Monday, April 15, 2024
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Gender. Pro Vita Famiglia: Comune di Roma rinnova corsi di formazione obbligatori gender per insegnanti di nido e infanzia

Se Gualtieri e la sua amministrazione vogliono fare battaglie ideologiche e politiche le facciano all’interno delle sedi di partito, non di certo nelle classi e tra i banchi dei nostri figli più piccoli! Protesteremo, alzeremo le barricate, faremo sentire la nostra presenza e la nostra voce e invitiamo tutti i genitori a vigilare sull’operato degli insegnanti e pretendere il consenso informato per qualsiasi attività, affinché questo indottrinamento non entri nelle classi». Così Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia onlus.


di Gianfranco Simmaco – dalla Redazione Centrale – per il Quotidiano l’Italiano

«Noi lo avevamo denunciato già lo scorso maggio, quando il Comune di Roma, tramite l’associazione “Scosse”, impegnata da anni in progetti gender, aveva obbligato educatori di asili nido e scuola dell’infanzia a seguire il corso “De-Costruire gli stereotipi di genere”. Ora scopriamo che questa obbligatorietà, una vera e propria costrizione ideologica, è rinnovata anche nel nuovo Piano di aggiornamento 2023/2026 per educatori e insegnanti. L’amministrazione Gualtieri, con il chiaro zampino delle istanze Lgbtqia+ portate avanti dal relativo ufficio guidato da Marilena Grassadonia, già presidente delle Famiglie Arcobaleno, continua a portare avanti battaglie politiche e ideologiche sulla pelle dei nostri figli. 
Ma cosa intendono fare con questi corsi gender? Ebbene, obbligano gli insegnanti a formarsi per parlare ai bambini, di identità di genere e gender, di “superare le gabbie di genere” e di mettere in discussione “un sistema estremamente binario”, cioè quello che riconosce semplicemente che i bambini sono maschi e le bambine femmine. Ricordiamo infatti che proprio il corso invita gli insegnanti a far entrare pervasivamente l’ideologia gender nelle scuole, prospettiva per cui il sesso sarebbe “assegnato alla nascita”, si vogliono quindi convincere le femminucce a giocare come maschietti e viceversa, si propongono in classe libri di favole che sponsorizzano pratiche come l’utero in affitto e la Pma, a non vergognarsi del proprio corpo nudo, a scegliere i genitori che si vorrebbero avere, o ancora si mostrano favole con “due papà” che festeggiano il compleanno di un figlio che non è caratterizzato né come maschio né come femmina, annientando così ogni differenza fin dalla prima infanzia. E’ ora di dire basta a tutta questa vergogna.
Se Gualtieri e la sua amministrazione vogliono fare battaglie ideologiche e politiche le facciano all’interno delle sedi di partito, non di certo nelle classi e tra i banchi dei nostri figli più piccoli! Protesteremo, alzeremo le barricate, faremo sentire la nostra presenza e la nostra voce e invitiamo tutti i genitori a vigilare sull’operato degli insegnanti e pretendere il consenso informato per qualsiasi attività, affinché questo indottrinamento non entri nelle classi». Così Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia onlus.

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