Friday, April 19, 2024
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FP CGIL Polizia Penitenziaria: Ottima decisione la chiusura progressiva delle “celle aperte” nei reparti ad Alta Sicurezza nelle sedi di Lanciano, Sulmona, Frosinone, Viterbo e Larino, disposta dal nuovo Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise.

Le cosiddette “Celle Aperte” è una misura che era stata adotta per bilanciare il disagio del sovraffollamento nelle carceri a seguito delle condanne verso l’Italia da parte della Corte EDU che però, solo in via sperimentale era stata adottata in via sperimentale anche per un ristretto numero di detenuti di Alta Sicurezza. Con il tempo, e senza che siano mai stati forniti dati sulla sperimentazione, le celle aperte erano state estese alla stragrande maggioranza dei reparti detentivi di Alta Sicurezza che contano circa novemila detenuti ristretti in tutta Italia.


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Mirko Manna, rappresentante della FP CGIL Polizia Penitenziaria, si esprime positivamente riguardo alle recenti misure adottate dal nuovo Provveditore del Lazio, Abruzzo e Molise, dott. Maurizio Veneziano, che ha disposto le istruzioni per la progressiva chiusura delle cosiddette “celle aperte” nei reparti detentivi di Alta Sicurezza. 

“La misura adottata – dichiara Manna – va nella direzione di ristabilire l’ordine e la sicurezza nei reparti detentivi in cui sono ristrette persone con accertate appartenenze alla criminalità organizzata, per i quali, nel tempo era stata estesa la possibilità di rimanere senza alcun controllo di fatto da parte del personale di Polizia Penitenziaria, stante la grave carenza di Poliziotti presenti in servizio, rispetto a quelli previsti. Questo consentirà di garantire la sicurezza e tutelare la salute delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria nelle Regioni di competenza”.

Le cosiddette “Celle Aperte” è una misura che era stata adotta per bilanciare il disagio del sovraffollamento nelle carceri a seguito delle condanne verso l’Italia da parte della Corte EDU che però, solo in via sperimentale era stata adottata in via sperimentale anche per un ristretto numero di detenuti di Alta Sicurezza. Con il tempo, e senza che siano mai stati forniti dati sulla sperimentazione, le celle aperte erano state estese alla stragrande maggioranza dei reparti detentivi di Alta Sicurezza che contano circa novemila detenuti ristretti in tutta Italia.

“La misura che sta adottando il Provveditore Veneziano – dichiara ancora il sindacalista –  non fa altro che adottare il modello già designato dalle linee guida degli uffici superiori Dipartimentali e garantirà un ambiente di lavoro più sicuro per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, offrendo una maggiore tutela anche nei progetti di reinserimento della popolazione detenuta”. 

Manna auspica che “il Ministro Carlo Nordio e il Capo Dap Giovanni Russo, ristabiliscano la chiusura delle celle aperte nell’Alta Sicurezza in tutte le altre Regioni, considerando l’atavica carenza organica che affligge il Corpo di Polizia Penitenziaria e che potrebbe mettere a rischio la sicurezza nelle carceri”.

“Il Provveditore Veneziano – conclude Manna – ci ha assicurato che le misure adottate rispettano i parametri di legittimità e che saranno prese tutte le precauzioni necessarie per mantenere elevati standard di sicurezza. L’implementazione del modello designato dalle linee guida degli uffici superiori Dipartimentali contribuirà a rafforzare la sicurezza dei lavoratori della Polizia Penitenziaria, nonché a garantire una maggiore tutela nei progetti di reinserimento dei detenuti”.

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