Thursday, June 30, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Sanità, la Ugl a difesa dei medici specializzandi. Giuliano: “Non sono animali da soma”.

“Il grido d’allarme che arriva dagli ospedali fotografa una situazione drammatica. Entro il 2024 sono previsti, per pensionamenti e abbandoni volontari, 40.000 medici in meno. Se il Ministro Speranza, la politica e le istituzioni credono che la traballante sanità italiana possa reggersi solo sull’opera meritoria di questi giovani professionisti sbagliano di grosso. Facessero un giro, senza farsi annunciare per avere la ribalta delle televisioni, negli ospedali. Troverebbero medici ai primi anni di specializzazione a cui viene delegata la responsabilità di visite, di diagnosi, di compiti non consoni in sala operatoria, di assegnazioni di terapie


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – “La sanità italiana precipita sempre più verso il fondo, tra annunci e promesse non mantenute. I pazienti sono vittime di un sistema che non garantisce più assistenza adeguata e non certo per colpa di chi è in prima linea troppo spesso vessato, svilito, privato delle armi per prestare la propria opera. Nella enorme schiera di professionisti umiliati ci sono anche i medici specializzandi. Invece di essere formati adeguatamente sono ormai trattati come animali da soma, caricati di compiti spesso impropri e sottoposti a turni massacranti spesso non in linea con le loro competenze”. E’ questo quanto denuncia il Segretario della Ugl Salute Gianluca Giuliano che poi riprende spedito: “Il grido d’allarme che arriva dagli ospedali – prosegue il sindacalista – fotografa una situazione drammatica. Entro il 2024 sono previsti, per pensionamenti e abbandoni volontari, 40.000 medici in meno. Se il Ministro Speranza, la politica e le istituzioni credono che la traballante sanità italiana possa reggersi solo sull’opera meritoria di questi giovani professionisti sbagliano di grosso. Facessero un giro, senza farsi annunciare per avere la ribalta delle televisioni, negli ospedali. Troverebbero medici ai primi anni di specializzazione a cui viene delegata la responsabilità di visite, di diagnosi, di compiti non consoni in sala operatoria, di assegnazioni di terapie. Sfruttati e messi professionalmente a rischio, in tanti abbandonano le borse di studio. Così in un momento dove il collasso dei Pronto Soccorso, con pazienti accalcati in stanze simili ad un girone dantesco se non parcheggiati all’esterno sulle ambulanze in attesa di essere visitati, è certificato quotidianamente, la schiera dei medici ospedalieri del domani viene allontanata dalla professione acuendo una crisi profonda. C’è bisogno di un cambio di rotta repentino, coraggioso. Non basta aumentare, per gli specializzandi, il numero delle borse di studio. Serve garantire loro un percorso formativo di alto livello, che rispetti i tempi della loro crescita professionale all’interno di strutture dove imparare e curare siano la base per costruire la nuova schiera dei futuri professionisti” conclude Giuliano.

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