Tuesday, August 16, 2022
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Caso Pittelli. Il Comitato “Prò Libertà” spiega perché l’ex senatore è innocente

“La difesa in questi mesi, ha pazientemente ricostruito (una per una) tutte le fonti delle informazioni trasmesse da Giancarlo ai suoi assistiti e per TUTTE ha trovato riscontri oggettivi in precedenti articoli di stampa e verbali depositati in altri processi.
CONCLUSIONE: Pittelli non conosceva atti segretati, non ha mai trasmesso contenuti segretati, quindi non ha mai commesso nulla di illecito.
I suoi rapporti con gli affiliati alla cosca sono sempre stati quelli di un avvocato difensore con i suoi clienti”


dalla Redazione Romana del Quotidiano l’Italiano

ROMA – Il Comitato che da mesi si batte per la raccolta delle firme perché sia concessa la libertà all’avv. ed ex senatore Giancarlo Pittelli non ha dubbi e spera sempre che ci sia ancora un “giudice a Berlino“.

L’esame meticoloso operato dal collegio difensivo capitanato dall’avv. Stajano in riferimento alle intercettazioni che secondo l’accusa “comproverebbero il reato di concorso esterno in associazione mafiosa” per Pittelli è di una rivelazione talmente precisa da far apparire scultorea la futura assoluzione per l’ex parlamentare. Stajano e i suoi colleghi hanno verificato una per una tutte le intercettazioni; incrociando i dati con quelli pubblicati sui giornali sono arrivati a dimostrare come i dialoghi tra Pittelli e i clienti altro non fossero che scambi di notizie lette sui quotidiani o trasmessi da altre fonti di pubblica informazione. Sostanzialmente discorsi come quelli che si possono intrattenere sorbendo un caffè in un bar… e non certo trasmissioni di “informazioni coperte da segreti istruttori“. Per dirla in termini poveri: “chiacchiere e pinzillacchere” che chiunque (leggendo o ascoltando) avrebbe potuto riferire.

il dott. Enrico Seta a sinistra a Largo di Torre Argentina a Roma con una volontaria impegnati nella raccolta di firme “Prò libertà per Pittelli”

Ne è convinto il coordinatore del Comitato Per la Raccolta delle Firme “pro Pittelli”, il dott. Enrico Seta che allo scopo di informare gli amici che sostengono la totale estraneità ai fatti addebitati, ha sintetizzato le 42 cartelle delle tesi difensive.

Per essere ancora più sintetici posso affermare che: ci sono tante intercettazioni (nel corso del 2016) in cui Giancarlo Pittelli parla con i suoi assistiti di quello che (nel 2016) stava dicendo il pentito Mantella negli interrogatori.

La DDA, di fronte a questo materiale, ha creduto che le informazioni trasmesse da Pittelli fossero quelle segretate – spiega il dottor Seta – (questo, certamente costituisce un illecito) e pertanto ordinò l’arresto di Giancarlo Pittelli nel dicembre 2019.

Anche la Cassazione, nel 2020 ha creduto a questa versione e ha definito il comportamento quale “concorso esterno” in associazione mafiosa. Sennonché, la difesa in questi mesi, ha pazientemente ricostruito (una per una) tutte le fonti delle informazioni trasmesse da Giancarlo ai suoi assistiti e per TUTTE ha trovato riscontri oggettivi in precedenti articoli di stampa e verbali depositati in altri processi.
CONCLUSIONE: Pittelli non conosceva atti segretati, non ha mai trasmesso contenuti segretati, quindi non ha mai commesso nulla di illecito.
I suoi rapporti con gli affiliati alla cosca sono sempre stati quelli di un avvocato difensore con i suoi clienti.
Se il tribunale prenderà atto di questi nuovi dati, –
conclude il dott. Enrico Seta – saremmo davanti ad una SVOLTA decisiva del processo. Se non li riconoscesse ancora come decisivi, l’istanza di questi giorni viene comunque a introdurre nel processo un elemento documentale IMPRESCINDIBILE, che nessuno potrà rimuovere e che costringerà anche l’accusa a modificare la propria strategia.

Nel frattempo il collegio difensivo di Giancarlo Pittelli ha inoltrato ricorso presso la Cassazione per evitare che l’avvocato debba ritornare in cella come richiesto dal pool gestore del processo “Rinascita Scott“.

Nell’aula bunker di Lamezia Terme, dove se non fosse per questo “Imputato eccellente” con ogni probabilità – (visto lo scarso interesse che genera sotto il profilo dell’interesse del pubblico) – i riflettori dei media non avrebbero più necessità di illuminare il più pur piccolo spazio, alla vicenda processuale, i duelli tra accusa e difesa si sono susseguiti senza esclusione di colpi con toni drammatici. Dimostrando l’insussistenza di conoscenze dirette dei presunti dati segreti che Pittelli (secondo i responsabili delle indagini) avrebbe rivelato ai suoi assistiti, il castello accusatorio che poggia sulle intercettazioni, non avrebbe più alcuna ragione di esistere come prove e secondo l’avv. Stajano, il “processo a carico di Giancarlo Pittelli” dovrebbe essere considerato concluso e chiuso con la sua scagionatura!

Il Palazzo della Cassazione a Roma dove di discuterà il caso Pittelli

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