Saturday, December 3, 2022
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Clelia Moscariello e “Io non amo le rose” ma poesie e racconti dell’autrice profumano e pungono. Da leggere assolutamente

Tutte, proprio tutte belle e coinvolgenti le sue poesie… quasi a doversi far perdonare la loro bellezza nei riguardi dell’altra componente del volume, quella dei racconti brevi che però hanno il vantaggio di non dover rispettare nessuna regola e per questo motivo si leggono d’un fiato e non si vede il momento di passare all’altro.


dalla Redazione Letteraria del Quotidiano l’Italiano

a cura di Roberto Giordano

ROMA – Tra i libri pervenuti in redazione per ricevere una recensione ho scelto quello di Clelia Moscariello dal titolo “Io non amo le rose” e dopo aver sottolineato un suo pensiero che riproduco e ripropongo pressappoco nella sua integralità: “Io non amo le rose, non le ho mai amate … sono fiori perfetti che mi han sempre fatto sentire inadeguata al loro cospetto”, sarei stato tentato di commentare (come dicono qui a Roma) “e chissenefrega?” ma poi catturata l’attenzione dalla serie raccolta nelle poesie e nei racconti ho compreso e accettato che quella frase fosse il punto cruciale di tutto lo sviluppo interiore dell’opera stessa.

Perché tra i fiori delle poesie e dei racconti nascono e si sviluppano con profumi di intensa liricità proprio i protagonisti principali… E non si tratta di figure virtuali o geometriche create nella loro tridimensionalità allo scopo di partecipare quelle che in gergo si definiscono emozioni… ma di pensieri che estrapolano le ragioni e le motivazioni del suo vissuto.

C’é sicuramente una serie di ingredienti che appartengono agli scaffali dell’autobiografico in ciò che Clelia Moscariello tratta, nelle poco più di 140 pagine del suo volume ben curato sin nei minimi particolati, con una punta di provocazione sin dalla sua cover dove una rosa dal gambo lungo stilla un rigolo di sangue sul seno di una donna prosperosa e, diciamolo pure, provocante per gli appetiti erotici dei maschi.

Tutte, proprio tutte belle e coinvolgenti le sue poesie… quasi a doversi far perdonare la loro bellezza nei riguardi dell’altra componente del volume, quella dei racconti brevi che però hanno il vantaggio di non dover rispettare nessuna regola e per questo motivo si leggono d’un fiato e non si vede il momento di passare all’altro.

La scrittrice e giornalista Clelia Moscariello

In definitiva “Io non amo le rose” è libro piacevole da leggere e da rileggere, perché viaggiando tra luci e ombre, tra i sogni e i rimpianti, tra le gioie e le tristezze della propria anima si attraversa quel tunnel oscuro non per restarci dentro ma per avvistare la luce e rivedere le stelle, una volta effettivamente al di fuori, nell’attesa che la notte lasci di nuovo il posto al sole.

Qui e là punte di azzurra nostalgia…di momenti rivolti con lo sguardo al passato, di piccoli ritagli che arricchiscono e ingentiliscono lo stile narrativo al punto da evidenziare un linguaggio contemporaneo che colloca l’opera nell’epoca in cui viviamo senza che per questo ne esca depauperata o poco competitiva sotto il profilo della composizione letteraria.

E allora come definire “Io non amo le rose“, libro che troviamo per metà poetico e per metà racconto? Sicuramente un interessante esperimento sotto il profilo editoriale. Un modo nuovo ed efficace di raccontare le questioni dell’anima, del cuore e della forza creativa. Un duplice esperimento che trova la sua sintesi nell’esegesi della bellezza dell’umanità interiore.

Non c’é motivo migliore per elogiare “Io non amo le rose” se non quello di considerarlo come tra quei libri che posseggono la grazia e la grinta, la gentilezza e la forza, la timidezza e la sfrontatezza, il colore e l’odore che posseggono proprio i fiori non amati dall’autrice.

Come una rosa che affascina, attrae, che si lascia ammirare, cogliere e annusare ma che, se si è distratti punge, graffia e lascia il segno, il libro di Clelia Moscariello ci è piaciuto e sfogliando le pagine, con attenzione, siamo riusciti ad uscirne indenni senza versare nemmeno un rigolo di sangue ma appagati per aver goduto appieno di quell’essenza divina che si prova stando a contatto con l’interiorità di chi scrive e sa come farlo, non per la ragione tecnica ma per sensibilità personale..

Preceduto dalla prefazione di Domenico Turco, (scrittore e poeta) “Io non amo le rose” può essere reperito in libreria e sul sito:  https://pavedizioni.it/prodotto/io-non-amo-le-rose

Per quanto possa interessare solo ai curiosi, ci piace riportare la frase che compare in quarta copertina che funziona benissimo per suscitare interesse nel vasto pubblico a cui è rivolto: “Non tutte le donne amano le rose. Non tutte le donne vorrebbero ricevere rose soprattutto. Io non amo le rose è la mia quarta raccolta semiautobiografica che unisce, come in un cocktail sapientemente mixato e poi shakerato, ballate, racconti, riflessioni. La silloge in questione prende il nome dall’omonima poesia, che letteralmente descrive il mio rapporto conflittuale con le rose e con tutto il loro mondo di simbologia e di cliché che ne fanno da contorno. Io personalmente mi rispecchio più in un fiore di campo o in un iris selvatico, non mi piacciono né la perfezione, né tantomeno la retorica correlata alla rosa come fiore, ma amo, invece, tutto ciò che è genuino, autentico e spontaneo“.

Che altro aggiungere se non i nostri migliori complimenti e auguri all’autrice Clelia Moscariello da parte mia, da parte del direttore Riccardo Colao e di tutta la redazione del quotidiano “l’Italiano“!

la cover del volume di Clelia Moscariello

codice isbn 9791259731845

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