Sunday, May 19, 2024
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Calcio – Serie B. Il Palermo espugna Bolzano e salva il 6° posto però convince poco

L’unica cosa buona della partita di ieri sono stati i tre punti, arrivati al 20” del secondo tempo, dopo una partita condotta sempre a ritmo troppo lento per sorprendere la difesa di casa. Ci aveva provato capitan Brunori, con uno dei suoi dribbling a rientrare che ha costretto il suo marcatore Kofler ad arpionarlo da dietro appena sulla linea dell’ara di rigore. Che la signora Ferrieri Caputi non si è sentita di concedere.


di Benvenuto Caminiti – dalla Redazione Sportiva per il Quotidiano l’Italiano)

PALERMO – Ieri sera, al “Druso” di Bolzano, davanti al “solito” migliaio di tifosi rosanero, arrivati da ogni dove, il Palermo vince ma non convince e, se ha salvato la sesta posizione in classifica, che gli consente un “preliminare” casalingo contro la temibilissima Sampdoria, lo deve al suo esterno basso, Diakitè, che di sinistro (il suo piede sbagliato) ribatte in rete una corta respinta di Masiello sul corner battuto da Insigne.

Salim Diakitè era arrivato al Palermo nel mercato di gennaio dalla Ternana, che non voleva assolutamente farlo partire… E allora, il francesino, classe 2000, se n’è quasi scappato e, quando è arrivato, a Punta Raisi, la prima cosa che ha detto ai cronisti è stata: “Era il mio sogno indossare la maglia rosa, e finalmente ci sono riuscito!”.

Sembrava una boutade, la solita dei nuovi acquisti davanti ai microfoni in sede di presentazione, ma le parole di Akim, invece, erano dettate dal cuore. E si è visto subito, sin dalla prima partita con la maglia del Palermo. Sembrava, il suo, l’avvio travolgente di un finale travolgente del Palermo e, invece, era l’inizio della crisi rosanero, quella che negli ultimi tre mesi l’ha visto vittorioso una sola volta: a Lecco, contro un avversario già quasi rassegnato. Crisi che è costata l’esonero a mister Corini e la sua sostituzione con Michele Mignani, che era stato a sua volta messo alla porta dal Bari.

Si erano fatti tanti calcoli alla vigilia: se la Samp perde a Catanzaro e se il Brescia perde a Bari, il Palermo può perdere al “Druso”. Erano i calcoli dei disperati, non certo di una squadra costruita questa estate per il salto di categoria e rinvigorita ancora di più con gli innesti (leggi, soprattutto, Ranocchia) di gennaio. Eppure quei calcoli miserevoli non erano altro che il riflesso di una squadra ( e dell’intero staff tecnico) in piena crisi di identità, una squadra che, con la nuova guida tecnica in panchina, era riuscita appena  a raggranellare quattro punti in sei partite, senza mani vincerne una.

Insomma, Mignani, pur impostando tattica e strategia della squadra in modo molto diverso da Corini, non aveva per niente risolto i problemi del Palermo… Anzi, li aveva aggravati, se è vero com’è vero che, se il Palermo di Corini in difesa sembrava una barca alla deriva, in attacco sapeva il fatto suo (seconda in classifica per numero di gol segnati, dietro solo  al Venezia).

L’ex allenatore del Bari, in ogni conferenza pre-partita, a domanda specifica, rispondeva così: “Ho trovato una squadra bloccata dalla paura. Sto cercando, quindi, di farle riacquistare l’autostima e, per riuscirci, il primo obiettivo è quello di migliorare la fase difensiva della squadra!”.

E, infatti, dal canonico 4-4-3 di Corini era passato 3-4-1-2, con i  tre in difesa e un altro attaccante ad affiancare Brunori.

Buone le intenzioni, mediocri, se non pessimi, i risultati, perché il Palermo di Mignani non migliorava in difesa e, soprattutto, peggiorava, e di molto, in attacco.

Così il neo allenatore rosa, ha una volta di più rimodellato tatticamente il Palermo: sempre tre in difesa ma con Diakitè restituito alla fascia, dove si esprime meglio per via delle sue accelerazioni,  marchio di fabbrica dell’ex ternano.

E si è visto anche ieri come il ritorno … alle origini, abbia giovato ad Akim, che lungo la fascia può scatenare la sua progressione, arrivare al fondo e da qui mettere bei palloni al centro.

Lo ha fatto anche ieri sera, quando, però, a sorpresa, Mignani aveva messo in panchina Soleri, miglior in campo in casa con l’Ascoli , per inserire al suo posto uno spaesato Di Francesco e arretrare Ranocchia davanti alla difesa, per sostituire nel ruolo l’infortunato Gomes.

Mosse, entrambe, rischiose e tutt’altro che indovinate, almeno per quel che riguarda l’ex Lecce, mentre, invece, Ranocchia, pur relegato in zone non di sua pertinenza, se l’’è cavata bene perché ha gambe, corsa e, soprattutto, visione di gioco. In pratica, l’ex Empoli e Diakitè sono stati i migliori in campo di un Palermo ancora incapsulato nella sua crisi di identità, che anche ieri è sembrata lontana dall’essere risolta.

Ad onor di cronaca, infatti, l’unica cosa buona della partita di ieri sono stati i tre punti, arrivati al 20 del secondo tempo, dopo una partita condotta sempre a ritmo troppo lento per sorprendere la difesa di casa. Ci aveva provato capitan Brunori, con uno dei suoi dribbling a rientrare che ha costretto il suo marcatore Kofler ad arpionarlo da dietro appena sulla linea dell’ara di rigore. Che la signora Ferrieri Caputi non si è sentita di concedere.

Nel frattempo, fioccavano prima in panchina e poi in campo i… wathsapp e si apprendeva del 3-1 della Samp a Catanzaro, il che relegava il Palermo al settimo posto e, quindi,  a giocare il preliminare in trasferta e con un solo risultato: vincere.

E allora, finalmente, abbiamo visto come una scossa scuotere l’undici rosanero e tentare quel forcing che avrebbe dovuto effettuare sin dal primo minuto… Con quel che segue (gol di Diakitè) e rabbiosa reazione del Sudtirol (altro che senza motivazioni!… Gli uomini di Valente sembravano morsi dalla tarantola: assalti furiosi, aggressioni e colpi bassi, per uno dei quali, ai danni di Di Francesco, la serafica arbitra non poteva esimersi da mandare anticipatamente sotto la doccia Davi. Mancavano solo 5 minuti al 90’, il Palermo era in vantaggio e in superiorità numerica, eppure tremava più di una foglia al vento: rieccola la paura di vincere, quella che, in soli due mesi, l’aveva fatto precipitare dal secondo al sesto posto. Una tremarella inspiegabile se non sulla poltrona dello psicoanalista.

Ma la vittoria, comunque, è arrivata; i quasi mille tifosi sugli spalti del “Druso”, fino ad allora col cuore in gola, hanno potuto finalmente liberare la propria gioia e colmare di canti cori e applausi i giocatori rosanero, corsi sotto la curva per ringraziarli.

Una tensione sfibrante, lunga cento minuti, spezzata solo al triplice fischio dell’arbitra, quando  il presidente rosanero, Dario Miri, si è quasi gettato tra le braccia di Mignani, ebbro a sua volta per avere finalmente conquistato la sua prima vittoria da allenatore del Palermo.

E adesso comincia il bello,  cioè quel torneo assolutamente imprevedibile che sono i play off, dove tutto e il contrario di tutto può succedere .

Il Palermo ha la caratura tecnica per affrontarli degnamente e, magari, vincerli: nel preliminare di venerdì sera, incontrerà di nuovo quella stessa Samp che Mignani trovò alla sua prima partita sulla panchina rosanero: allora finì in pareggio.

Che basterebbe per passare il turno, ma non al … nuovo Palermo che affronterà I  play off.     

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI SUD TIROL – PALERMO 0-1

Palermo, gara valevole la 38^ giornata del campionato di Serie B.

SudTirol-Palermo 0-1: 64′ Diakitè

IL TABELLINO

SUDTIROL (3-4-2-1):Drago; Kofler (73′ Vinetot), Masiello (83′ Rauti), Cagnano; Molina, Arrigoni, Peeters (61′ Cisco), Davì; Mallamo (73′ Casiraghi), Merkaj; Odogwu (61′ Lonardi). A disp.: Poluzzi, Bonifacio, Pecorino, Ciervo, Broh, Rover, Giorgini. All. Valente.

PALERMO (3-5-2): Desplanches; Nedelcearu, Lucioni, Graves; Diakitè, Segre, Ranocchia, Di Francesco (92′ Mancuso), Lund; Brunori (79′ Soleri), Insigne (89′ Henderson). A disp.: Kanuric, Pigliacelli, Stulac, Marconi, Buttaro, Traorè. All. Mignani.

ARBITRO: Ferrieri Caputi di Livorno (D’Ascanio-Cataldo); IV ufficiale Rinaldi; Var e Avar Di Martino-Minelli.

MARCATORI: 64′ Diakitè.

NOTE: Ammoniti Kofler, Merkaj, Nedelcearu, Lucioni, Vinetot, Molina, Soleri. Espulso all’86’ Davì

Sotto, nella foto: la gioia rosanero dopo la vittoria.

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