Friday, December 9, 2022
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Guerra ed energia: via il 29% del gas russo grazie all’autoconsumo delle imprese, ecco l’arma più importante per aiutare il popolo ucraino e risparmiare sul già salatissimo aumento dei costi di energia

Per essere solidali con il popolo ucraino l’unica vera arma è non comprare più il gas russo. Altrimenti, mentre con le sanzioni si cerca di prosciugare i conti di Mosca, andiamo nel paradosso di finanziare con un miliardo di euro al giorno i bombardamenti delle città ucraine e l’uccisione di civili inermi.


dalla Redazione Centrale del Quotidiano l’Italiano

ROMA – L’introduzione di soluzioni fotovoltaiche distribuite per autoconsumo può portare il comparto produttivo italiano a risparmiare dai 13,5 ai 19 miliardi di euro, mediante l’installazione di circa 50 GWp. Una scelta che non è solo vantaggiosa economicamente per le imprese, ma che consentirebbe anche una concreta difesa della libertà e dei valori dell’Occidente. A metterlo in evidenza è un’analisi aggiornata al 10 marzo 2022 di EnergRed, impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare.

Questa strada porterebbe infatti il solare dall’attuale 11% ad una quota pari al 35% della produzione totale di energia elettrica, riducendo la necessità di gas naturale dell’11% e —soprattutto— consentendoci di tagliare fin da subito del 14% le forniture di gas russo. Liberarcene è l’arma più importante per aiutare l’Ucraina.

Per essere veramente solidali con il popolo ucraino l’unica vera arma è non comprare più il gas russo. Altrimenti, mentre con le sanzioni si cerca di prosciugare i conti di Mosca, andremmo nel paradosso di finanziare indirettamente —con un miliardo di euro al giorno— i bombardamenti delle città ucraine e l’uccisione di civili inermi.

Invece, auto-consumando per le necessità giornaliere l’energia degli impianti fotovoltaici distribuiti nelle nostre imprese produttive, la dipendenza dell’Italia dal gas russo diminuirebbe nel breve termine del 29%.

«Si tratta di una scelta di estrema importanza strategica, ma anche e soprattutto significativa da un punto di vista economico ed ambientale: oggi produrre energia da impianti fotovoltaici costa un sesto rispetto alla produzione nelle centrali turbogas (anche quelle di ultima generazione) e permette una riduzione delle emissioni di gas climalteranti per un volume pari a 33 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti al 10% del totale prodotto sul nostro suolo» sottolineano gli esperti di EnergRed.com.

«Grazie al solare e grazie alla nostra volontà di creare e condividere direttamente e fin da subito i benefici generati da una scelta di sostenibilità che guarda tanto alla situazione presente quanto al futuro, oggi è possibile superare la dipendenza dalle materie prime fossili e dunque liberarsi dalla sudditanza verso i Paesi esteri che non condividono i nostri stessi valori» commenta Moreno Scarchini, ceo di EnergRed.«Insomma —sintetizza Scarchini— la libertà geopolitica passa certamente per le rinnovabili e per il fotovoltaico in autoconsumo».

«La nostra metodologia già da oggi è in grado di garantire energia da tecnologia fotovoltaica alle imprese ad un prezzo omni-comprensivo di 150-160 euro per MWh. E in alcuni casi —aiutati da una maggiore disponibilità di risorsa solare che caratterizza alcune zone del nostro Paese— siamo riusciti a spingerci anche ad un prezzo di 100 euro per MWh, rendendo l’energia solare in autoconsumo la fonte più rapida da implementare e più conveniente per i bilanci delle aziende e per l’ambiente» aggiunge Giorgio Mottironi, responsabile marketing di EnergRed.

Senza il passaggio alle rinnovabili, con un costo della materia prima che potrà toccare i 210 euro per MWh, la bolletta del comparto produttivo italiano è proiettata verso i 57 miliardi di euro (se si tengono presenti anche i settori dell’agricoltura e dei servizi): +47% sul già salatissimo conto del 2021.

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