Monday, December 5, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Blitz russo in Ucraina: forse la tregua invita alla pace

Putin dopo la prova di forza tende la mano per una eventuale soluzione diplomatica


L’assedio di Kiev, dopo l’accerchiamento e l’invasione in territorio ukraino, è cominciato nella notte con una fitta pioggia di missili, mentre i blindati russi hanno proseguito, l’inesorabile avanzata.

La popolazione è in assetto di difesa, 18 mila fucili sono stati consegnati ai civili volontari, il sindaco-pugile Vitalij Klitschko invoca la resistenza, mentre blindati e missili Grad si schierano tra i palazzi. Ma è evidente che non potranno mai contrastare lo strapotere degli eredi dell’ “armata rossa”.

Secondo quanto appreso da fonti vicine all’intelligence Usa la caduta della capitale è questione di giorni, se non ore. La testa del presidente Volodymyr Zelensky è sempre più l’obiettivo dichiarato di Vladimir Putin, che ritiene il rivale l’ostacolo al cambio di regime preteso da Mosca per porre fine alle ostilità e recuperare la sovranità su un territorio che i russi sentono storicamente come una proprietà acquisita per “l’usucapione” che deriva dai tempi remoti..

Il presidente Putin ha sollecitato l’esercito di Kiev a “prendere il potere” e rimuovere il governo dell’ex comico che è arrivato al ruolo di capo dello Stato, le cui forze di partito sono state etichettate come una “banda di drogati e neonazisti”. Così, suggerisce il capo del Cremlino, “sarà più facile per voi trovare un accordo con noi”. L’appello all’ammutinamento è il seme della discordia che viene diffuso come un “virus pandemico” tra una popolazione fatta di gente stremata e terrorizzata. Moltissimi di loro hanno trascorso la notte nelle gallerie delle linee metropolitane attrezzate a bunker antiaerei (ma potrebbero rivelarsi autentiche trappole) e il giorno a improvvisare improbabili trincee erette i sacchetti di sabbia.

La geografia urbana delle città sta assumendo scenari vicini a quelle delle guerre di posizione… ma negli effetti pratici sono in tanti a supporre che serviranno a poco per frenare l’irruenza dei giganti d’acciaio dell’esercito invasore.

Una propaganda destabilizzante, poche ore dopo lo spiraglio aperto con la proposta di negoziati a Minsk. Colloqui che comunque “non cancellerebbero l’operazione speciale russa in Ucraina“, avverte Mosca, accusando Kiev di aver prima nicchiato, proponendo un incontro a Varsavia, e poi interrotto le comunicazioni.

Putin ha lasciato intendere che ci sono possibilità per arrestare l’operazione nel caso in cui l’Ukraina dovesse accettare i “suggerimenti” e soprattutto se rifiutasse l’ipotesi di aderire alla Nato. La prova di forza potrebbe essere di per se sufficiente. Ma la generosità e l’amore degli ukraini per la propria Patria accetterà questo baratto? Le prossime ore del conflitto saranno indicative per comprendere gli sviluppi futuri.

Così mentre l’Occidente si tiene prudentemente lontano dall’accettare “bracci di ferro” pericolosi sotto il profilo militare e che potrebbero innescare micce dall’innesco esplosivo, gli uomini di pace e di buona volontà pregano perché questa guerra possa concludersi nel più breve tempo possibile e con il minimo di vittime umane di militari e civili.

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