Monday, September 26, 2022
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Lega Pro. Il Palermo travolge la Vibonese: parlano i numeri

Un altro sabato di festa per i colori rosanero: il Palermo tenta di recuperare in casa il terreno perduto in trasferta ma finché non cambia marcia lontano dalle mura amiche i play off resteranno impervi come una via crucis.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – Per una volta mi concedo ai numeri, che non  sono mai stati il mio forte, ma lo faccio per dar subito l’idea di cosa è stata la partita del Palermo contro la Vibonese. Ma solo l’idea perché i numeri, anche se non mentono mai, spesso danno una visione distorta della  realtà. A leggerli, i numeri, nella loro gelida rappresentazione, sembrerebbe che il Palermo, tra gol, pali e traverse, abbia fatto un sol boccone dei rossoblù calabresi e invece ha dovuto penare per tutto il primo tempo, sia pure senza rischiare nulla.

In uno scenario desolato nel quale i vuoti – grandi gole spalancate –  si mangiavano quei quattromilacinquecento (ecco un altro numero ingannevole, perché quei pochi temerari sugli spalti hanno fatto comunque un tifo d’inferno e “parlato” con uno striscione più eloquente che mai: Chi ti ama, lotta ed è presente” ) il Palermo, dopo un primo tempo di fatica, è esploso nella ripresa, merito anche di mister Baldini e dei suoi cambi: Dall’Oglio per Damiani e Perrotta per Marconi.

Un Palermo più determinato, che con un palleggio fitto e verticale, s’è divorato la Vibonese, che si è afflosciata come un sacco vuoto subito dopo il gol di Valente, al 5′ minuto: fuga a cento all’ora sulla fascia sinistra del mancino Giron, che, raggiunta quasi la linea di fondo, crossa forte a pelo d’erba. Si avventa come un falco l’esterno ex Carrarese (immarcabile, il migliore in campo) che di piatto sbatte il pallone sotto la traversa dell’incolpevole Mengoni.

E lì è cominciata un’altra partita, in pratica un assolo travolgente del Palermo che, ad ogni incursione sfiorava il gol e colpiva altri due clamorosi legni: uno con Giron su punizione dal limite (sinistro ad arco che sbatteva sulla traversa, con Mengoni pietrificato) e l’altro con Brunori, che in piena area di rigore, riceveva un cross da sinistra e spalle alla porta si girava e scoccava il suo destro: traversa. Era la metà della ripresa e in campo c’erano solo i rosanero, scatenati in un tourbillon, che  non dava tregua ai ragazzi di Orlandi, che avrebbero voluto replicare in qualche modo ma non riuscivano nemmeno a varcare la linea della metà campo.

Così tra il 35’ e il 38’ della ripresa, quando in campo era entrato anche Soleri (al posto di Floriano), prima ha segnato Brunori (sedici reti, vicecapocannoniere del girone) un gol spettacolare, di quelli che in Lega Pro sono considerati diamanti rari: ripartenza dalla sua fascia di Valente con avversari seminati come birilli e cross al centro, dov’è appostato il predatore rosanero, che di esterno destro, come una carezza di… carta vetrata, infila nell’angolino opposto a quello dov’era piazzato Mengoni.

E tre minuti diopo, toccava al vulcanico Soleri, uno che subentra e segna (7 in stagione), uno che scompiglia col suo furore agonistico l’avversario e gli dà il colpo di grazia. Il suo gol è un’altra perla: in uno dei suoi innumerevoli recuperi del tuttocampista Luperini, l’azione di ribalta e catapulta il riccioluto n. 17 rosanero nella trequarti avversaria. Palla lunga nello spazio, dove si avventa Soleri, forse con troppa foga, tanto da giungere quasi sulla linea di fondo e vedere solo  di striscio la linea della porta difesa da Mengoni. Gli basta una finta e un destro a rientrare: sulla palla c’è anche Brunori che, quando vede che comunque è destinata a finire in fondo al sacco, quasi si ferma ed alza le braccia, come a dire: “Edoardo il gol è tuo!”.  

Un altro sabato di festa per i colori rosanero: il Palermo tenta di recuperare in casa il terreno perduto in trasferta ma finché non cambia marcia lontano dalle mura amiche i play off resteranno impervi come una via crucis.

Un’ultima nota voglio dedicarla a Massolo, 25 anni, che ieri ha esordito in campionato davanti al suo pubblico: un debutto che è andato liscio come l’olio, data l’inconsistenza offensiva della Vibonese. E, tuttavia, rassicurante per l’atteggiamento disinvolto del ragazzo sia sul profilo tecnico che caratteriale.   

E domenica al “Lombardi” il Palermo troverà un Avellino più determinato che mai: il cambio di allenatore gli ha giovato, e si vede non solo dai risultati ma anche dal livello del gioco, espresso con Gautieri. Dovesse il Palermo uscire indenne dalle forche caudine irpine , allora sì, la sua rincorsa verso i piani altissimi della classifica diventerebbe un vero inseguimento. E i play off non più una scala a chiocciola ma una scala verso il paradiso.  

Palermo-Vibonese 3-0: 51′ Valente, 81′ Brunori, 84′ Soleri

IL TABELLINO DI PALERMO VIBONESE

PALERMO (4-2-3-1): Massolo; Accardi (85′ Buttaro), Lancini, Marconi (46′ Perrotta), Giron; Damiani (46′ Dall’Oglio), De Rose (85′ Odjer); Valente, Luperini, Floriano (75′ Soleri); Brunori. A disp.: Pelagotti, Somma, Doda, Silipo, Felici. All. Baldini.

VIBONESE (4-4-2): Mengoni; Polidori, Risaliti, Suagher, Carosso (59′ La Ragione); Corsi (89′ Panati), Basso, Zibert (89′ Gelonese), Blaze (71′ Golfo); Spina, Curiale. A disp.: Marson, Alvaro, Cattaneo, Bellini, Grillo. All. Orlandi.

ARBITRO: Fontani di Siena (Salama-Lenza).

MARCATORI:  51′ Valente, 81′ Brunori, 84′ Soleri

NOTE:  ammoniti Polidori, Marconi, Curiale, Perrotta, Risaliti, Suagher, De Rose, Golfo. Spettatori circa 4.500.

Brunori, Giron, Perrotta

  

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