Thursday, June 30, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


L’insostenibile leggerezza dell’essere Gino e Matteo

Aggiornamenti sui due rampolli della politica italiana Gino e Matteo che si stanno cimentando con la nobile arte della diplomazia e della geopolitica e che stanno ottenendo dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti…purtroppo.


di Nicola Mongiardo per il Quotidiano l’Italiano

È passata una settimana e nel frattempo il giovane Gino di Maio consapevole (almeno lui) della figuraccia fatta in mondovisione grazie al suo “geniale” piano di pace per l’Ucraina se ne sta tranquillo in un cantuccio del Ministero degli Esteri in attesa di migliorare il suo esilarante piano. Questa volta, prima di mettere di nuovo mano sul suo strategico disegno di pace già degno di finire così com’è negli annali di geopolitica, fonti attendibili sostengono che Gino si sia “buttato a capofitto” in uno “studio matto e disperatissimo”.

Non credo che studierà per sette lunghissimi anni come Giacomo Leopardi, probabilmente i neuroni di Gino smetteranno di apprendere in un arco di tempo quantificabile in ore, la speranza è che imparerà qualche nozione di storia e geografia. Il minimo indispensabile per poter “leggere” l’attuale situazione tra Russia e Ucraina, non gli chiederemo dove si trovino con esattezza monti, fiumi o laghi, basterà una infarinatura generale almeno per la geografia (consiglio a Gino di usare Google maps). Non pretenderemo che Gino conosca a fondo il Rus di Kiev o la donazione della Crimea da parte Sovietica all’Ucraina e non faremo neanche domande sulla differenza tra un missile con testata a idrogeno e un missile convenzionale. Non confonderemo la testa di Gino con elementi chimici quali appunto l’idrogeno oppure termini come “gittata”, “traiettoria”, tutte cose che necessitano numeri e calcoli…cose che potrebbero mandare in tilt i suoi preziosi neuroni. Bravo Gino, stai tranquillo e continua a studiare, magari un giorno passerai “l’esame Lavrov”. Discorso diverso per l’altro fenomeno della scenetta politica italiana: Matteo Salvini. Lui no, lui non tace, cerca la telecamera come un tossico in astinenza, sempre fotogenico come un divo Hollywoodiano, sprizza dal suo volto un’aura magica e fatata che sembra uscito dalla trilogia del Signore degli anelli, per intenderci il personaggio vestito di bianco, ma stiamo ancora cercando di scoprire quali siano i suoi poteri. La barba (che sta crescendo su consiglio di Kirill) gli dona e lo fa sembrare un monaco del Monte Athos perché lui è il santo della politica italiana, il protettore (o magnaccia) dei valori etici e morali della nostra cara penisola. È un uomo nuovo, completamente diverso dal precedente, è il Matteo Salvini 2.0, per intenderci quello che fa colazione con Carola Rackete parlando di nuovi immigrati da accogliere a braccia aperte. I più informati dicono che addirittura tra Carola e Matteo ci sia anche del tenero, ma il nostro nuovo Matteo desiste dalla tentazione della carne…la santità ha un prezzo da pagare. Dalle felpe inneggianti le forze dell’ordine o la fortunata regione o città di turno, ora le sue felpe strizzano l’occhio alle associazioni LGBT sempre con il benestare dell’amico dalle ampie vedute progressiste Kirill. Matteo non nomina più il termine pace perché è lui stesso la pace, lui ci dà la sua pace partecipando alla vita in comune, è la colomba bianca che aspettavamo da tempo immemore, forse un giorno non molto lontano Matteo si farà Verbo e allora il mondo sarà un’oasi di fratellanza e tolleranza dove anche Putin rispetterà i confini e l’integrità territoriale delle altre nazioni. Il prossimo evento dove poter ammirare il casto leghista è domenica all’angelus da una finestra non specificata del Vaticano. Rosicano, è il caso di dirlo, l’avvocato del popolo italiano Giuseppe Conte e il manager di centro sinistra che guarda a destra e a manca Matteo Renzi, strano che abbiano un ruolo secondario perché anche loro hanno un certo debole per regimi e dittature, forza Giuseppe e Matteo, ci aspettiamo qualcosa anche da parte vostra. In realtà Giuseppe Conte si sta battendo affinché l’Italia non invii armi all’Ucraina, non ti preoccupare Giuseppì, stai tranquillo che fino ad ora abbiamo mandato agli ucraini pezzi di artiglieria vecchi di cinquant’anni, per il resto, cioè per le armi serie ci pensano americani e britannici. Un consiglio a Conte e Renzi: se state cercando ispirazione recatevi in piazza San Pietro domenica prossima intorno alle 12:00, avrete la possibilità di ascoltare l’uomo nuovo e illuminato (o fulminato) di nome Matteo Salvini.

Nicola Mongiardo

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