Sunday, August 14, 2022
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La democrazia allo specchio: non ci sono primi della classe

Forse perché non siamo i primi della classe, anche noi facciamo le guerre solo ed esclusivamente per interessi commerciali o di approvvigionamento di materie prime (dove c’è petrolio c’è guerra), anche noi abbiamo inventato scuse (vedi l’antrace in Iraq) per poter attaccare e distruggere paesi terzi.

By L'Italiano , in Rubriche , at 29/03/2022 Tag:, ,

L’opinione di Nicola Mongiardo

L’occidente ha la sindrome del primo della classe, un disturbo mentale che fa sì di credere di essere i migliori sotto ogni profilo: sociale, culturale, liberale, dei diritti umani; in pratica siamo convinti di aver messo in piedi un sistema che mette l’uomo al centro.

Sotto molti aspetti si sforza di esserlo e se paragonato al resto del mondo allora diventa l’unico barlume di speranza in una situazione di tragica sottomissione.

È vero, infatti, che le nostre società si poggiano su un sistema giuridico che considera essenziale e fondamentale la tutela dei diritti dell’uomo (ma a parole lo fanno anche le carte costituzionali dei paesi non democratici – leggete la costituzione russa).

È vero che dalle nostre parti abbiamo la concreta possibilità di esprimerci liberamente su ogni cosa, possiamo scegliere se credere o no in un Dio, abbiamo tanti partiti da scegliere quando andiamo a votare e l’elenco dei “privilegi” che abbiamo possono continuare riempendo un intero tomo enciclopedico.

Nel resto del mondo, quello non occidentale, la situazione non è ottimale, anzi è pessima, solo piccoli passi in avanti con una lentezza vergognosa, passi lenti che fanno rabbrividire e stancare anche i più pazienti. Un resto del mondo (cioè la torta intera, perché noi siamo solo una fetta e la più piccola di essa) che ci considera depravati, figli di satana, peccatori incalliti, corrotti, degni eredi di Sodoma e Gomorra. C’è il “blocco islamico” dove appunto il limite allo sviluppo umano è causato dalla centralità asfissiante della religione, in Cina a comandare è il comunismo intriso di filosofia antica (soprattutto il confucianesimo che è rigidamente gerarchico), in Russia è la cultura zarista-imperialista che di volta in volta cambia abito ma rimane sempre lo stesso leit-motive (sia il comunismo che il “putinismo”). La stessa India, la più grande democrazia del mondo è a livello di diritti umani molto indietro a causa della solita religione, questa volta l’induismo. All’infuori dell’occidente sono prossime allo zero le esperienze democratiche, milioni, di persone e secoli di storia senza neanche una piccola parentesi di democrazia e libertà.

Eppure un arabo o un russo o un cinese che ha la possibilità di far studiare suo figlio qui da noi lo fa senza pensarci due volte, queste persone sono in prima fila per accaparrarsi i nostri prodotti, il made in Italy praticamente viene venerato in molti luoghi non occidentali…eppure ci odiano, perché? Per un mix di invidia e gelosia frutto della loro manifesta incapacità storica di attuare coraggiosi sforzi per (almeno) avvicinarsi un po’ alla democrazia? Oppure c’è dell’altro?

Forse perché non siamo i primi della classe, anche noi facciamo le guerre solo ed esclusivamente per interessi commerciali o di approvvigionamento di materie prime (dove c’è petrolio c’è guerra), anche noi abbiamo inventato scuse (vedi l’antrace in Iraq) per poter attaccare e distruggere paesi terzi.

Anche noi, mentre bombardavamo per puro scopo economico-finanziario i nostri mass media ci riempivano gli occhi con immagini di terribili dittatori che giustamente andavamo a detronizzare, dittatori e dittatorelli il più delle volte messi lì a nostro piacimento, basta rileggere la storia dell’Africa e del Sud America, cartine geopolitiche ripetutamente cambiate a piacimento da americani, francesi e inglesi per la maggiore.

Anche noi abbiamo commesso crimini di guerra (impuniti), abbiamo usato armi chimiche (Falluja), bombardato ospedali, abbiamo ucciso donne, bambini, anziani, civili inermi che prima che arrivassimo a casa loro adoravano il loro Dio e il loro tiranno di turno. Anche noi abbiamo visto sulle nostre televisioni e letto sui nostri giornali che eravamo nel giusto, che la democrazia sotto attacco ha l’obbligo morale di difendersi e chi diceva e dice il contrario era ed è tacciato di anti-occidentalismo. Anche da noi esiste la censura, quello che si può dire e quello che bisogna tacere, tagliano corsi universitari su personaggi ritenuti scomodi perché russi (può essere scomodo Dostoevskij?), mandano in onda video non corrispondenti al vero e costruiti cinematograficamente, ci inondano di fake-news ufficiali che diventano verità incontrastabili e quelle non riconosciute come tali sono menzogne da bar.  Tutto ciò non è deciso da un despota e dai suoi oligarchi, ma da una regia molto più raffinata e nascosta dietro l’egida della democrazia.

Eppure.

Alla fine dei conti anche noi siamo come loro, con la stessa cattiveria e crudeltà, esportatori di morte e ingiustizia venduta come democrazia e libertà, perché il mondo è mosso da interessi prettamente economici e finanziari e tutto il resto è un qualcosa a esso riconducibile e subordinato, compresa la democrazia stessa. Solo dalle nostre parti siamo convinti di essere padroni di noi stessi e delle nostre vite, sappiate però che credere in un Dio o meno oppure votare un partito piuttosto che un altro non ci rende diversi e migliori (specie se quei partiti alla fine perseguono gli stessi interessi). Siamo mossi a livello di individuo e di massa esclusivamente da una volontà di potenza avvelenata dal Dio denaro che si materializza nei nostri concreti bisogni (energia, carburante per le belle macchine, materie prime per i nostri vestiti alla moda, ecc.).

Non vogliamo e non possiamo condividere il nostro benessere con gli altri perché se io devo dividere qualcosa, dopo avrò meno e quella sottrazione mi rende meno ricco di prima, quindi siamo egoisti per natura, accettiamo che ci siano operai schiavi in Cina, Filippine o nel paese di turno che si offre per produrre i nostri favolosi gadget democratici sognando (loro) di divenire, un giorno, ricchi come noi. Loro ci odiano e noi li ignoriamo, se un occidentale guardasse in faccia un arabo o un cinese si renderebbe conto che si sta “osservando” allo specchio: entrambi vanitosi, narcisisti, frivoli, superficiali, materialisti, egocentrici, solo che noi siamo dalla parte giusta dello specchio.

Letture consigliate: l’idiota di Fëdor Dostoevskij.  Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.

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