però, che il Bari è un’autentica corazzata, che anche in dieci fa paura, ma sta proprio qui il busillis della questione: IL CORAGGIO, che uno non  si può dare se non ce l’ha nel dna .

O dovrebbe darglielo l’allenatore?

Beh, temo proprio di sì: infatti Filippi  i cambi d’attacco li ha fatti solo a venti minuti dalla fine, quando il Bari aveva giù metabolizzato lo scorno di essere rimasto in dieci per propria colpa (leggi, superbia, ovvero presunzione all’ennesima potenza: “Questi sono scarsi – si saranno detti  – e noi li battiamo facile!”. E si sono guardati quant’erano belli, quant’erano forti: “Tutti all’attacco, tanto segniamo quando vogliamo!”, sembrava si dicessero Botta e D’Errico, ovvero, tra I “galletti”, I due giocatori più talentuosi).

Ma com’è noto a tutti, una squadra in dieci fa molta più fatica dell’altra e, quindi, se costretta a difendersi , cioè a correre a perdifiato, prima o poi il gol lo becca.

Floriano e Fella sono entrati al 69’ e una certa scossa l’hanno data, specie il primo: chissà, se messi subito in  campo ad inizio ripresa il Bari avrebbe avuto tempo,  spazi  e modo di ripartire pericolosamente com’ è stato capace di fare fino all’ultimo?

Insomma, se perdi le occasioni propizie, e le perdi proprio quando meno te l’aspetti che capitano, vuol dire che hai dei limiti insuperabili: proprio quelli che fanno male al mio cuore di tifoso, costretto ad ammettere che il Bari, pur in dieci, non ha rischiato quasi mai di capitolare e che il suo punticino se l’è preso senza neanche soffrire troppo.

Ed è questa la nota più dolente: undicimila tifosi che definire meravigliosi è perfino riduttivo andrebbero ripagati in ben altro modo. La Curva Nord oggi è stata strepitosa, un vero dodicesimo uomo in campo, eppure non è bastato neanche il suo soffio caldo a trasmettere alla squadra quella marcia in più necessaria per battere un avversario forte e quadrato come il Bari.

Nel frattempo, il Monopoli si riprende il secondo posto, la Turris ci appaia a 33 punti e meno male che Avellino e Catanzaro pareggiano in casa, rispettivamente contro Foggia e Vibonese.

L’avevo detto  già due mesi fa – e non ci voleva un sapientone per capirlo – che la promozione diretta può perderla solo il Bari e che le altre, tutte le altre, Palermo compreso, dovranno azzannarsi tra loro per guadagnare le posizioni migliori per i play off.

 IL TABELLINO di PALERMO – BARI 0 – 0

PALERMO (3-4-1-2): Pelagotti; Lancini, Marconi, Perrotta (64′ Accardi); Buttaro, De Rose (87′ Corona), Dall’Oglio, Crivello (46′ Odjer); Silipo (69′ Floriano); Brunori, Soleri (69′ Fella). A disp.: Massolo, Peretti, Mauthe. All. Filippi.

BARI (4-3-1-2): Frattali; Pucino, Celiento, Terranova, Mazzotta; Mallamo (77′ Scavone), Maita, D’Errico (77′ Bianco); Botta (77′ Cheddira); Paponi (45′ Gigliotti), Antenucci. A disp.: Polverino, Belli, Ricci, De Risio, Lollo, Di Gennaro, Simeri, Citro. All. Mignani.

ARBITRO: Perenzoni di Rovereto (Cataldo-Salvalaglio).

MARCATORI:

NOTE: ammoniti Silipo, Buttaro, Dall’Oglio, Mazzotta, Floriano. Espulso al 42′ Terranova (Bar) per fallo su chiara occasione da gol. Spettatori circa 11.000.

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