Wednesday, June 12, 2024
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Il Premierato evaporato

La riforma costituzionale sul Premierato assume un significato
simbolico e definitivo essendo stata indicata come la madre dei tutte le riforme

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Editoriali In Evidenza Politica Italiana Rubriche , at 17 Maggio 2024 Tag: , , , ,

L’Opinione di Francesco Chiucchiurlotto dalla Redazione Politica per il Quotidiano l’Italiano

VITERBOTutto il governo di Giorgia Meloni è fondato, caratterizzato e dosato sulla sua persona di
Presidente del Consiglio: capacità comunicative straordinarie sul filo mediatico dell’”UNA
DI NOI”; figura accattivante ed in continua trasformazione, dalla chiattona borgatara, alla
sofisticata e snella influencer (onore al merito della disciplina e degli sforzi impiegati);
contenuti ed obiettivi sempre spostati in avanti, ma apparentemente già conseguiti.
Insomma un capolavoro difficilissimo da smontare, se non dai fatti, che come ricorda il
poeta: “I FATTI SONO COME GLI SCOGLI, RIEMERGONO LUCIDI ED IMMUTABILI
DOPO OGNI ONDATA DI CHIACCHERE!”
Tra queste chiacchiere la riforma costituzionale sul Premierato assume un significato
simbolico e definitivo essendo stata indicata come la madre dei tutte le riforme.
Ora il ricorso alla metafora dell’iracheno Hussein poteva essere evitata, se non altro per
scaramanzia, ma la dice lunga sull’uso strumentale di distrazione dell’opinione pubblica
sulla riforma della Costituzione, che ogni volta che viene evocata invece fa drizzare le
antenne dell’interesse politico anche al più abulico disertore delle urne elettorali.
Dal novembre scorso ad oggi le ipotesi normative sul Premierato, varate dall’apposita
Commissione Parlamentare, hanno subito tante e tali modifiche, che la ratio eversiva che
la informava all’inizio pare essere evaporata.
Dico eversiva perché intaccare i Poteri del Presidente della Repubblica in favore di quello
del Consiglio, cozzava tra l’altro con l’immagine iconografica e taumaturgica di un Sergio
Mattarella, al di sopra di ogni possibile paragone, senza alcuna speranza di spuntarla.
Ecco quindi i 5 articoli dell’ultima stesura della riforma che riguarda gli artt. 59, 88, 92, e 94
della Costituzione che si riducono all’evidenziare l’elezione diretta del Premier lasciando
quasi immutata la redistribuzione dei poteri.
Nel rapporto potenzialmente conflittuale con il Presidente della Repubblica, il Presidente
del Consiglio, dopo significativa retromarcia, ha le prerogative che recita l’art.3: “Il PdR
conferisce al PdC dei ministri eletto l’incarico di formare il Governo e nomina su
proposta del PdC, i Ministri”.

Ora non sfugga quel “nomina su proposta del PdC, i ministri”, perché il dettato
costituzionale riformato confermerebbe la discrezionalità del Mattarella di turno sul
governo, ed allora? Tanto rumore per nulla?
Non proprio! Intanto il Premierato avrà una caratterizzazione non superficiale ma determinante dalla nuova legge elettorale con premio di maggioranza, che Giorgia Meloni avrà tempo e modo di varare a latere, essendo di legislazione ordinaria; poi c’è tutto il pasticcio della sfiducia del Premier eletto, che a differenza del sistema tedesco della sfiducia costruttiva, comporterà ulteriori contorcimenti.
L’importante per le opposizioni è non imboccare la via delle semplificazioni eclatanti del
rischio democratico o dei rigurgiti orbaniani o addirittura fascisti, alla Max Giannini, ma evidenziare le contraddizioni di un testo scritto, tra l’altro coi piedi, e la futilità strumentale di una operazione tesa a nascondere la pochezza di risultati di questo governo.
Sotto il vestito niente!” era il titolo di un film di Carlo Vanzina del 1985; forse per questo
la Meloni indossa soltanto pantaloni!

Francesco Chiucchiurlotto *

*Francesco Chiucchiurlotto, laureato in Giurisprudenza. È stato Sindaco del Comune di Castiglione in Teverina (Viterbo) – Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia A.N.C.I.

Giorgia Meloni ai tempi in cui tolse lo scettro e la scena per la prima volta al presidente Silvio Berlusconi

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