Wednesday, June 29, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Il messaggio augurale di fine anno di S.A.R. Vittorio Emanuele Duca di Savoia, principe di Napoli, agli Italiani

La magnifica figura di Soldato rappresentata dal Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo, figlio della migliore tradizione alpina che nel motto “Di qui non si passa!” riflette il generoso, fedele e superbo spirito di sacrificio dell’Esercito Italiano, rassicura e conforta quanti aspettavano un decisivo cambio di passo nella gestione dell’emergenza sanitaria. Il Gen. Figliuolo è il simbolo di un’Italia che combatte con le armi della costanza e di un’operosa laboriosità. A lui formulo, a nome di Casa Savoia, i migliori auguri per il proseguimento della propria opera.


dalla Redazione Esteri del Quotidiano l’Italiano

GINEVRA –

Cari Italiani,

al termine del 2020, condividendo con i tradizionali auguri della mia Casa  alcune riflessioni di  fine  anno, avevo formulato l’auspicio affinché l’emergenza pandemica potesse essere superata guardando oltre le fazioni e gli interessi di parte, riscoprendo quello spirito patriottico che ha permesso alla nostra Italia di superare le prove più difficili della sua storia.

L’anno appena trascorso, anche grazie al senso di responsabilità delle forze politiche, ha visto la nascita di un governo di unità nazionale, sotto la guida di una personalità finalmente competente, preparata e di statura internazionale come quella di Mario Draghi.

In questi ultimi giorni, la pandemia ci ha purtroppo colto di sorpresa con un angoscioso quanto repentino picco di contagi, ma grazie alla campagna vaccinale messa in campo nel nostro Paese e resa possibile dalla straordinaria abnegazione dei nostri medici, infermieri, operatori sanitari, Forze Armate, Forze  dell’Ordine e  volontari, possiamo ora guardare con maggiore serenità al pericolo invisibile che si staglia sulle nostre case e sui nostri affetti.

La magnifica figura di Soldato rappresentata dal Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo, figlio della migliore tradizione alpina che nel motto “Di qui non si passa!” riflette il generoso, fedele e superbo spirito di sacrificio dell’Esercito Italiano, rassicura e conforta quanti aspettavano un decisivo cambio di passo nella gestione dell’emergenza  sanitaria. Il Gen. Figliuolo è il simbolo di un’Italia che combatte con le armi della costanza e di un’operosa laboriosità. A lui formulo, a nome di Casa Savoia, i migliori auguri per il proseguimento della propria opera.

Purtroppo, il Covid-19 non sta mietendo vittime soltanto negli ospedali. Il  virus  ha  portato con  sé  e  amplificato una  serie  di pandemie che debbono richiamare la nostra attenzione per la loro gravità. Penso in particolare al dramma della povertà, in progressivo incremento, che colpisce milioni di famiglie italiane e alle migliaia di aziende e piccole realtà costrette a chiudere nell’ultimo anno: un drammatico quanto silenzioso mondo che emerge soltanto nella quotidianità vissuta e che deve in questo momento spingerci ad operare affinché non ci siano ultimi “più ultimi” di altri.

Assicuro che, nel loro piccolo, anche gli Ordini Dinastici della mia

Casa e in particolare l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro che nel

2022 celebrerà il 450° anniversario dall’istituzione, fedeli all’esercizio della carità e  al  magistero del Romano Pontefice, non faranno mancare il proprio apporto, affinché le pandemie sociali del nostro tempo possano trovare ascolto e concreta prossimità.

Anche questo – a mio avviso – significa essere patrioti.

In conclusione, l’augurio della mia Casa, la cui eredità storica ho il compito di custodire, non può che ripartire anche in questa occasione da un appello a serbare come bene prezioso quello spirito di concorde unità d’intenti che ha fatto grande il nostro Paese, soprattutto nei momenti più complessi delle sue vicende: istanti in cui la rassegnazione è stata travolta dalla dirompente vitalità di quel coraggio che è il sublime dell’eroismo. Nel segno del 100° anniversario della tumulazione del Milite Ignoto nel Vittoriano di Roma, che abbiamo commemorato lo scorso Novembre (1921-

2021),  ripenso  a  quell’oscuro  Italiano che,  vestendo  l’uniforme

grigioverde nella Grande Guerra, dallo Stelvio all’Adriatico, ha donato ciò che aveva di più prezioso per restituirci e consegnarci dignità e speranza: la propria vita. Nutriamoci di questo esempio, custodiamone la fiera memoria, per guardare al futuro.

Lo spirito del Piave sia vivo in noi per misurarci con i duri mesi che ci attendono.

A Voi tutti e alle Vostre famiglie, giungano dunque i migliori auguri per un 2022 fecondo di speranza.

Vittorio Emanuele

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