Tuesday, August 16, 2022
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La solidarietà crea legami, il nobile gesto di Jonas Vingegaard nei confronti di Tadey Pogacar durante la 18a tappa del Tour de France 2022

Questa bellissima scena ci ricorda quella altrettanto talentuosa tra Coppi e Bartali nella quale i due si scambiano una borraccia piena d’acqua durante il Tour de France 1952, esattamente il 6 luglio di quell’anno

By L'Italiano , in Uncategorized , at 23/07/2022

di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano

BERGAMO – Giovedì 21 luglio scorso, durante lo svolgimento della diciottesima gara del Tour de France 2022, il ciclista sloveno Tadey Pogacar cade. Mancano solo trenta chilometri all’arrivo ma il corridore, subito dopo una curva, perde il controllo della sua bicicletta cascando a terra.

La competizionesi svolge nei 143.2 km del tratto tra Lourdes-Hautacam, un percorso che potrebbe rappresentare anche quello della vita fatta di salite e discese, vittorie e sconfitte, nobiltà e indegnità umane.

Davanti al corridore sloveno c’è l’avversario Jonas Vingegaard e, in palio tra i due, la conquista della maglia gialla.

Vingegaard è in avanti, in corsa per raggiungere l’ambito traguardo ma via radio viene informato dell’infortunio capitato al suo rivale. Il ciclista, quindi, notiziato di ciò, decide di rallentare la sua andatura al fine di aspettare Pogacar che, una volta risalito sulla sua bici, l’avrebbe raggiunto.

Cosa che è avvenuta, il tutto immortalato dall’immagine che li ritrae mentre si stringono la mano durante la ripresa della gara.

Vingegaard si è dimostrato, dunque, solidale, Pogacar, invece, grato. Tra i due, allora. si è stabilito un legame.

E se questa bellissima scena ci ricorda quella altrettanto talentuosa tra Coppi e Bartali nella quale i due si scambiano una borraccia piena d’acqua durante il Tour de France 1952, esattamente il 6 luglio di quell’anno, ci viene in mente anche quella parte del magnifico racconto di Antoine de Saint-Exupéry intitolato “Il piccolo principe”, dove, nella conversazione tra la volpe e il piccolo principe, leggiamo proprio queste parole: <<” “Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche le galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?”. “No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”? “È una cosa da molti dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…”. “Creare dei legami?”. “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te e neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.

Ecco, la solidarietà di qualsiasi tipo crea legami quando chi dona si riconosce grato nel farlo come chi lo riceve, diventando, in questo modo, tra loro, “unici al mondo”.E in questa Terra, che appare per lo più popolata da persone ingrate, quello che è accaduto tra Vingegaard e Pogacar ci sottolinea che non sempre la nostra società è abitata da irriconoscenti.

Piuttosto, la domanda che dobbiamo porci è se noi apparteniamo a quella categoria che crea “legami”, il resto è miseria umana che non ci interessa.

Romano Scaramuzzino

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