Sunday, April 21, 2024
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Catanzaro: start alla Seconda Edizione della “Scuola di Morzello”

Organizzato dall’Associazione “Antica Congrega Tre Colli” di Catanzaro, presieduta dall’avvocato , Francesco Bianco, che, dopo avere ringraziato il presidente Falbo per il patrocinio, ha illustrato il programma e gli aspetti più salienti. dell’importante corso gastronomico che intende promuovere la pietanza tipica del Capoluogo di Regione


di Nadia Fedorova dalla Redazione Enogastronomica del Quotidiano l’Italiano

CATANZARO – Con la presentazione e le prime “lezioni” della Seconda Edizione della “Scuola di Morzello” è stata inaugurata oggi nel capoluogo della Calabria la nuova frequentazione per ottenere, al termine dell’iter formativo, l’attestato ed il riconoscimento dell’Antica Congrega dei Tre Colli, custode della tradizione enogastronomica catanzarese del piatto tipico più noto e prelibato per il palato dei catanzaresi.

La presentazione dell’evento è stata ideata, partecipata ed organizzato dall’Associazione “Antica Congrega Tre Colli”  presieduta dall’avv. Francesco Bianco il quale dopo avere ringraziato il presidente Pietro Falbo per il patrocinio e gli altri enti che hanno inteso affiancare l’evento, ha illustrato il programma e gli aspetti più salienti cededo poi la parola alla giornalista Eugenia Ferragina che ha moderato il dibattito che ne è seguito. Al tavolo della presidenza, dopo il rapido saluto del sidaco Fiorita, si sono succeduti i vari interventi da parte di Luigi Scordamaglia (consigliere delegato di filiera Italia) del presidente dell’Ente Camerale, da parte di Pietro Falbo, del prof. Stefano Alcaro (UMG Catanzaro) che dal canto suo ha evidenziato l’importanza per il territorio di mantenere una Scuola del genere, date le potenziali ricadute per lo sviluppo dell’area catanzarese, dell’avv. Aldo Costa (Direttore Generale della Fondazione del Teatro Politeama), e ancora Filippo Mancuso, presidente del Consiglio Regionale della Calabria.

l’avvocato Francesco Bianco Presidente dell’Antica Congrega Tre Colli e il dott. Pietro Falbo Presidente Ente Camerale
Da sinistra il presidente avv. Franbcesco Bianco, la moderatrice Eugenia Ferragina, l’assessore Monteverde

I docenti della Scuola – ha precisato l’avv. Bianco – si divideranno tra associati dell’Antica Congrega Tre Colli e nomi esterni all’associazione. Il programma ha previsto l’inizio oggi venerdì 3 novembre, con gli interventi  Luigi Scordamaglia, consigliere delegato Delegato di Filiera Italia), la chef Nadia Tappen; la giornalista esperta di food Margo Schachter e il responsabile della Scuola di Alta Formazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Stefano Alcaro. Domani, 4 novembre sarà la volta di Francesco Faragò, dirigente medico dell’Asp di Catanzaro e di Rocco Reina, docente all’Umg.

Il programma didattico prevede poi varie fasi teoriche e pratiche che si svolgeranno ogni fine settimana del mese di novembre a partire dal 10-11, sino al 24-25 del mese.

A sin. l’avv. Francesco Bianco, la giornalista Eugenia Gerragina ascoltano l’intervento dell’avv. Aldo Costa (Direttore Generale della Fondazione del Teatro Politeama)

Dopo il successo, magari inaspettato, dello scorso anno, l’associazione “Antica Congrega Tre Colli”– ha spiegato l’avv. Francesco Bianco – ha varato la seconda edizione dell Scuola di Morzello. La ferma nostra convinzione, quindi espressa in occasione dell’evento citato, di perseguire tenacemente la realizzazione di una Scuola che insegnasse la preparazione del piatto principale della gastronomia catanzarese è stata premiata. Ciò, nella misura in cui “il Morzello” nosto anche con lepiteto di “Illustrissimo”, attribuitogli dal poeta calabrese Giovanni Sinatora, non rappresenta soltanto un piatto tipico locale, ma un’eccellenza del gusto, ad un tempo elemento fortemente identitario e simbolo di una diffusa tradizione popolare. Nato nella povertà più assoluta, – ha proseguito il presidete Bianco – con il volgere degli anni questa pietanza ha avuto una diffusione piena ed interclassista, al punto da generare un interesse trasversale. D’altro canto, da quando esiste l’uomo il cibo è parte della narrazione della sua esistenza, essendo una frazione saliente della sua cultura e del suo vivere con i propri consociati.

Da qui, la reale necessità di una Scuola di “Morzello”, emblema di quella sana catanzaresità che trova il gusto del vivere insieme intorno ad una buona tavola. Concludendo, – ha chiosato l’vv. Francesco Bianco – auspico che questa Seconda edizione contribuisca ad incentivare l’interesse delle giovani generazioni, verso tutto ciò che di virtuoso ed affascinante abbiamo ereditato dal nostro glorioso passato.”

Nadia Christina Tappen che ha dissertato sul tema: “L’Uso del quinto quarto nelle etnie Arabe ed Ebraiche” .

Interessantissime le relazioni tenute come apertura del Corso da parte di Margo Schachter, giornalista enogastronomica sul tema “Valorizzazione delle tradizioni culinarie come veicolo di promozione turistica e culturale” e della chef e Sommelière dell’Olio d’Oliva, esperta di cucina mediterranea Nadia Christina Tappen che ha dissertato sul tema: “L’Uso del quinto quarto nelle etnie Arabe ed Ebraiche” .

Applauditisissime le due relatrici hanno dato dimostrazione di quanto sia importante per l’economia, per la cultura e per il turismo una sana presentazione dei prodotti tipici locali e di quello che si può preparare con ingredienti sani e genuini.

Domani, come accennato, 4 novembre nelle aule del San Giovanni sarà la volta della lezione di i Francesco Faragò, dirigente medico dell’Asp di Catanzaro e di quella tenuta da Rocco Reina, docente all’Umg. Venerdì 10 e sabato 11 novembre sarà il turno di Giuseppe Caruso, professore dell’Istituto Tecnico Agrario “Vittorio Emanuele II” di Catanzaro, e degli associati William Panzino e Roberto Viscomi e della Chef Nadia Tappen; venerdì 17 e sabato 18 novembre toccherà alla chef Anita Ferragina, agli associati Enzo Celi e Nicola Gallella e allo storico Mario Mauro, Mentre Venerdì 24 novembre avrà luogo la lezione curata dall’associato Mariano Mancuso e poi il Corso avrà il suo epilogo sabato 25 Novembre con i test finali per i corsisti, prima dell’emissione e della consegna degli attestati di partecipazione.

Interessantissime le relazioni tenute come apertura del Corso da parte di Margo Schachter, giornalista enogastronomica sul tema “Valorizzazione delle tradizioni culinarie come veicolo di promozione turistica e culturale

Nel corso, come è stato programmato dai dirigenti dell’Associazione, si parlerà oltre che degli ingredienti principali anche della metodologia di preparazione. Dunque si alterneranno lezioni pratiche e parti teroriche con cenni storici, con gli accorgimenti di igiene sanitaria, quelli organizzativi, e anche sul celebre pane caratteristico nel quale il morzello viene degustato e cioé la “pitta”.

Le lezioni affronteranno le varianti del Morzello quali il “soffritto” e la specialità di “baccalà”.

Per concludere il nostro servizio ricordiamo ai lettori del quotidiano che ci seguono in altre parti d’Italia e del Mondo che: Il Morzello, detto anche Morzeddhu, Murseddu o Morsello è un antico piatto, tipico della città di Catanzaro e della provincia. Come molti piatti della tradizione la storia di questo piatto è curiosa: una leggenda infatti narra che questa preparazione sia stata inventata sotto le feste di Natale da una donna che, rimasta vedova, per poter mantenere la sua famiglia ripuliva il cortile in cui venivano macellate le bestie destinate alle famiglie dei più abbienti. Come si suol dire, lei fece di necessità virtù, non avendo nulla da cucinare per le feste preparò una zuppa di carne con le frattaglie scartate dalla macellazione e destinate alla discarica. Ed ecco che nacque il Morzello, chiamato così perché realizzato con frattaglie ridotte a pezzi piccoli piccoli (in dialetto catanzarese “morzha morzha“). Col tempo il Morzello si diffuse come preparazione nelle osterie della città e divenne un sostanzioso spuntino per gli operai che lo gustavano a metà mattinata guarnito nella pitta, un tipico pane casereccio che veniva farcito con questo succulento sugo di frattaglie che – secondo la descrizione popolare ad ogni morso “T’a dde sculara gargi gargi”, ovvero colare da tutte le parti. Oggi le tipiche osterie stanno svanendo ma a mantenere viva la tradizione culinaria di questo piatto ci sono le famiglie che da generazioni custodiscono gelosamente la propria ricetta.

Il cine tele operatore Eugenio Capellupo che ha seguito sino al termine l’evento

La manifestazione ha avuto un seguito dal sapore gastronomico con un piccolo coktail al quale è stato possibile degustare rustici e dolci tipicamente locali. Tra questi la presenza dell’ormai celeberrimo pane Mulinum che nasce a San Floro paese poco lontano dal Capoluogo che ha riscosso un notevole interesse ed apprezzamento. Ci congratuliamo con la Antica Congreda dei Tre Colli per l’iniziativa e per come si sono svolti i lavori ai quali abbiamo partecipato in veste giornalistica e – come si suol dire – chiudiamo chiosando che la cosa non finisce qui …perché terremo informati i nostri lettori sull’evento.

L’intervento di Filippo Mancuso presidente del Consiglio Regionale della Calabria
il presidente dell’Ente Camerale Pietro Falbo parla alla platea presente
Rosella che ha gestito lo stand del pane Mulinum, prodotto dell’eccellenza panificatrice del territorio catanzarese

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