Saturday, October 1, 2022
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Marcellinara ricorda e torna a rivivere l’eccidio del luglio 1806 con una formidabile rievocazione in costume storico

“Marcellinara insorse la sera dell’arrivo della notizia della sconfitta; gli abitanti, ornati di coccarde borboniche, scambiarono le truppe svizzere per gli inglesi e avanzarono verso loro gridando: “Viva Ferdinado, morte ai giacobini!” Gli svizzeri però aprirono il fuoco, ne nacque un tumulto, molti furono i morti, e il Gen. Reynier pensò bene di allontanarsi durante la notte. Il 5 luglio entrò con grande difficoltà a Catanzaro…”


di Pasquale Talarico per il Quotidiano l’Italiano

MARCELLINARA – Ha avuto luogo, circondata da una folla di spettatori che è andata al di là del previsto anche per le previsioni metereologiche che davano la Calabria in “allerta arancione” la Seconda edizione della rievocazione storica “L’eccidio di Marcellinara 4 luglio 1806 – La ritirata sbagliata”.

L’evento ha avuto luogo sabato 17 settembre alle 21, in piazza Francesco Scerbo. L’iniziativa si è avvalsa della partecipazione espletata dall’associazione culturale “Gioacchino Murat” di Pizzo, dall’Associazione Tolentino 815 e dell’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona. Gente che detiene decennale esperienza nel gestire le rievocazioni storiche. A dare una grande mano per la buona riuscita dell’evento citiamo pure la Pro Loco e la Consulta Giovani di Marcellinara.

Cosa fu l’eccidio di Marcellinara

Nella mattinata del 4 luglio 1806 nel territorio di Maida, si registrò la storica battaglia avvenuta tra le truppe napoleoniche e quelle inglesi rafforzata da truppe borboniche fedeli al Re di Napoli spodestato. Le truppe inglesi comandate dal generale John Stuart inflissero la prima sconfitta sulla terraferma alle armate napoleoniche, comandate dal generale Jean Reynier, uno dei più fedeli alti ufficiali napoleonici. Le truppe francesi, dopo aver subito una pesante perdita (ricordiamo che la battaglia di Maida in un certo senso anticipò quelle che furono le linee guida della vittoria di Waterloo) sbandate dagli eventi che portarono quasi alla decimazione degli uomini che ne facevano parte, per via della ignoranza dei luoghi batterono in ritirata senza intuire la direzione delle strade da percorrere per raggiungere il grosso dell’esercito che si era acquartierato a sud lungo la strada per Reggio Calabria.

Così anziché dirigersi verso Sud si diressero per errore verso Est seguendo la strada che portava a Catanzaro. Giunti a Marcellinara, i reparti svizzeri dell’esercito francese, con addosso le divise rosse molto simili a quelle inglesi, furono scambiati, dalla popolazione di Marcellinara, per i vincitori della battaglia. I sudditi inneggiando contro i francesi distintisi per angherie e soprusi, avanzarono nella convinzione di festeggiare i liberatori.

Gli svizzeri aprirono il fuoco contro la popolazione e colpirono i primi personaggi che si trovavano davanti… al fuoco dei fucili risposero i “marcellinaresi” che tentarono l’assalto all’arma bianca con tanto di forconi e bastoni. Ovviamente quando qualcuno con un bastone incontra qualcuno che dispone di un fucile, quello con il bastone è quasi sempre un uomo morto e durante la sparatoria morì sulla piazza tanta gente di Marcellinara.

I soldati “svizzeri” al fianco dei francesi sparano sulla folla festante
Il prete di Marcellinara accorre sul luogo dell’eccidio

Come riportato dagli storici: “Marcellinara insorse la sera dell’arrivo della notizia della sconfitta; gli abitanti, ornati di coccarde borboniche, scambiarono le truppe svizzere per gli inglesi e avanzarono verso loro gridando: “Viva Ferdinado, morte ai giacobini!” Gli svizzeri però aprirono il fuoco, ne nacque un tumulto, molti furono i morti, e il Gen. Reynier pensò bene di allontanarsi durante la notte. Il 5 luglio entrò con grande difficoltà a Catanzaro…” (il brano è tratto dal testo “Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815”).

Alcune scene che riguardano il recupero dei corpi ammassati sulla piazza

Il progetto, proposto dall’Amministrazione Comunale di Marcellinara con in testa il sindaco Vittorio Scerbo, ha approvato ed ammesso al finanziamento dal ministero della Cultura le spese per il sostentamento della bella manifestazione rientrando nella graduatoria pubblicata dalla Direzione Generale Spettacolo per l’accesso al Fondo nazionale per la rievocazione storica per l’anno 2022.

Oltre 70 sono state le persone coinvolte nel cast scenografico: uomini donne e bambini. Attori e figuranti che ben hanno interpretato i protagonisti del “periodo francese” in Calabria, e dunque a Marcellinara.

Abbiamo assistito e rivissuto un formidabile esperimento di “teatro immersivo”, la cui regia e direzione artistica è stata affidata a Giuseppe Scerbo Sarro. I costumi d’epoca sono stati realizzati dal laboratorio partecipativo, curato dal maestro Orlando Cimino da Girifalco.

La gente che ha assistito si è divertita ed ha appreso visivamente ma pure ascoltando le parole della voce narrante un episodio che per molti era soltanto qualcosa di scritto nei libri di storia con tratti veloci e poco descrittivi. Bravi tutti e complimenti a chi è riuscito a gestire e a produrre un così bel spettacolo in notturna nella bella piazza di Marcellinara.

Un elegante capo popolo ben armato con il cappello alla Calabrese
L’ingresso a Marcellinara del Generale Jean Reynier con un suo primo aiutante ufficiale
I sudditi di Marcellinara
Il Generale Francese Jean Reynier attorniato dalle sue truppe
I contadini e la gente umile di Marcellinara e delle campagne adiacenti
Alcuni figuranti delle truppe francesi di passaggio a Marcellinara
Il Prete di Marcellinara tenta di soccorrere alcune delle vittime dell’eccidio
Il popolo di Marcellinara festeggia in piazza la vittoria degli inglesi sui francesi a Maida
Rispuntano le bandiere borboniche dopo la cacciata dei francesi che verranno inseguiti nella guerriglia successiva al loro passaggio da Marcellinara

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