Tuesday, September 27, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Dugin, il pensatore di Stato senza licenza

Premesso che l’uccisione di Dugina è un atto barbaro, incivile e di estrema brutalità, a ogni modo il padre rappresenta il prototipo di pensatore ultranazionalista e imperialista in perfetta armonia con la Russia di ieri e di oggi, un meschino che cerca consensi presso la corte dello Zar.


di Nicola Mongiardo per il Quotidiano l’Italiano

L’opinione di Nicola Mongiardo

ROMA – Il pensiero libero è contestazione allo stato puro, critica costruttiva quando ci sono elementi tali nella società che devono essere biasimati e messi in evidenza, è pensiero libero anche il contrario cioè il saper riconoscere i meriti sempre della società e magari della classe politica (quando ci sono).

Il pensiero filosofico (e non solo quello) deve essere anticipatore dei tempi, dunque deve avere quelle caratteristiche di progressismo ed essere capace anche di prendere spunto dalla tradizione e reinventarla. Questo elemento rivoluzionario (in senso buono) è insito (per esempio) nella vera arte, quella che si pone in contrapposizione con il tempo presente e si proietta nel futuro, lo crea, lo plasma, l’arte (e il pensiero libero) sono in antitesi con il potere costituito. Qualsiasi pensiero che rimanga saldamente ancorato alla tradizione è fondamentalista, anti-innovatore e contrario a qualsiasi sperimentazione e contaminazione, una stanza sterile e asettica dove tutto è immobile. L’uomo, invece, per sua natura è movimento, un essere in continua evoluzione e crescita, esiste in noi una specie di istinto mosso dalla curiosità e dal dubbio che ereditiamo dai greci antichi, elementi che ci “costringono” a mettere in discussione il presente e ci spingono a muoverci verso il progresso, specie tecnologico, questo è l’uomo occidentale. Dugin (e la figlia) fanno parte dei pensatori tradizionalisti privi di qualsiasi spirito innovatore e riformatore e tutto ciò che può provocare un cambiamento dello stato delle cose è male, specialmente se provengono da altre culture. Noi occidentali siamo per Dugin il male assoluto, satana malefico e provocatore, siamo coloro che rischiano di assorbire qualsiasi altra società. L’ultimo punto è vero in quanto la nostra è l’unica società aperta, siamo noi occidentali fino ad ora ad aver nel bene e nel male costretto gli altri popoli alla “contaminazione” culturale. Dugin è semplicemente un neonazista con elementi del comunismo di stampo sovietico e l’immancabile desiderio di conquistare il mondo con la forza (perché la cultura russa è debole in quanto illiberale e tutto ciò che è illiberale non si impone spontaneamente tra le persone, ma necessità appunto dell’imposizione dall’alto magari con un lavaggio di cervello di massa). Dugin non è un dipendente di Putin, semplicemente ha un pensiero filosofico comodo al potere, tanto che comunque può essere considerato quasi come un pensatore di Stato a tutti gli effetti.

Postille velenose.

Prima postilla all’Ucraina e al Papa: qualsiasi uccisione va condannata compresa quella di Dugina, tuttavia il Papa dovrebbe informarsi sul pensiero di Dugin e figlia onde evitare brutti “scivoloni” perché va bene provare pietà per una donna uccisa in quel modo, ma almeno doveva condannare il suo pensiero non proprio illuminato.

Seconda postilla ad alcuni pensatori di casa nostra: criticare l’occidente è facile, così tanto che voi siete in grado di produrre solo una filosofia sterile, trita e ritrita, siete privi di personalità, sapete più o meno nascondere il vostro anti liberalismo e siete in grado di venderlo.

Terza postilla all’immancabile Salvini: ha nuovamente parlato dell’inutilità (falso perché stanno funzionando) delle sanzioni sulla Russia e chiesto di rivederle e magari toglierle, per favore chiarisca il suo sentimento nei confronti di una nazione (sempre la Russia) che non è nostra amica, trattasi di onestà.

Dugina la figlia del filosofo Dugin uccisa nel corso di un attentato

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