Saturday, October 1, 2022
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Referendum eutanasia. Pro Vita & Famiglia: «Consulta respinge il “populismo bioetico” dei Radicali. Non si può abrogare la tutela minima della vita umana»

«E’ stata sventata una deriva mortifera – aggiunge Jacopo Coghe, presidente del Comitato “No all’Eutanasia Legale” – ma incombono ancora spinte eutanasiche che ora il Parlamento è chiamato a scongiurare.


dalla Redazione Centrale del Quotidiano l’Italiano

ROMA La Corte Costituzionale ha respinto con forza il “populismo bioetico” dei Radicali, che hanno tentato di portare l’eutanasia in Italia con un referendum sull’omicidio del consenziente che avrebbe permesso a chiunque di uccidere amici e parenti al loro minimo gesto di consenso. Siamo grati alla Corte per il coraggio con cui non si è fatta intimidire da pressioni politiche e mediatiche di ogni genere», questo il commento di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.

«E’ stata sventata una deriva mortifera – aggiunge Jacopo Coghe, presidente del Comitato “No all’Eutanasia Legale” – ma incombono ancora spinte eutanasiche che ora il Parlamento è chiamato a scongiurare. La Corte ha indicato un livello minimo di tutela della vita umana fragile inviolabile e noi riteniamo che il progetto sul suicidio assistito violi quel livello minimo, andando oltre quanto la stessa Consulta ha deciso nel caso “Cappato”. Dalla Camera – conclude la nota – ci aspettiamo una risposta importante che investa sulle cure palliative e aiuti i sofferenti a vivere con dignità, e non a farsi ammazzare».

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