Tuesday, August 16, 2022
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Primo Convegno Nazionale “Autonomi e Partite Iva”

l Movimento è nato per volere del Sen. Eugenio Filograna che 2 anni e mezzo fa ha deciso di fondarlo per poter essere di sostegno alle tante Partite Iva italiane che in particolare e a seguito del Covid si sono viste costrette a chiudere le proprie attività e a licenziare i propri dipendenti.


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

MILANO – Si è svolto Venerdì 15 luglio 2022, in una location particolarmente accogliente il primo Convegno Nazionale del Movimento Culturale e Politico “Autonomi e Partite Iva”.

Il Movimento è nato per volere del Sen. Eugenio Filograna che 2 anni e mezzo fa ha deciso di fondarlo per poter essere di sostegno alle tante Partite Iva italiane che in particolare e a seguito del Covid si sono viste costrette a chiudere le proprie attività e a licenziare i propri dipendenti.

Inoltre in 1 anno molti proprietari di medie e piccole imprese si sono tolti la vita dalla disperazione per l’accumulo di tasse di affitti esorbitanti e in totale assenza di aiuti da parte dello Stato e hanno necessariamente dovuto cessare la propria la propria attività in maniera inesorabile per i costi spropositati di tasse affitti e quant’altro.

Il simbolo del movimento

Il Sen. Eugenio Filograna aprirà e chiuderà il Convegno e chiederà ai presenti alcuni secondi di silenzio in onore di chi ha fatto “il gesto estremo” non ultimo oggi un avvocato di 49 anni del Tribunale di Milano per i seguenti motivi che il Sen. Filograna ha così commentato:  

“Un uomo di 49 anni oggi si è suicidato. Faceva l’avvocato ed ha scelto di porre fine alla propria vita gettandosi dal sesto piano del Tribunale Milanese, la sede della giustizia… In quello stesso luogo era stata decisa la sua sospensione dall’albo, come punizione per non aver pagato le quote di iscrizione all’ordine. In quello stesso luogo quest’uomo era stato condannato per aver esercitato la professione nonostante la sospensione. Oggi, un avvocato sospeso dall’Ordine per aver omesso il pagamento delle quote associative, è morto suicida. Un biglietto trovatogli in tasca racconta la sua tragedia economica e familiare. Oggi, nessuna istituzione forense ha detto una sola parola.

Oggi, quelle istituzioni che parlano di toga nel cuore, di dignità della professione, di amore per la giustizia, che dispensano festini preelettorali in lussuose location, che salutano l’estate festeggiando con lustrini e paillettes, tacciono della morte di un avvocato povero e disperato.

Una morte che hanno contribuito a provocare, punendo la sua insolvenza, senza mai chiedersi quali problemi essa nascondesse.

Oggi, muore ogni possibile redenzione di una categoria che merita di essere rappresentata da chi non può che suscitare un deciso, profondo, sincero disprezzo”.

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