Wednesday, April 17, 2024
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Calcio – Serie B. Palermo e Benevento: un pareggio nello stile dei “Miserabili” di Victor Hugo

Continuare a parlare di play off  e blaterare è la stessa cosa, perché la squadra non ha – e non ha mai avuto neanche nel suo periodo migliore della stagione – le qualità tecniche per meritarseli.
D’altronde, come recentemente ha ammesso il presidente Mirri, l’obiettivo del Palermo quest’anno  era la salvezza , obiettivo praticamente raggiunto,  quindi,  tutto O.K.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – Tutto il veleno nella coda: 95’ di gioco, ultimo del recupero concessso dall’algido arbitro Maggioni di Lecco, che non  ha avuto nessun problema a dirigere un confronto tra due squadre non solo mediocri ma, peggio ancora, tutt’altro che bellicose.

90’: entra Vido per Brunori, atterrato brutalmente da Tosca mentre si invola verso la porta difesa da Manfredini.

L’ex Atalanta interrompe una ripartenza del Benevento e, fresco d’energia com’è, punta l’area avversaria e, giunto sul semicerchio scodella  sui piedi di Segre un pallonetto a scavalcare il muro giallorosso di Glik & Co. Solo davanti a Manfredini, l’ex Torino colpisce a botta sicura ma la riserva di Paleari ribatte col corpo in disperata uscita… La palla schizza lateralmente su Broh che di destro di contrabbalzo la piazza sul sette alla sinistra del portiere sannita. GOOOOOL!…  urla di gioia incontenibile tutta la Curva Nord  sotto la quale si svolge la scena appena descritta. Anche l’arbitro indica il centrocampo; anche per lui quello di Broh è il 2-1 del Palermo, forse non del tutto meritato ma per lui “regolare”…. Se non che, mentre si avvia verso la metacampo viene inchiodato sul terreno dalla voce di Pairetto, quello che sta (e controlla) al Var.

Pausa. Che agli impagabili tifosi del Palermo, anche oggi accorsi in massa, sembra interminabile. Ma termina, e termina male per il grande cuore rosanero del “Barbera”, l’unico attore in scena a fare sempre e fino in fondo il suo dovere. E a farlo magnificamente.

Non altrettanto si può dire dei sedici rosanero in campo, ancora una volta incappati in una prestazione altalenante, ancora una volta senza quella rabbia agonistica che consente, specie in Serie B, di colmare le lacune tecniche e, quindi, andare magari oltre l’ostacolo.

Eppure, la partita per il Palermo era cominciata col favore degli dei del pallone, perché, pur giocando meglio il Benevento e attaccando di più e costringendo Pigliacelli ad un  paio di interventi di rilievo, era passato in vantaggio con il redivivo Marco Sala che, approfittando di un vistoso liscio dell’intera difesa giallorossa, aveva scaricato un tiro imparabile al’incrocio dei pali della porta difesa da Manfredini.

Il vantaggio del Palermo anzi che mettere le ali ai rosanero agiva come un colpo di frusta per Schiattarella e i suoi, che si spingevano più di rabbia che di tecnica verso l’area di rigore del Palermo. Che aveva il torto di quelli che hanno paura di… vincere, perché arretrava il baricentro e consentiva al Benevento di fare la partita a suo piacimento. E, corner dopo corner, risuciva al 28’ a pareggiare con l’unica azione lineare rifinita da uno scatto sulla fascia di Ciano (il vecchio mai domo Ciano che rievoca tristi ricordi dei play off col Frosinone), che si “beve” letteralmente il macchinoso Marconi e crossa radente al centro. Dove piomba come un falco l’altro vecchio pirata del Benevento, Farias che anticipa Mateju e batte imnparabilmente Pigliacelli con un rasoterra che si infila nell’angolino basso. 

Ad inizio ripresa, Corini mette mano sulla tre quarti nel senso che lascia negli spogliatoi Verre e Saric e manda in campo, al loro posto, rispettivamente Damiani e Broh.

I cambi giovano al Palermo che comincia a “riconnettersi” con il gioco, dal quale si era disconnesso appena dopo il gol del vantaggio di Sala. E, così, la partita diventa più equilibrata e, soprattutto, non è solo il Benevento a cercare di vincerla, come sembrava dopo il gol di Sala, ma anche il Palermo.

Si rivede in un paio di affondi perentori Brunori, specie dopo che Corini ha messo dentro Soleri per Tutino, un Tutino evanescente, che giocava troppo lontano dal capitano.

Soleri, almeno, si batteva, correva, saltava di testa; insomma, cercava l’uno due con Brunori. Ma il Benevento reggeva l’urto in difesa e cercava sempre di ripartire, senza comunque più impensierire Pigliacelli se non ancora su azione susseguente calcio d’angolo e  diagonale radente di Farias.

La partita sembrava bloccata sui tentativi del Palermo e di Brunori in particolare, che si smarcava dalla pressione asfissiante del duo Tosca-Veseli e scoccava un rasoterra nell’angolino che bruciava in guantoni del bravo Manfredini.

Ancora pareggio al 90’, con l’ennesimo intervento brutale di Tosca (giallo anche per lui, oltre che per Acampora e Veseli) che si contorceva a  terra e ci rimaneva per qualche minuto, tanto che l’arbitro chiamava l’ingresso della barella. Il capitano aveva problemi al fianco per il colpo ricevuto o per esser caduto male, dopo il tackle con Tosca. Ma, per fortuna, poco dopo si rialzava e, comunque, non era in grado di restare in campo.

Ed ecco Vido per lui. Vido, che ha sempre e solo fatto brevi spezzoni di partita e, tuttavia spesso, si è fatto valere. Come anche oggi, con quell’affondo da vero centravanti in verticale con assist per Segre. E quel che segue…

Continuare a parlare di play off  e blaterare è la stessa cosa, perché la squadra non ha – e non ha mai avuto neanche nel suo periodo migliore della stagione – le qualità tecniche per meritarseli.
D’altronde, come recentemente ha ammesso il presidente Mirri, l’obiettivo del Palermo quest’anno  era la salvezza , obiettivo praticamente raggiunto,  quindi,  tutto O.K.

Il ragionamento non fa una grinza, ma vallo a spiegare ai tifosi, quelli veri, quelli che non si perdono  mai una partita, che seguono la squadra anche in capo al mondo… Vagli a spiegare che una squadra come il Palermo, ora che targato CFG, si deve accontentare solo delle briciole (la salvezza): sarebbe come vietargli di sognare, e questo proprio non è possibile.  

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI PALERMO – BENEVENTO

Palermo-Benevento 1-1: 11′ Sala-28′ Farias

IL TABELLINO

PALERMO (3-5-2): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Marconi; Valente, Saric (46′ Damiani), Gomes (68′ Segre), Verre (46′ Broh), Sala; Brunori (91′ Vido), Tutino (68′ Soleri). A disp.: Massolo, Lancini, Graves, Bettella, Buttaro, Masciangelo, Orihuela. All. Corini.

BENEVENTO (3-5-2): Manfredini; Veseli, Glik, Tosca; Improta, Viviani (46′ Karic), Schiattarella, Acampora (72′ Tello), Foulon; Ciano (75′ Carfora); Farias (59′ Pettinari). A disp.: Paleari, Lucatelli, Leverbe, Jureskin, Kubica, Koutsoupias. All. Agostinelli.

ARBITRO: Maggioni di Lecco (Rocca-Gualtieri C.).

MARCATORI: 11′ Sala, 28′ Farias

NOTE: Ammoniti: Acampora, Veseli, Tosca (B), Segre (P). Al 95′ il VAR annulla un gol a Broh per un precedente fallo di mano di Segre.

Capitan Brunori in azione nell’area di rigore del BeneventoI
testatina

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