Saturday, October 1, 2022
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Tallini e Talerico pro Fiorita. Un parto geneticamente modificato. Per la paternità si dovrà ricorrere all’esame del DNA

Se Talerico dichiara (lui) di essere il creatore dell’asse (ripescando il termine molto in voga durante il fascismo) … Tallini che ha dichiarato di aver contribuito, ha assunto quello della madre della Giunta Fiorita? O la stessa (giunta) avendo in gioco due padri che si contendono la paternità e gareggiano sui giornali per esternarlo (o due madri, giustamente per la parità dei generi) è considerabile geneticamente modificata? Queste domande, sull’effettiva paternità o maternità ci siamo posti nel comitato di redazione odierno quando si è trattato di affrontare la questione Catanzaro.

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Editoriali In Evidenza Politica Italiana , at 19/08/2022 Tag:, , , , ,

di Riccardo ColaoDirettore del Quotidiano l’Italiano

ROMA – “Tallini rivendica il ruolo nell’elezione di Bosco alla presidenza del Consiglio Comunale: L’esponente di Noi con l’Italia: “Il nostro è stato un percorso trasparente e alla luce del sole”. – Questo il titolo del quotidiano “Catanzaro Informa” dopo la nomina del consigliere Bosco al posto d’onore assegnato, nella scorsa legislatura, a Marco Polimeni (quello arcinoto per la famosa, infelice frase (per certi versi un tantinello jettatoria) “Se al ballotaggio dovesse vincere Fiorita mi dimetterò).

Dalla rassegna stampa dei giorni scorsi rileviamo la dichiarazione rilasciata dal consigliere Antonello Talerico, candidato a sindaco eliminato in fase d pre ballottaggio: “Leggo sulla stampa diverse teorie, tra l’altro prive di fondamento, circa la matrice e le dinamiche che avrebbero condotto alla elezione del consigliere Gianmichele Bosco alla carica di presidente del Consiglio comunale di Catanzaro. In occasione del ballottaggio io e Nicola Fiorita, senza alcun altro intervento esterno, abbiamo avviato un percorso comune e condiviso un programma che ha trovato la sua sintesi in un accordo politico, che conteneva anche la previsione che la coalizione da me guidata avrebbe, in caso di elezione a sindaco di Fiorita, espresso un rappresentante tecnico in giunta, così come è avvenuto con la nomina ad assessore di Antonio Borelli (persona di mia fiducia e già vicino politicamente alla mia persona sin dalle elezioni del 2017)”.

Questi gli “indizi” presi in considerazione per sviluppare un semplice ragionamento e illustrare al lettore dinamiche che appaiono poco comprensibili agli elettori distratti o per nulla considerati da coloro che ritengono di essere informati.

Il poeta inglese John Keats scriveva: “La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana“. Ammesso che qualcuno possa parlare di vittoria, dopo l’elezione di Bosco a Presidente del Consiglio e di Manuela Costanzo a vice presidente, è lapalissiano che tanti possano domandarsi per quali ragioni la maggioranza, costruita nel “dopo voto elettorale“, abbia dovuto fare ricorso alle alleanze con coloro che son stati bocciati nelle urne.

Le ragioni sono due. La prima è che, dopo il primo turno, la coalizione di Donato cogliendo il 54% dei voti ha raccolto il maggior numero di consiglieri. La seconda è che Fiorita, pur avendo vinto al ballottaggio, (con percentuale del 20% rispetto alla totalità degli aventi diritto al voto) si è ritrovato una quantità di consiglieri inferiore rispetto a quella del competitor Valerio Donato.

Si è cioè verificato il “fenomeno” dell’ “anatra zoppa” uno di quei rari casi in cui un sindaco, pur eletto, si trova a “convivere” con un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata da liste che hanno sostenuto un diverso candidato a sindaco… Ai fini legali Fiorita ha ottenuto la vittoria al ballottaggio, (di Pirro aggiungiamo). A tal uopo per sostenere la legislatura che sarebbe finita a ramengo, il consigliere Talerico, dichiarando che “il governo della città oggi dovrà fondarsi, ancor più dopo la elezione condivisa di Gianmichele Bosco alla carica di presidente del Consiglio -, sull’asse Fiorita-Talerico, quali leader innanzitutto delle due diverse coalizioni, motivati dal desiderio di governare al meglio la Città. Non ci sono altre paternità e, credo che questo sia chiaro e noto a tutti, non solo a chi è venuto in Consiglio comunale” – ha reso pubblicamente noto come il sindaco Fiorita possa proseguire – a suo modo – l’avventura grazie al sostegno dei consiglieri eletti nelle liste “talerichiane”.

Dunque chi ha vinto il ballottaggio ha perso nel primo turno la chance di ottenere la maggioranza dei consiglieri. Chi ha perso al primo turno si è ritrovato ad affiancare il vincitore del ballottaggio sostenendolo a patto che… accettasse le sue richieste (leggi la dichiarazione di Talerico “in caso di elezione a sindaco di Fiorita … un rappresentante tecnico in giunta, così come è avvenuto con la nomina ad assessore di Antonio Borelli (persona di mia fiducia e già vicino politicamente alla mia persona sin dalle elezioni del 2017)

Come se poi nulla fosse, alcuni consiglieri eletti nelle liste donatiane han pensato bene di scindersi dal listone per andare in soccorso dei non vincenti. Tutti insieme appassionatamente hanno dato vita alla concertazione per il “bene di Catanzaro” (almeno così dicono). I consiglieri che si richiamano all’ex ras di centrodestra Domenico (detto “Mimmaré) Tallini eletti sotto l’egida del marchio “Noi con ‘Italia”, qualche altro transfuga a caccia di “medaglie” e i “peones” talerichiani hanno reso matematicamente possibile l’elezione del Presidente del Consiglio e quella del vice.

Fiorita ha sistemato assessori ed esperti e quindi dopo sessanta giorni sprecati in “chiacchiere e pinzillacchere” a capo dell’armata “brancafiorita” può navigare in mare aperto.

A questo punto della narrazione dei fatti chiediamo per un amico, che si possa svelare un amletico dubbio. Il solito, quello del “Mater semper certa est, pater numquam”. Vale a dire per gli amici che masticano poco il latino: la madre è sempre certa, il padre mai.

Se Talerico dichiara (lui) di essere il creatore dell’asse (ripescando il termine molto in voga durante il fascismo) … Tallini che ha dichiarato di aver contribuito, ha assunto quello della madre della Giunta Fiorita? O la stessa (giunta) avendo in gioco due padri che si contendono la paternità e gareggiano sui giornali per esternarlo (o due madri, giustamente per la parità dei generi) è considerabile geneticamente modificata? Queste domande, sull’effettiva paternità o maternità ci siamo posti nel comitato di redazione odierno quando si è trattato di affrontare la questione Catanzaro… con un brainstorming che tra allusioni e battute ha garantito allegria e sane risate.

La Città, capoluogo della Calabria, dove qualcuno ha spudoratamente giurato ed assicurato che il vento del “cambiamento” avrebbe portato via con sé i “mostri” della gestione di Abramo (“Sergiareddu” per tutti) si è ritrovata con un nuovo sindaco, una nuova giunta, nuovi presidenti e vicepresidenti, decine di migliaia di elettori “gabbati” da una parte e dall’altra alla faccia del peggiore gattopardismo…

E’ mutato tutto per non mutare nulla. Abramo spendeva 1.660 mila euro per la gestione di assessori ed esperti? Fiorita ne spenderà 1.600 mila Abramo era sostenuto da personaggi che Fiorita e compagnia bella contestava? Sono gli stessi che nei prossimi mesi lo affiancheranno nella sua avventura. C’erano consiglieri che arrogantemente andavano in giro su due ruote senza assicurazione ammonendo i poliziotti con il classico “Lei non sa chi sono io?” … Oggi hanno incarichi di vertice e costeranno alla collettività il dovuto stabilito per legge. Alla faccia di vincitori e perdenti…anche alla faccia di quelli che non sono andati a votare e che se ne fregano senza accorgersi che saranno fottuti!

Siamo sicuri che lo stesso Fiorita (a parte la sua totale scarsa esperienza politica) è comunque persona intellettualmente onesta, e riconoscerà che non era questa la strada che avrebbe voluto trovare per governare la Città. Donato avrebbe voluto vincere unendo persone e liste “senza compromessi” e non c’é riuscito. Fiorita invece, accettando le “avances” di perdenti e vincitori ha accettato di proseguire nella consapevolezza che dovrà sottostare al giogo dei diktat dei suoi nuovi compagni di viaggio.

Non lo invidiamo. Poteva essere il “nuovo che avanza” però, al momento, in soli sessanta giorni si è giocato la credibilità di una parte del suo elettorato che ha protestato inviperito. “Come… ci avevi garantito che Tallini e Company e la destra non avrebbe più interagito e ora ce li ritroviamo di nuovo al comando?” … Qualcuno si è consolato con la barzelletta della “democrazia” che non concede poteri alla maggioranza relativa utile (vedi Campo largo) per la coabitazione con le altre forze politiche”… Sarà… Però che senso ha eleggere un sindaco al ballottaggio quando già al primo turno parte privo della possibilità di avere più consiglieri del competitor? … Che vantaggio può avere il Comune nel consentire alle minoranze di trasformarsi in maggioranza, mantenendo status ed emolumenti previsti per legge, a discapito dei programmi elettorali con i quali si sono presentati agli elettori?

Tuttavia queste sono altre domande, a noi basterebbe sapere, chi dei due, tra Tallini e Talerico sia il “donatore” offerente il seme per la nascita della Giunta Fiorita. Non ci si costringa a chiedere la prova del DNA.

Riccardo Colao

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