Wednesday, December 7, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Geopolitica e capitalismo post comunista in Russia

Noi no, noi europei siamo, a prescindere dall’età, tanti simpatici vecchietti, viviamo in una bolla ovattata fatta di privilegi e benessere anche a spese del resto del mondo, non è nostra preoccupazione se i nostri amati prodotti vengono fatti da schiavi in altri luoghi del mondo, e non è nostra intenzione condividere con nessuno e quando ci provano impediamo i loro sbarchi.


L’Opinione di Nicola Mongiardo

Vladimir Putin fino a quando non ha deciso – da solo e in contrasto con i più importanti generali e consiglieri – di invadere l’intero territorio ucraino, era considerato da molti politici italiani, europei e anche americani un leader moderno, capace di incarnare quei valori quali la patria, la famiglia, la fede in Dio, tutte cose che, dalle nostre parti, si sono indebolite se non sparite.

Era l’amico Putin, quello che mandò caccia militari nei territori occupati dall’Isis, all’indomani dei terribili attacchi terroristici in Francia, sganciando bombe con la scritta “Paris”, ovviamente per il solo tornaconto personale e cioè metter piede in acque Mediterranee.

Allo zar abbiamo concesso tante cose, forse tutto, ora le nostre coscienze si risvegliano a causa del rumore dei pianti dei bambini ucraini, rifugiati in bunker della seconda guerra mondiale o a Kiev nella metropolitana. Tranquilli, trattasi (la solidarietà e l’umanità) di fenomeni passeggeri, fra un paio di mesi dimenticheremo anche l’Ucraina come facciamo sistematicamente con il dolore, la sofferenza a la morte di ogni dove nel mondo.

I nostri leader si fanno trovare impreparati e increduli, si stanno domandando: come ha potuto l’amico Putin invadere una nazione democratica e assolutamente innocua? Se lo starà chiedendo Salvini e gli altri della Lega che sono in stretti rapporti con Russia Unita, il partito di Wladimir Putin. Se lo starà chiedendo anche Renzi che lavorava anche per i russi, i dollari arabi non gli bastavano. Ci sono tanti estimatori del buon moscovita in ogni partito italiano ed europeo.

Non si tratta di un errore di valutazione, è chiaro chi sia Putin, ma noi occidentali facciamo un unico ragionamento, per giunta molto semplice: se fanno affari sono brave persone. Sono stati i nostri leader politici a far entrare la Russia di Putin nel G-8, nell’OCSE, Clinton addirittura gli offrì una partnership con la Nato, la Germania ha voluto e ottenuto (contro la volontà USA) la costruzione del secondo gasdotto – nord stream 2 – che passa attraverso il territorio della Bielorussia, una nazione fantoccio evitando proprio l’Ucraina perché democratica e indipendente.

Signore e signori, potrei continuare a scrivere centinaia di pagine piene zeppe di cose, fatti, decisioni, prese da ogni singolo paese occidentale fino ad arrivare all’Unione Europea, tutte discutibili a livello morale se non proprio vergognose. Eppure ormai lo hanno capito anche i ragazzini che dalle nostre parti non esiste alcun valore etico, accenno di morale, nessun freno inibitorio ed infatti ne approfittano per fare guerriglie urbane quotidiane condannate da fior fiori di sociologi e psicologi ma non dai giudici.

Tutto è indirizzato all’arricchimento, se ci sono affari e questi crescono continuamente allora sta andando tutto bene, il Dio del capitalismo ha sempre fame e quotidianamente va foraggiato, poco importa di tutto il resto.

Il male altrui, in questo caso di un popolo aggredito, è un effetto collaterale come tanti altri che affossano l’umanità, che la spingono in un baratro enorme, in un pozzo senza fondo che si è trasformato in un buco nero che tutto aspira e fagocita, in primis la nostra dignità.

Dignità e umanità, termini desueti in una società fatta di personaggi che si esercitano ogni giorno nel fare l’inchino perfetto, di usare la parola giusta per convincere la controparte a concludere un affare, siamo pieni di politici fasulli, falsi, mendaci e mendicanti, che hanno venduto l’anima non al diavolo – sarebbe già più dignitoso- ma a comuni mortali come loro.

Non si vede all’orizzonte una classe politico-dirigenziale che alzi lo sguardo verso il futuro, che progetti una società dalle solide fondamenta, personalmente non mi faccio prendere in giro dalle politiche ecologiche che prevedono grossi cambiamenti, esse sono figlie di rigurgiti new-age, sono mode portate avanti dalla classe agiata, manovrate da quelle stesse aziende che hanno inquinato il mondo per almeno un secolo.

Qui si arriva al punto, gli esseri umani hanno paura del vuoto e il nostro stile di vita è un enorme vuoto che cerchiamo di riempire con gli oggetti, siamo compratori ossessivi compulsivi, “compro dunque sono”, ci identifichiamo con l’avere e non più con l’essere.

La democrazia stessa è stata svuotata di ogni suo significato, un diritto viene percepito come un prodotto messo in vendita da un gruppo politico, essa (la democrazia) è subordinata al capitalismo che la modella e plasma a suo piacimento.

Ecco perché i politici ormai vanno avanti a slogan, battute, frasi semplici, è il linguaggio del marketing, lo stesso che hanno usato con Putin e anche con la Cina, purtroppo per noi, però, esistono ancora Stati capaci di ragionare diversamente, che sì fanno affari miliardari ma che comunque mantengono una dignità di nazione, di popolo, dove gli interessi economici non è l’unico mantra.

Putin è tutto questo, un uomo che incarna buona parte dei russi che pur di portare avanti le loro idee, e metteteci anche progetti e follie totalitarie e antidemocratiche, riescono a dire no agli affari, sono pronti alle sanzioni, ai sacrifici. L’orgoglio russo prevarica sul becero capitalismo, Putin ci ha usati per finanziare il suo attuale enorme potere militare, con i nostri soldi ha rafforzato e modernizzato un esercito che all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica cadeva a pezzi (Kursk docet).  Ora può fare a meno di noi, o meglio inizia a stringere rapporti economici con la Cina, non dimentichiamo però che nel momento in cui sto scrivendo (26 febbraio) l’Italia, la Germania e molti altri paesi europei stanno ancora comprando il gas russo, quindi continuiamo a pagare di tasca nostra la campagna ucraina di Putin.

Davvero pensate che l’Europa potrà andare avanti così? Un continente che ha intenzione di fare la storia firmando contratti commerciali con assassini della peggiore specie è fuori da ogni logica, l’America stessa, quella disprezzata e guardata dall’alto verso il basso dagli intellettualoidi europei, ebbene essa ha una qualche forma di dignità, sa trattare e parlare con i regimi dittatoriali chiamandoli con il loro nome ed è capace e pronta di difendere il suo stile di vita anche con il sangue dei suoi figli.

Noi no, noi europei siamo, a prescindere dall’età, tanti simpatici vecchietti, viviamo in una bolla ovattata fatta di privilegi e benessere anche a spese del resto del mondo, non è nostra preoccupazione se i nostri amati prodotti vengono fatti da schiavi in altri luoghi del mondo, e non è nostra intenzione condividere con nessuno e quando ci provano impediamo i loro sbarchi.

Siamo flosci, privi di qualsiasi volontà di potere realizzativo, non educhiamo alla costruzione o meglio edificazione di un soggetto ma di un oggetto, ecco cosa siamo, oggetti umani standardizzati, che non pensano in quanto il pensare implica uno sforzo, per noi pensa un élite affaristico- manageriale, essa è la depositaria delle nostre pseudo idee.

Non mi può sorprendere l’escalation putiniana, colui che è ancora il punto di riferimento di tantissimi giovani e meno giovani che vivono nelle nostre città, che sfruttano le concessioni e le debolezze dei sistemi democratici e che la offendono quotidianamente.

Rimarranno affascinati da questo mostro divoratore di libertà e popoli? Secondo me sì, non dimentichiamo che è quello che fino a ieri ha colmato il vuoto esistenziale che abbiamo dentro, ha nutrito la nostra voglia di autorità, sappiamo di essere cattivi e vogliamo un padre padrone pronto a sculacciaci.

Nicola Mongiardo

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