Tuesday, September 27, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Antonio Leo (TNI Italia): “TheFork mina il principio della concorrenza leale. Stiamo lavorando ad un ricorso all’Antitrust. No a commissioni esorbitanti e sconti obbligatori che generano una corsa al ribasso, a scapito della qualità”

Il sindacato lancia un sondaggio a livello nazionale rivolto ai ristoratori che usano la piattaforma


di Nicola Colao per il Quotidiano l’Italiano

FIRENZE – Un ricorso all’Antitrust contro il colosso TheFork, l’app di Tripadvisor che consente di prenotare un ristorante approfittando di sconti fino al 50%, la cui strategia di marketing va a minare il principio di concorrenza leale tra  ristoratori. A questo sta lavorando con un pool di avvocati TNI Italia, il sindacato che rappresenta le imprese del settore ricettivo e della ristorazione,  che, su sollecitazione del ristoratore milanese Marco Chiumenti, ha lanciato a livello nazionale un sondaggio. “Raccontaci la tua esperienza ed esprimi la tua opinione su TheFork”, è l’invito di TNI Italia ai ristoratori che utilizzano la piattaforma e che possono dare il loro contributo alla causa rispondendo alle domande a questo link https://bit.ly/3nCkhwV.

Riceviamo tantissime proteste dai ristoratori, obbligati a fare sconti per essere visibili su TheFork. Riteniamo che ciò vada a minare il principio di concorrenza leale tra i ristoratori e possa costituire motivo di esposto all’autorità garante, oltre che rappresentare una corsa al ribasso che va a scapito della qualità”, commenta Antonio Leo, ristoratore aretino e referente di TNI Italia. “Molti ristoranti  sono usciti dalla piattaforma, anche perché di frequente i clienti che prenotano tramite TheFork, potendo fissare il tavolo in più locali contemporaneamente, non si presentano, a totale totale danno del ristoratore a cui viene a mancare l’incasso”, prosegue Leo.

Il sindacato ha già fatto due scioperi contro le multinazionali del settore food, una battaglia che però non si è esaurita.

“TheFork, controllata da Tripadvisor, è una multinazionale che non ha sede legale in Italia e che perciò non ha la stessa imposizione fiscale delle pmi italiane, tra cui – sottolinea il referente di TNI Italia – gli stessi ristoranti che sono in sofferenza ancora di più oggi, con i rincari energetici e i rialzi delle materie prime”. “Per questo – conclude – stiamo valutando, con la collaborazione degli stessi colleghi e insieme ai legali, di un ricorso all’autorità garante della concorrenza”.

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