Saturday, October 1, 2022
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Stefano Piccirillo: «Il mio più grande desiderio è quello di continuare a sognare…»

È da poco uscito in tutte le librerie il suo ultimo romanzo “Una volta ancora. L’originale”, lui è conosciuto al grande pubblico come un celebre speaker, ma di recente è approdato anche all’insegnamento ed alla scrittura creativa con esiti del tutto ragguardevoli, stiamo parlando di una delle voci più familiari del network “Radio Kiss Kiss”, che accompagna il nostro quotidiano ma anche di una delle più conosciute in assoluto nel panorama radiofonico nostrano, ci riferiamo a Stefano Piccirillo. L’intervista.


di Clelia Moscariello per il Quotidiano l’Italiano

L’Angolo di Clelia

È da poco uscito in tutte le librerie il suo ultimo romanzo “Una volta ancora. L’originale”, lui è conosciuto al grande pubblico come un celebre speaker, ma di recente è approdato anche all’insegnamento ed alla scrittura creativa con esiti del tutto ragguardevoli, stiamo parlando di una delle voci più familiari del network Radio Kiss Kiss, che accompagna il nostro quotidiano ma anche di una delle più conosciute in assoluto nel panorama radiofonico nostrano, ci riferiamo a Stefano Piccirillo, che di voglia di crescere ne ha ancora tanta, stando a ciò che ci ha raccontato di sé, nonostante i successi, nonostante la popolarità, nonostante i traguardi raggiunti in più ambiti.

Stefano Piccirillo

Ecco cosa ha rivelato alle pagine del nostro quotidiano per la mia rubrica settimanale (L’Angolo di Clelia) Stefano Piccirillo. A voi l’intervista:

Ciao Stefano, sei un famosissimo conduttore radiofonico oltre che un docente affermato e da qualche tempo sei anche approdato alla scrittura creativa. Come ti percepisci però a livello interiore te stesso principalmente?

«Sono Stefano, dentro e fuori. Esprimo la mia persona in ogni spazio, personale e lavorativo. Mi percepisco sincero, diretto, istintivo, con la voglia di vivere la vita e di coinvolgere chi mi sta accanto e chi mi ascolta. Non credo molto a chi vive a seconda del ruolo che occupa in quel momento, perché in ogni essere umano c’è una personalità, una naturalezza e una propria identità. Queste caratteristiche se abbinate al talento e alla capacità di esprimersi rappresentano un unicum. Mi percepisco anche in modo critico, sono il primo censore di me stesso e desidero da me sempre il meglio». 

2) Quale è il linguaggio che preferisci o meglio quello in cui ti ci ritrovi maggiormente e che senti più affine alle tue corde e quale aspetto preferisci di ciascun ambito?

«Cerco di esprimere un solo linguaggio, attraverso la mia voce, il mio modo di parlare, condurre alla radio e, come naturale conseguenza dopo tante esperienze, scrivere e insegnare quale docente di comunicazione.

Non esistono diversi Stefano, ma la stessa persona che puo’, a seconda dei gusti del pubblico, riconoscerne comunque l’identità. Proprio questa mattina, prima di rispondere alle tue domande, una persona in un ufficio mi ha detto: “Non importa quante volte ti ascolto ma la tua voce è inconfondibile”.  Mi approccio, negli ambiti di mia competenza, con entusiasmo e amore e spero che ogni volta questo mio sentimento passi al prossimo». 

3) I tuoi ultimi libri si portano dietro la tua vasta esperienza di speaker giocando ad abbinare come in una colonna sonora la musica delle canzoni alle esperienze amorose dei protagonisti delle narrazioni di entrambi i tuoi libri. Cos’altro ti porti dietro della tua esperienza di conduttore radiofonico in entrambi gli ultimi tuoi due testi correlati tra loro (“Una volta, ancora una volta” e “Una volta ancora. L’originale”?

«Una mia ascoltatrice mi ha definito come “il radio-scrittore”, questo termine è la risposta alla tua domanda. Vivo di musica da quando sono nato, prima per passione e poi per lavoro e passione. Ogni situazione di vita, ha una colonna sonora, un disco, un album, un brano che ci riporta quella scena da noi stessi vissuta. Chiaro è che ci sono canzoni e situazioni di vita più importanti di altre ed è per questo motivo che ho scelto di dare al lettore una vera colonna sonora scritta. Quando leggi “Una volta ancora, l’originale” e sei dentro la storia perché riconosci nei protagonisti un evento a te vicino, beh…in quell’esatto momento ho inserito il testo di una canzone per farti vivere l’emozione più completa, immersa nella lettura e nell’ascolto. 

Della mia esperienza radio mi porto moltissimo perché il mio modo di scrivere è come ascoltarmi quando sono in onda, non ci sono passaggi o cambiamenti formali e non mi metto a fare lo “scrittore” ma esprimo attraverso la scrittura me stesso. Porto i miei ascoltatori, i miei amici, i colleghi, le persone che mi raccontano le loro emozioni quando mi ascoltano e che possono tenere con se qualcosa da toccare e sfogliare oltre che ascoltare.» 

4) Anche per te la musica è stata una colonna sonora nelle tue vicende personali oltre che un pilastro della tua vita professionale?

«Assolutamente, non a caso il titolo del mio ultimo romanzo richiama una canzone che è entrata nella mia vita in modo dirompente e pur essendo un tormentone pop rappresenta per me una canzone d’amore e l’amore più grande che io abbia mai provato per una persona. C’ è sempre una canzone che sa tutti i fatti nostri…»

5) Parlaci del tuo ultimo libro: “Una volta ancora. L’originale” …Quale è il tratto distintivo che lo rende assolutamente imperdibile secondo te?

«Stefano riceve una lettera da una persona che entrerà nella sua vita su Messenger, da quella lettura nasce una storia non digitale ma autentica e reale. Il tratto distintivo del mio ultimo libro è il modo di vivere l’amore da parte dei due protagonisti, la paura da una parte nel fidarsi e al tempo stesso un sentimento assoluto che fa vibrare dentro uno dei protagonisti tanto da spingerlo a cambiare completamente per l’altra persona, ma occorre avere coraggio e tanto amore. La solitudine dei due, in alcuni momenti della storia, ci fa capire quanto si sentano e si avvertano anche a distanza, ma si verificano anche numerosi imprevisti e contemporaneamente si assiste ad un’altalena emotiva che probabilmente condurrà il lettore a non riuscire a staccarsi dal romanzo una volta iniziato». 

6) Molti tuoi libri parlano di amore. Quanto conta questo sentimento e quanto è pesato finora nella tua vita Stefano?

«L’amore è la vita. L’amore per una persona, per il proprio lavoro, per la propria famiglia, per i propri amici, per i propri silenzi. Qualche volta ha pesato l’amore, come dici tu…

Il dolore della fine di una storia passa con il tempo, poi c’è “la storia” e il dolore con il tempo diventa gestibile, non passa, devi accettare il fatto che è lì con te, eppure la vita ti permette di avere la possibilità di vivere ben ugualmente, perché essa è più forte di noi e le persone, gli amici, il lavoro e tutto ciò che avviene dopo diventano allo stesso modo parte di te. L’amore della tua vita è come un pezzo di un “puzzle”, sta lì, nessuno te lo tocca, puoi coccolare il ricordo quando vuoi, mentre fai altre cose perché secondo me nessuna cosa o persona è unica e non in grado di sostituirne altre»

7) Quanto ti consideri cresciuto come scrittore dal tuo primo libro “La mia guarigione“?

«La crescita come “radio-scrittore” non sta a me definirla, posso però dirti che le case editrici, bontà loro, hanno moltiplicato il loro interesse per ciò che esprimo e ringrazio, quindi, queste ultime, ancora una volta, per gli attestati di stima e per la voglia di fare un libro insieme a me. “Una volta ancora, l’originale” è stato pubblicato da Guida Editori, una delle più importanti case editrici italiane, che, proprio negli ultimi tempi ha festeggiato 100 anni di storia a loro e naturalmente anche a tutta “Radio Kiss Kiss” va il mio grazie.»

8) I tuoi prossimi progetti? 

«Ogni mattina mi sveglio con il progetto di alimentare e migliorare ciò che ho fatto il giorno prima, la radio, la docenza, la scrittura, l’utilizzo della mia voce e delle mie capacità al servizio di chi crede in me». 

9) Cosa vuol fare Stefano Piccirillo “da grande”?

«Professionalmente sono entrato nel mondo dei “grandi” a soli 17 anni, in punta di piedi e ancora oggi imparo da tutti indipendentemente dall’età, grazie alla stima che si nutre reciprocamente. 

Non desidero essere grande ma lavorare ogni giorno per migliorarmi come persona e come professionista». 

10) Rivela ai nostri lettori un desiderio professionale e un tuo sogno personale ancora da realizzare…

«Desidero dare sempre il massimo, lavorare e divertirmi.

Per quanto riguarda invece il mio sogno personale non me ne volere ma se te lo dico poi corro il rischio che esso non si avveri. Dai te lo dico: continuare a sognare…»

Clelia Moscariello

Stefano Piccirillo

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