Sunday, March 3, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Carnevale va! …

Il Cristianesimo ha combattuto a lungo e vinto contro queste tradizioni, cercando di
ottunderne gli aspetti eversivi verso il potere dominante sia politico che religioso, e ciò ci
riporta a quel che abbiamo perduto, come cultura occidentale in modo ormai definitivo,
cioè quella nostro innocenza di contatto, rapporto, fruizione con il piacere, presto
assimilato al peccato.

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Editoriali In Evidenza Politica Italiana Rubriche , at 10/02/2024 Tag: , , , , , , ,

L’Opinione di Francesco Chiucchiurlotto dalla Redazione Politica per il Quotidiano l’Italiano

VITERBO – I Romani sostenevano che “ Semel in anno licet insanire! ” cioè almeno una volta
all’anno è possibile impazzire, quindi uscire da regole e canoni del conformismo usuale e
quotidiano; oggi si direbbe, fuori dal politicamente corretto e dal normale tran tran.
Ma loro, i Romani, non schiacciati dal monoteismo rigido ed implacabile del post 313 d.C.,
trovavano nel politeismo, a torto definito nell’accezione negativa di “pagano”, infinite vitali
possibilità di conoscere ed esprimere se stessi, attraverso un Pantheon articolatissimo di
dei e dee ereditato dai Greci, ai quali probabilmente l’umanità occidentale deve tutto.
Ad esempio gli schiavi facevano da padroni, veniva eletto un princeps in ogni situazione
aggregata, ma il tutto nella particolare atmosfera religiosa che riguardava Saturno
nell’Olimpo romano, ed in Grecia Crhonos, cioè il tempo che modella le stagioni.
Si svolgevano quindi i SATURNALIA, a fine anno, che comprendevano il periodo della
sospensione agricola, dell’attesa del rigoglio della natura e di quell’insanire che rimetteva
a posto momentaneamente rapporti ed interessi.
In epoca romana si credeva che tali divinità, Saturno o Plutone, ed in particolare Dioniso
(Bacco), uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo con gli umani per tutto il
periodo invernale, quando cioè la terra riposava ed erano indotte a ritornare nell’aldilà con
feste e sacrifici, da dove avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva.
Si trattava insomma di una sorta di lunga sfilata in cui dominava il colore rosso, quello
degli Dei, e di eccessi a sfondo orgiastico, dionisiaco, con tanto di baccanali il cui l’unico
limite era la resistenza fisica; oggi ci accontentiamo dei carri mascherati e dei coriandoli.
Insomma la civiltà greca e poi romana, non si facevano mancare niente, anche
nell’eccesso.
Il Cristianesimo ha combattuto a lungo e vinto contro queste tradizioni, cercando di
ottunderne gli aspetti eversivi verso il potere dominante sia politico che religioso, e ciò ci
riporta a quel che abbiamo perduto, come cultura occidentale in modo ormai definitivo,
cioè quella nostro innocenza di contatto, rapporto, fruizione con il piacere, presto
assimilato al peccato.

C’è un simbolo, un logo, un banner di tutto ciò, ed è la pianta della vite, da cui deriva il
prodotto più celebrato dall’intera umanità, (almeno sino a Maometto): il VINO.
Ho avuto la fortuna di viaggiare e di conoscere, non tanto certo quanto vorrei voluto, il
nostro contesto europeo, ma serbo dei ricordi importanti in cui il tralcio di vite costituisce
una pista culturale non solo grafica o scultorea, ma appunto simbolica ed identitaria, in
Chiese ortodosse primordiali, per esempio su un monte brullo in Georgia, (dove non va
dimenticato storicamente fu fermentato il primo Vino), oppure a Cipro.
É semplice ricostruire, agli albori del cristianesimo trionfante, la traccia che si fissava in
archi e colonne, in affreschi e dipinti, in mosaici e decorazioni, costituita da viti e grappoli,
a testimoniare che il Dio Dioniso doveva conservare un suo spazio, doveva collegare la
nuova divinità cristiana alle tradizioni “pagane”, se non altro per spegnerne la carica
eversiva che il vino, il sesso, il piacere umano, ancora nonostante tutto conservano.

Jorge Luis Borges diceva : “ Noi siamo Greci ! ”, e senza dubbio aveva ragione, ed è con
questa chiosa dotta e ben augurale, che auguro a tutti BUON CARNEVALE !
( C’è pure la rima!)

Francesco Chiucchiurlotto *

*Francesco Chiucchiurlotto, laureato in Giurisprudenza. È stato Sindaco del Comune di Castiglione in Teverina (Viterbo) – Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia A.N.C.I.

Carnevale e i suoi riti

Comments


Lascia un commento