Tuesday, April 23, 2024
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Calcio – Serie B. Il Palermo piega il Cagliari nel derby tra le isole d’Italia

La vittoria rilancia i rosanero in classifica (una classifica cortissima che non vieta di sognare in grande) e lo proietta all’ultima del girone di andata contro quel Brescia, una partita che Corini vorrebbe vincere per i ricordi dolceamari che vi ha lasciato.   


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – In un’atmosfera assai strana comincia la partita più bella della stagione del Palermo di Eugenio Corini: una squadra con un’anima forte e un’idea di gioco vincente che fin qui era sembrata solo … un’idea: lasciare sfogare l’avversario “importante”, senza per altro consentirgli palle gol, per poi trafiggerlo al primo vero affondo (vedi, in precedenza, le vittorie sul Genoa e sul Parma)

Quando Maresca dà il fischio d’inizio mezzo Stadio (e forse tutto) più che guardare … ascolta: le orecchie dei tifosi incollate agli smartphone per seguire i calci di rigore della finale mondiale Argentina – Francia. Perfino chi scrive, che da sempre ha occhi e cuore solo per il Palermo, rivolge più di un’occhiata al p.c. del collega, vicino di postazione, per vedere se vince Messi o Mbappé. Ma dura poco questo “diversivo” perché, nel frattempo, il Cagliari si è impossessato della partita, palleggio veloce ed elegante, che i rosenaro, pur con la bava alla bocca, riescono comunque a contenere, impedendo ai rossoblù di Liverani di minacciare pericolosamente la porta difesa da Pigliacelli.

Insomma, un monologo, quello di Lapadula & Co. che dura una buona mezzora e tiene in sospeso i cuori dei sedicimila sugli spalti, la cui Curva Nord ruggisce come sempre, cori e canti senza un attimo di tregua. E io sono convinto che se per mezzora il Palermo resiste alle trame avvolgenti del Cagliari, è per merito (quasi) esclusivo dei suoi ultras (Curva Nord 12, in particolare) mai domi, scatenati nella loro passine incontenibile per la squadra del cuore.

E, come già detto, al primo vero contrattacco  (è il 35’) il Cagliari interrompe in angolo la ficcante trama rosanero. Batte il piccolo ma tosto Nicola Valente, che scambia corto con Gomes (instancabile, insieme, quantità e qualità) che smista a Stulac, smarcatosi nell’area piccola. Il takle su di lui di Nandez è per Maresca da rigore. Proteste, le solite inutili proteste e Brunori, che ne ha sbagliato due di seguito, pazientemente (è solo un’impressione visiva) aspetta con il pallone già tra le mani. Come aveva detto alla vigilia mister Corini: “I rigori si sbagliano, li ho sbagliati anch’io ma so che, se capita, sarà ancora Brunori ad andare sul dischetto”.

E Brunori, stavolta, non sbaglia: rasoterra a filo d’erba alla destra di Radunovic, che si butta dall’altra parte. E’ il vantaggio (tutt’altro che meritato, ma tant’è) del Palermo. E la partita cambi, come se un tocco magico di un qualcuno che presiede alle cose della vita e, quindi, anche a quelle del calcio, avesse deciso così: il Palermo non si ritrae più nella sua metà campo: travolgente azione Valente-Brunori-Sala e tiro a colpo sicuro di quest’ultimo: di un soffio alto sulla la traversa. 

Ma come sarà la ripresa?.

Ce lo chiediamo in tanti in tribuna stampa ma io so che ormai il “verso” della partita è cambiato e che in campo si sono invertiti i ruoli: ora è il Palermo che attacca e il Cagliari subisce. Passano solo otto minuti e all’ennesimo forcing del Palermo, il Cagliari, trafelato, salva in angolo: batte Stulac ( il ritrovato Stulac, il regista fortemente voluto da Corini), la palla è alta, forte e tesa. Insomma, quella giusta per un “saltatore” micidiale come Segre, che di testa già ne ha fatti due: va più in alto di tutti e con fonte piena colpisce e batte Radunovic, lanciato vanamente in volo.

E’ il 2-0 e lo Stadio diventa una santabarbara, il boato che proviene dagli spalti del Barbera è di quelli che  – per chi conosce la topografia di Palermo – stordisce il popolo ben oltre i confini del Parco della Favorita (dove sorge l’impianto e da cui prendeva il nome, finché non è stato intitolato a  Renzo Barbera) arrivando a far tremare le… mura di casa mia, distanti due km.

Il doppio vantaggio mette ancor più le ali al Palermo, che continua a pressare in ogni angolo di campo, e sfiora il 3-0 con un’azione velocissima a tre: Broh (subentrato a Segre), Valente, palla a Di Mariano, solo davanti a Radunovic: basterebbe un tocco, ma lui, il bravo generoso instancabile ( sia in fase d’attacco che di difesa) ex Lecce tira addosso a Radunovic, uscitogli incontro alla disperata.

E’ il 40’ e quel gol “ormai fatto” sembra come uno squillo di tromba che risveglia il Cagliari. Che attacca disperatamente con lunghi lanci a spiovere davanti a Pigliacelli, che sbriga più di una mischia con uscite alla kamikaze su Lapadula e, soprattutto, su Pavoletti, un vero ariete, fortissimo in elevazione.

Trema l’intero Stadio, che fino ad allora era sembrato un fortino inespugnabile.

Dai e ridai, l’ennesimo pallone alto, respinto corto dalla difesa rosa, capita sui piedi di Pavoletti che da due metri mette dentro il 2-1 … E mancano ancora cinque minuti dei nove di recupero concessi da Maresca. Cinque minuti al cardiopalmo che, comunque passano consegnando al Palermo la meritatissima vittoria.  Che lo rilancia in classifica (una classifica cortissima che non vieta di sognare in grande) e lo proietta all’ultima del girone di andata contro quel Brescia, una partita che Corini vorrebbe vincere per i ricordi dolceamari che vi ha lasciato.   

Il minuto di raccoglimento in memoria di Zamparini

IL TABELLINO DI PALERMO CAGLIARI

PALERMO (3-5-2): Pigliacelli 6.5, Bettella 6, Nedelcearu 7, Mateju 6.5, Sala 6 (82′ Devetak), Gomes 6 (77′ Damiani), Stulac 6.5 (70′ Saric), Segre 7 (70′ Broh), Valente 6, Di Mariano 6, Brunori 7 (82′ Vido)

A disposizione: 1 Grotta, 12 Massolo, 2 Pierozzi, 4 Accardi, 7 Floriano, 14 Broh, 15 Marconi, 19 Vido, 21 Damiani, 27 Soleri, 28 Saric, 34 Devetak.

Allenatore: Corini 7.

CAGLIARI (4-3-1-2 ) – Radunovic 6.5; Zappa 6 (62′ Dossena sv), Altare 5.5 (75′ Carboni sv), Capradossi 6 (62′ Viola 6), Obert 6, Nandez 5, Makoumbou 6, Kourfalidis 6 (75′ Pereiro sv), Falco 6 (62′ Luvumbo 6), Pavoletti 6.5, Lapadula 5.

A disposizione: 12 Lolic, 18 Aresti, 3 Goldaniga, 4 Dossena, 10 Viola, 16 Carboni, 19 Millico, 20 Pereiro, 21 Cavuoti, 23 Lella, 34 Zallu, 77 Luvumbo.

Allenatore: Liverani 5.5.

Arbitro: Maresca 6.

Assistenti: Costanzo – Passeri

IV: Santoro

VAR: Marini

AVAR: Fiore

RETI: 37′ rig. Brunori, 53′ Segre, 95′ Pavoletti

testatina

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