Friday, October 7, 2022
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Sanità Lazio. F. De Vito (misto):“Pronto soccorso pieni e ambulanze ferme: tutta colpa della Regione”

Quanto dovranno ancora aspettare i cittadini del Lazio? Quali garanzie hanno di potersi curare adeguatamente come una sanità pubblica dovrebbe offrire? La Regione non è stata in grado di sviluppare una valida alternativa all’emergenza – conclude – eppure l’allarme non è mai rientrato. Sono i fatti e non le passerelle a dimostrare i vizi e le virtù

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Politica Italiana , at 24/01/2022 Tag:, , ,

dalla Redazione Romana del Quotidiano l’Italiano

ROMA – “Assistere oggi alla commissione congiunta di sanità ed emergenza covid-19 ed avere ulteriore conferma che tutte le criticità, evidenziate anche nelle scorse settimane, altro non sono che il frutto di una scellerata visione o peggio, di una mancanza di pianificazione da parte della Regione Lazio in tema di sanità, è francamente avvilente”. Lo dichiara la consigliera al gruppo misto della Regione Lazio, Francesca De Vito

“Grida di allarme arrivano da più parti, sia dal personale medico che sanitario, per le condizioni di lavoro alle quali sono sottoposti ormai da due anni. Continuiamo ad avere Pronto Soccorso intasati e ambulanze bloccate – prosegue –  anche oggi ben 11 al solo ospedale Pertini; cittadini obbligati a sostare per ore in aree comuni con il rischio di avere accanto persone positive; al San Camillo vengono sospese addirittura le chemioterapie e un po’ ovunque vengono chiuse sale operatorie e rinviati interventi chirurgici. Solo questo basterebbe per capire il totale fallimento dell’assessore D’Amato che al momento sembra navigare a vista in una tempesta che non è in grado di governare”.

“Avrebbe dovuto anticipare, con un po’ più di raziocinio, tutto quanto sta avvenendo – incalza – avrebbe dovuto dare seguito a tutte quelle strutture alternative, comprese le case della salute, che potevano occuparsi delle emergenze dei codici lievi, evitando gli attuali intasamenti nei nosocomi. Poteva stabilire una seria modalità coinvolgendo i medici di base al fine di evitare che pazienti asintomatici trovassero solo nei Pronto Soccorso personale disposto ad ascoltarli. Non sono azioni impossibili ma sicuramente sono il frutto di una diversa strategia. In altre regioni, ad esempio la Lombardia, si riapre la Fiera di Milano, struttura quindi neanche sanitaria, per riattivare ulteriori 30 posti letto e dare soluzione, tra le altre, a questo momento di ripresa della pandemia. Nel Lazio invece mancano ancora quei fantomatici ospedali dedicati di cui tanto si è parlato ma dei quali ancora non c’è traccia”

“Quanto dovranno ancora aspettare i cittadini del Lazio? Quali garanzie hanno di potersi curare adeguatamente come una sanità pubblica dovrebbe offrire? La Regione non è stata in grado di sviluppare una valida alternativa all’emergenza – conclude – eppure l’allarme non è mai rientrato. Sono i fatti e non le passerelle a dimostrare i vizi e le virtù”

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