Thursday, June 30, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Giuseppe Alviti nuovo segretario generale della Federazione Nazionale Lavoratori

L’uomo delle battaglie identitarie, degli scioperi di testimonianza e delle eroiche sconfitte. Tanta politica e sindacato di qualità. Ma il suo progetto di Coalizione sociale, nel quale avrebbe voluto mischiare l’associazionismo, i precari con gli ambientalisti, il lavoro autonomo con quello dipendente, è rimasto nella culla.


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

NAPOLI – La FNL Federazione nazionale Lavoratori ha un leader. Eppure Giuseppe Alviti  non era predestinato alla guida del sindacato rappresentativo di tutte le categorie dei lavoratori.

Aveva il physique du rôle per fare altro: l’eterno oppositore, il ribelle, il massimalista, il movimentista, l’estremista, l’operaista, “l’arringapopolo” corteggiato dai radical chic. Era l’anti-Padrone. 

L’uomo delle battaglie identitarie, degli scioperi di testimonianza e delle eroiche sconfitte. Tanta politica  e sindacato di qualità. Ma il suo progetto di Coalizione sociale, nel quale avrebbe voluto mischiare  l’associazionismo, i precari con gli ambientalisti, il lavoro autonomo con quello dipendente, è rimasto nella culla.

L’idea di rompere gli steccati all’insegna della civile partecipazione democratica fuori dai partiti e, in qualche modo, anche dai sindacati, si è rivelato velleitarismo puro. Che però gli ha permesso di modificare rapidamente rotta e di puntare, da una posizione di minoranza, alla scalata della Federazione nazionale Lavoratori il grande sindacato socialpopolare Un sindacato sì in declino di rappresentatività, imbottito di iscritti-pensionati che parlano del passato più che del futuro, accerchiato dalla profonda frantumazione del lavoro e dalla globalizzazione dei processi di produzione, ma pur sempre folta organizzazione sociale del Paese .

Ora spetta all’ eterno ribelle Giuseppe Alviti  fare quel che aveva sempre detto: cambiare il sindacato, come ha saputo cambiare se stesso. Rompere l’asfissiante potere delle nomenklature interne, rinnovare le logiche per la selezione dei gruppi dirigenti, riportare in basso la militanza sindacale, contrastare il conservatorismo endemico che è anche della sua organizzazione, accettare la sfida delle nuove tecnologie che bruciano il lavoro ma che nello stesso tempo creano inedite opportunità.

Giuseppe Alviti neo segretario

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