Thursday, June 30, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Palermo, col Messina, travolgente e travolto. Per Baldini il coraggio e la spavalderia

Finisce il parità il Derby di Sicilia ma sia i rosanero che i giallorossi hanno rischiato di vincere e di perdere. Il pareggio è il risultato di un match bifronte


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – Le squadre di Baldini, in casa o in trasferta, giocano sempre per vincere: “Poi magari perdiamo – disse subito alla prima conferenza stampa del suo ritorno a Palermo dopo 18 anni – ma non avremo mai il rimorso di non averci provato!”.

E poi, a domanda precisa, rispose: “Certo che per vincere le partite la prima cosa che serve, anche al di là del valore tecnico della squadra, è il coraggio: rispetto per l’avversario, sempre, paura, mai!”.

Il preambolo mi serve per cercare una spiegazione logica – tecno-tattica – al Palermo double-face di ieri sera, nel derby contro il Messina: travolgente nel primo tempo e … travolto nel secondo.

Non lo capisco neanche io – spiega a muso duro Baldini a fine partita – perché nessuno può spiegare come siamo stati capaci di dominare per quarantacinque minuti e poi, nel secondo tempo… sparire dal campo …

Certo, quel gol preso a inizio ripresa può avere condizionato mentalmente i suoi giocatori – incalza la giornalista Eleven – Un pizzico di sfortuna per il Palermo in quel pallonetto che ha beffato Pelagotti…”.  

Non voglio sentir parlare di sfortuna! – quasi salta su Baldini – la verità è nella ripresa siamo entrati in campo come se col vantaggio di due gol avessimo già chiuso la partita. E’ questa la cosa che, al di là dei due punti presi, mi fa imbufalire: predico sempre coraggio non spavalderia!”.

E così detto, cortesemente salutando, Baldini si gira e a passo svelto s’infila dentro il tunnel degli spogliatoi.

Con estrema onestà Baldini riconosce i meriti dell’avversario e … i suoi demeriti, perché probabilmente anche lui, a fine primo tempo, al cospetto di un avversario che era sembrato implume come un pulcino bagnato, si era illuso che il più era fatto e che sarebbe bastato controllare la partita, anzi che pigiare ancora sull’acceleratore e fare il terzo e perché no, il quarto gol.

Per come lo conosco, a fine parita, dentro quello spogliatoio avranno tremato anche le pareti, non solo i sedici giocatori che erano entrati in campo e si erano macchiati d’… alto tradimento avendo barattato il coraggio con la spavalderia, se non addirittura con la superbia e /o la tracotanza.

Invero, il Messina era sembrato ben poca cosa, perfino remissivo davanti all’imperversare delle folate offensive del Palermo, che avrebbe potuto tranquillamente chiudere il primo tempo con un rotondo e irrimediabile 4/5-0. E invece il Messina, entrato in campo nella ripresa, a parte i tre cambi effettuati da Raciti, è sembrato subito un’altra squadra soprattutto nella rabbia con la quale I suoi giocatori lottavano su ogni palla. Sì, il mister giallorosso, ha cambiato perfino sistema di gioco, passando dai tre ai quattro dietro ma questo non basta a spiegare la metamorfosi della sua squadra, che ha invece cominciato ad attaccare con veemenza e, soprattutto,  a pressare in ogni zolla di campo il Palermo, soffocandone ogni tentativo di ripartenza. Baldini, se ne rendeva conto, sia pure solo dopo il primo gol del Messina e, come domenica sorsa contro il Monterosi, inseriva Felici e  Soleri per Floriano e Luperini. Solo che stavolta i cambi non producevano lo stesso effetto, perché il Palermo dopo il gol del 2-1 si era come piegato sulle ginocchia mentre il Messina si era ringalluzzito e aveva continuato a pigiare il piede sull’acceleratore. Tanto che, senza un paratone in uscita di piede di Pelagotti, il Palermo avrebbe preso pure il terzo gol.

La partita di ieri, bifronte come Giano, un tempo per uno ad esser protagonista e cavia, spiega una volta di più perché il calcio è lo sport più “amatodiato” al mondo: perché non puoi mai fidarti, perché la partita anche se dura “solo” novanta minuti e hai due gol di vantaggio (e pure tre e pure quattro) finisce solo al triplice fischio dell’arbitro. E, infine, perché solo nel calcio può succedere – anche una volta su cento. ma succede – che l’ultimo in classifica batta il primo. 

Benvenuto Caminiti

Palermo-Messina 2-2: 13′ Brunori, 41′ Valente-52′ Goncalves, 61′ Marginean

IL TABELLINO DI PALERMO MESSINA

PALERMO (4-2-3-1): Pelagotti; Buttaro, Lancini, Marconi (71′ Perrotta), Crivello (71′ Giron); Damiani, De Rose; Valente (71′ Fella), Luperini (62′ Soleri), Floriano (62′ Felici); Brunori. A disp.: Massolo, Accardi, Doda, Somma, Odjer, Dall’Oglio, Silipo. All. Baldini.

MESSINA (3-5-1-1): Lewandowski; Trasciani, Celic, Carillo; Angileri (46′ Fazzi), Rizzo (46′ Russo), Damian (46′ Piovaccari), Fofana, Goncalves (75′ Statella); Marginean (85′ Konate); Adorante. A disp.: Caruso, Fantoni, Rondinella, Camilleri, Giuffrida, Simonetti, Balde. All. Raciti.

ARBITRO: Pascarella di Nocera Inferiore (Somma-Nasti).

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