Tuesday, August 16, 2022
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Le ronde “pro Gratteri” si danno appuntamento in piazza a Catanzaro anche se non si comprende bene contro chi

Nella nota con cui questi cittadini “amanti della giustizia” (ma ignoranti – participio presente del verbo ignorare – della Costituzione) hanno presentato la loro iniziativa si legge: “Falcone fu ucciso quel 23 maggio del 1982 ma iniziò a morire molto prima con la votazione del Csm che bocciò la sua nomina”. Il paragone dovrebbe indurre qualcuno – come amava scrivere Camilleri – a grattarsi i cabasisi


dalla Redazione Catanzarese del Quotidiano l’Italiano

CATANZARO – Non è la prima volta che qualcuno tenta di cavalcare l’onda pro Gratteri per finalità che nulla hanno a che vedere con il rapporto democratico tra chi ha funzioni inquirenti in Magistratura e chi invece si trova, a torto o a ragione ad essere inquisito o indagato.

Già in passato nel dicembre 2019, a Catanzaro con la presenza di qualche centinaio di manifestanti si svolse qualcosa di similare; “organizzata da un gruppo di sostenitori dell’opera antimafia della Procura – ricorda il giornalista Pino Aprile “e fummo in meno di mezza dozzina di persone a promuoverla, con la partecipazione di attivisti di vari movimenti e associazioni, ma senza esporre simboli, insegne, per non dare alcuna connotazione politica all’iniziativa”.

Per l’occasione del 13 maggio gli organizzatori hanno attivato persino il “marchio” Scortacivica che è il nome che si sono date le nuove “ronde” pro-Gratteri che scenderanno in piazza nel capoluogo con tutta probabilità davanti il piazzale che delimita il Palazzo tribunalizio.

Nella nota con cui questi cittadini “amanti della giustizia” (ma ignoranti – participio presente del verbo ignorare – della Costituzione) hanno presentato la loro iniziativa si legge: “Falcone fu ucciso quel 23 maggio del 1982 ma iniziò a morire molto prima con la votazione del Csm che bocciò la sua nomina”.

A parte il solito paragone con Falcone che vediamo ricorrere tanto spesso da assomigliare sempre di più a un brand pubblicitario (se non elettorale), quello che colpisce è la rozzezza di una iniziativa assunta da cittadini che necessiterebbero di un corso di base di educazione civica. Il paragone dovrebbe indurre qualcuno – come amava scrivere Camilleri – a grattarsi i cabasisi…
Purtroppo nulla sanno – questi sfortunati – del principio della separazione dei poteri, cioè dell’origine stessa dei regimi democratici e liberali nei quali (inconsapevolmente) vivono.

Nulla sanno della differenza (di funzioni, di cursus, di diritti e di doveri, di attitudine personale e di linguaggio) che deve sempre esserci tra un magistrato e un politico che chiede il consenso e mobilita le piazze.

Nulla capiscono, costoro, della pericolosità di iniziative che tendono a dividere i sostenitori di Gratteri dagli “altri” e a confondere la amministrazione della giustizia con prese di posizione politiche e movimenti d’opinione, degradando con ciò proprio la giustizia che dicono di voler difendere.
Fa anche sorridere il modo ingenuo e sproporzionato con cui questi fans si scaldano per quella che tutto sommato è solo una mancata progressione in carriera (non certo dovuta) di un funzionario pubblico che non sta subendo alcuna persecuzione e risulta godere della piena stima di tanti suoi colleghi e anche dell’autorità politica.
Il dott. Gratteri, che invece è persona colta e conosce bene sia la Costituzione italiana, sia la profonda meditazione di Montesquieu (che ne è uno dei fondamenti) farebbe bene a dissociarsi pubblicamente da queste iniziative e a pregare i suoi fans di rimanere a casa venerdì 13, magari per leggere un bignamino di diritto costituzionale.

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