Thursday, May 30, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Calabria, bergamasca, Ecuador – Intervista al Pastore Rafael Procel perché in Dio le “stranezze” hanno una loro ragione

Per capire meglio la situazione sociale e spirituale dell’Ecuador ho rivolto, quindi, delle domande al Pastore. Il lettore capirà se mi rivolgerò a lui con il “tu” e non il classico “lei” tipico delle interviste, visto il nostro rapporto di fratellanza in Cristo.


di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano

BERGAMO – La vita è strana ma con Dio, quelle che ci appaiono effettivamente come delle “stranezze”, hanno una loro ragione di essere. Io, calabrese, che mi trovo qui nella bergamasca da tempo e che, frequentando anni fa una comunità cristiana (precisamente quella evangelica pentecostale sita a Seriate, provincia di Bergamo e condotta dal Pastore Tino Di Domenico)  ho avuto l’opportunità di conoscere vari credenti anche di nazionalità non italiana e tra questi il fratello in Cristo Rafael Procel dell’Ecuador e mentre sto scrivendo, nell’andare a visitare il suo profilo Facebook leggo, nel suo ultimo post, quanto segue: “…tutto ha una ragione, piano piano si sta capendo”.

E se tutto ha una ragione lo deve avere anche questa intervista che nasce dopo una telefonata “casuale” proprio tra me e il Pastore Rafael che, attualmente, si trova in Ecuador dove svolge, per il Signore, il suo ministerio caratterizzato, soprattutto, insieme ad altri credenti, nell’aiutare e sostenere spiritualmente e praticamente il prossimo.

Per capire meglio la situazione sociale e spirituale dell’Ecuador ho rivolto, quindi, delle domande al Pastore. Il lettore capirà se mi rivolgerò a lui con il “tu” e non il classico “lei” tipico delle interviste, visto il nostro rapporto di fratellanza in Cristo.

Pastore Rafael, precisamente in quale zona dell’Ecuador ti trovi?

Innanzitutto, grazie caro Romano e grazie al Quotidiano “L’Italiano” per l’occasione che mi date di parlare del lavoro che stiamo facendo per il Signore qui in Ecuador. Per rispondere a questa tua domanda, la città dove mi trovo, dove abito e dove si sviluppa il progetto della Chiesa e della Fondazione TOPUC, così si chiama, in spagnolo è “Todo lo Puedo en Cristo”, in italiano “Tutto lo Posso in Gesù” (vedi la Bibbia, l’epistola ai Filippesi, capitolo 4, versetto 13, ndr), è Ibarra. Questa città è posta nel nord dell’Ecuador, a un paio di ore dal confine con la Colombia. Ibarra è una città molto piccola, gli abitanti sono circa 150.000, caratterizzata da un clima abbastanza bello (infatti, questa località è popolare tra i turisti anche perché favorita da questo buon clima, ndr), una città molto accogliente che, purtroppo, stiamo notando che in quest’ultimo periodo si sta riempiendo di tossicodipendenti. La droga, infatti, sta provocando molti disagi nella società ibarregna e questo ci preoccupa e ci occupa.

Durante il Covid e adesso, in questa fase post Covid,caratterizzata da altre emergenze come quelle economiche, avvenimenti che stanno colpendo, anche se in modo diverso, tutti gli Stati del mondo, quali sono le difficoltà e soprattutto di che entità sono, oggi, quelle che vivete nel vostro paese?

Nei tre anni precedenti, certamente anche noi abbiamo vissuto delle calamità molto forti. La pandemia ha causato molte vittime qui in Ecuador. Nella nostra città, come Chiesa, come Fondazione, non abbiamo smesso di lavorare per il Signore e, quindi, di aiutare gli altri. Ci siamo adoperati nel trovare cibo, medicine, tutte cose utili, in quel momento, per consegnarli alle persone, ai bambini, che erano in gravi difficoltà e che si trovavano in povertà estrema. Povertà che, purtroppo, qui da noi è molto intensa. Tutto quello che abbiamo fatto è stato grazie all’aiuto di Dio e di quelle persone dal buon cuore che avendo qualcosa in più degli altri l’hanno dato a noi per poterlo distribuire al prossimo bisognoso. A dire il vero è stato difficile trovare aiuto per aiutare. La difficoltà economica, la povertà diffusa, la realtà di una società molto indifferente verso i bisognosi, ci hanno impedito di ricevere un aiuto adeguato e completo. Credo che questa domanda includa anche una proposta e cioè quella di cercare aiuto, di toccare il cuore delle persone che possono aiutarci non con molto ma con il piccolo, quel poco che si può donare per arrivare ad aiutare in modo più efficace i bisognosi. Approfittando della tua domanda, quindi, vorrei dire alla gente di buon cuore che abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter aiutare. Le persone, qui, sono molto bisognose e se non si muovono uomini e donne dal buon cuore, gli indigenti si troveranno in situazioni sempre più difficili. Estreme.

Che nome avete dato alla missione che Dio vi ha dato e quali sono gli obiettivi che perseguite?

La nostra Fondazione è anche Chiesa. Come ho già detto si chiama “Todo lo Puedo en Cristo”, TOPUC. Questa missione opera da 14 anni, lavorando nelle strade. Abbiamo ottenuto dallo Stato dell’Ecuador, da 7 anni, tutti i documenti perché la nostra Fondazione sia riconosciuta dal punto di vista legale. Il nostro obiettivo primario è quello che tutti coloro che raggiungiamo con il nostro aiuto possono conoscere Dio, la bontà di Gesù. Far sapere che solo Cristo è “la Via, la Verità e la Vita”.  Sicuramente, in seguito, viene l’aiuto che possiamo dare. Tra l’altro, nel carcere di Ibarra, abbiamo una Chiesa da circa 14 anni frequentata da carcerati che, però, hanno conosciuto la rigenerazione della loro natura in Cristo, Abbiamo potuto vedere, in quel carcere, la mano di Dio che ha operato e opera in modo potente. Nelle strade, invece, stiamo lavorando anche perché gli indigenti possono avere una casa di accoglienza. Ma stiamo trovando delle difficoltà con l’aiuto statale. Quindi, per adesso, stiamo pensando di affittare noi una casa ma per conseguire questo obiettivo è necessaria una disponibilità economica. Il nostro incoraggiamento viene da Dio perché abbiamo già visto la Sua Gloria che ha operato anche in molti di noi che eravamo come chi vogliamo aiutare. Anche alcuni di noi, infatti, si trovavano nella tossicodipendenza o nell’indigenza, eppure Gesù ci ha fatto nuove creature. È nostro dovere, quindi, soprattutto a livello spirituale, di dare ciò che noi abbiamo ricevuto per Grazia a coloro che ne hanno bisogno. Abbiamo ricevuto per Grazia e per Grazia vogliamo dare. La nostra missione, nella sostanza, consiste nell’aiutare chi si trova in difficoltà affinché queste persone conoscano Dio, dando loro anche aiuti tangibili, utili per la loro sopravvivenza.

Ecuador e Italia, due paesi così lontani e differenti uniti però dalle stesse criticità, anche se in modo diverso. Uniti nelle crisi, uniti, però, anche nell’intento di diffondere il Vangelo fatto di spiritualità e di azione concreta. Ecco, come ho già scritto in altri articoli, uniti si può. Certamente con quello che possiamo, anche con quel poco di cui accennava il Pastore Rafael, quel poco che, però, messo insieme fa tanto. In un mondo diviso e combattuto, la differenza la fanno gli uomini e le donne che hanno la stessa visione: quella di sostenere il prossimo in difficoltà, quel prossimo che la Storia recente, amaramente, ci sta insegnando che potremmo essere anche noi. E se tutto ha una sua ragione con Dio, allora, questa crisi economica e sociale, che sta colpendo anche l’Italia, ci sta facendo capire che le nostre sicurezze possono crollare e solo una cosa ci può sostenere, l’amore e per chi crede, Dio. E noi, in Lui, vogliamo riporre la nostra fiducia. Sicuri anche che, in un mondo indifferente, le persone differenti (poche o tante che siano) dalla massa svolgeranno il loro ruolo di operatori di amorevolezza.

Romano Scaramuzzino

Il Pastore Rafael Procel che nelle strade, insieme ai suoi collaboratori, annuncia l’Evangelo aiutando i più bisognosi
Il battesimo in acqua, che in alcune zone dell’Ecuador, si effettua con semplicità ma con potenza, non avendo a disposizione i mezzi che
         abbiamo qui in Italia.
Un esempio di aiuto concreto che i membri della Chiesa TOPUC offrono alle persone che si trovano con gravi difficoltà.
Foto di gruppo di alcuni membri della Chiesa TOPUC

per maggiori informazioni, cliccare su questi link:

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testatina

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